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(3052)
(2052) Andrea 65
0

Amo
sed intelligere desidero
oltre la fretta
oltre la fine
di un amore
non capito.

Io accuso il mondo
ma solo un po'...
di amare male
di non
lasciare al tempo
il corso suo
sospeso...A

(2051) Andrea63
0

Corteggiano discreti


labbra avide ma intimidite,


questi servi e padroni


di fragranze di mandorle leggere;


di ogni festa serbano


sorrisi, rimpianti e ipocrisie,


assaggiali, e scorgerai,


che il loro sapore,


è dolcezza di momenti,


che hanno saputo sedersi,


sulla panchina di zucchero dell'eternità,


e non antro di fetide bugie.


Loro soltanto,


sorridendo nascosti da una tavola imbandita,


custodi sono dell'arcano futuro,


che dirà un idillio sponsale,


felice o fallimentare;


amici di comunioni e cresime sfuggenti,


o spettatori attenti


di rinfreschi sbadiglianti,


i confetti colonizzano il respiro,


bianche, seducenti saette,


che addolciscono la sinfonia del cammino,


anche quando le scarpe che indossiamo,


sembrano maledettamente


insopportabilmente strette.


Eccoli, i confetti,


abbracci di nonni per sempre perduti,


ma proprio per questo,


per sempre ritrovati,


profumi selvatici ma così incomprimibili,


evasi da mura inumidite di pasticcerie,


per farsi messaggeri


di buoni auspici e preghiere.


Eccoli, li vedi lì,


a strizzare l'occhio all'orizzonte,


i confetti che amoreggiano,


con il ricordo mai appassito di un bianco velo,


di chi, scorgendo il vero amore,


ha scoperto il segreto del commuoversi del cielo.


Li troverai a ridere,


ebbri della gaiezza,


d'un'altra missione compiuta,


fieri, indomabil Robin Hood


che rubano felicità


a chi incapace è di apprezzarla,


per farne dono


a chi davvero l'apprezzerà.

(2050) SulleScale
0


Mentre scendevo l’ignobile scala,

tu entrasti dalla porta e per un istante

vidi il tuo volto sconosciuto e tu vedesti me.

Subito mi nascosi per non farmi vedere di nuovo e tu

passasti rapido nascondendo il volto

e ti infilasti nell’ignobile casa

dove non avresti trovato il piacere,

così come non l’avevo trovato io.

Eppure l’amore che volevi io l’avevo da darti,

l’amore che volevo - me l’hanno detto i tuoi occhi

stanchi e ambigui - tu l’avevi da darmi.

I nostri corpi si avvertirono e si cercarono,

il sangue e la pelle intuirono.

Ma noi, turbati, ci eclissammo.

