Papaveri rossi e gialli
le mie efelidi,
appassite rapidamente
al toc toc dell’autunno;
Sulla soglia di zigomi:
tondi, morbidi e spogli.
Lapidi derubate,
case profanate.
Acqua, voglio acqua e luce,
perché ridano i miei
campi
colorati,
arati,
osservati da aerei,
sorvolati da sguardi.