(2049) stringiamocinoi
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Siamo la società degli iPhone pieghevoli, delle mille mila cover da cambiare ogni giorno, la società delle file agli Apple Store, la società degli autolesionisti che mostrano i propri tagli su Tumblr per essere al centro dell’attenzione, dei profili falsi su Ask, delle domande anonime, degli stati su WhatsApp e degli ultimi accessi controllati ogni minuto, dei “sta scrivendo…” che ti fanno sentir bene, delle chat notturne, dei gruppi su WhatsApp, dei bulimici insultati e ridotti a 30kg, delle anoressiche che cercano di uscirci e di quelle che cercano di entrarci, dei dodicenni che vanno in giro a fumare credendosi fighi, di chi fuma per moda, di chi fuma per morire, delle ragazze suicidate per colpa degli insulti su Ask, dei professori che appena possono ti mettono un tre, di “Colpa delle stelle”, delle citazioni sulla società, delle bimbe minchia che scrivono abbreviato, dei “sto bene” non sinceri, dell’ubriacarsi al sabato sera per dimenticare, delle discoteche, dei compiti dimenticati e copiati dal vicino, dei doppi sensi, delle mille foto di cui non ce ne piace nemmeno una, di chi vive con i “mi piace”, dei followers, degli screenshot alle conversazioni, delle emoticons, delle felpe della Carlsberg, delle Air Max, delle Jordan, delle Blazer, delle Vans, delle Converse, delle amicizie e degli amori a distanza, delle directioner, delle haters, delle belibers e delle arianators, di chi segue qualcuno solo per moda e di chi li deve la vita, del rap e pseudorap, della marijuana e delle sigarette elettroniche, della vodka alla pesca, delle traduzioni fatte con Google traduttore, e le ricerche con Wikipedia, dei riassunti cercati su Yahoo, delle canzoni scaricate dall’iPhone con iTube o FoxerTube, dei film pirati, delle serate al cinema e di quelle sul divano con la cioccolata calda a guardare un film, attaccati allo schermo del cellulare, parlando con quella persona che vorremmo ci abbracciasse in quel momento, delle litigate, dei “ti amo” detti da ubriachi, di “obbligo o verità?” dei “che bello” detti mentendo e di quelli detti perché lo pensavamo, degli shatush di tutti i colori, delle tinte di mille colori, delle felpe enormi al 20 agosto, dei bigliettini passati da un banco all’altro, delle cicatrici, di Belen, dei video fatti con Flipagram che non hanno alcun senso, di chi segue il calcio per moda e di chi lo ama veramente, dei post su Facebook e Twitter, del correttore automatico che mette è al posto di e, dei bikini a fascia, delle smagliature e dei caricabatterie Apple che si rompono subito, della patente ritirata, delle Vespe, delle nails art, degli idoli, dei post idioti con mille mi piace su Facebook e di quelli seri con dieci mi piace, dei followers, dei piercing, dei tatoo, dei dilatatori giganteschi, degli zaini della Eastpak e dei diari della Comix, della LIM, di chi crede che la tecnologia ci abbia salvati e di chi crede che ci abbia rovinati, delle generazioni che insultano la generazione dopo la loro, della società che non ti considera mai all’altezza, degli Streaming foto, dei FaceTime dell’una e delle videochiamate mezzi addormentati, delle foto su Snapchat, di Photoshop e PICLAB, di Retrica, Camwow Retro e Videostar, delle richieste ignorate su Facebook, di Ruzzle, di Candy Crush Saga, di Pou, delle applicazioni per i mi piace su Instagram, delle pagine su Ask che rompono le palle a tutti, delle parolacce, delle canzoni senza significato e di quelle che ce l’hanno eccome, di chi ha un telefono da 800€ e si lamenta per gli 0,89€ di WhatsApp, dei disoccupati con l’S4, dei politici, delle bugie, degli schermi rotti, delle figure di merda, dei bucomani, degli “Okay?Okay.” Delle mani incollate ad uno schermo, a scrivere citazioni, frasi, che qualcuno leggendole le metterà come stato WhatsApp, dei gruppi della classe, di Boing, K2, Super, dei supereroi immaginari, dei cani, delle fissazioni, delle fobie, delle paure, dei telefilm, dei cartoni animati, degli adolescenti, delle lesbiche, dei bisex, dei gay e dei fan di Bieber insultati e pestati a scuola, delle occhiaie, dei reality, la società più criticata, ma che fregherà tutti, in un modo o nell’altro

(2048) confondersitralagente
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Presentati sotto casa mia e urla il mio nome. Non ti preoccupare se i vicini protesteranno, loro non sanno niente di noi.
Offrimi un bacio, le tue labbra il tuo respiro.
Offrimi una sigaretta, il mio vizio, la mia morte.
Siediti, prendi un caffè e raccontami della tua vita, di quello che è stato di noi, di quello che è stato di te.
Parlami di come ti sei persa in questo mondo una volta lasciata la mia mano e non vergognarti, sappi che io ho fatto lo stesso.
Dimmi del momento in cui ci siamo persi e del motivo per cui non parliamo più perché io non lo ricordo. Scusami, sono uno sbadato, so che per questo ce l'avrai con me.
Dimmi della tua famiglia e io ti racconterò della mia, perché tu ne facevi parte e di quella parte non conosco più molto.
Continua a parlare, perché ancora non mi basta, continua a raccontare perché in questo mare di parole la tua è la sola voce che ho voglia di ascoltare.
So che sei lì in mezzo, tra quella confusione di onde, ma è difficile raggiungerti a nuoto.
Io continuo a vivere, tra i miei “ciao, come stai?” e le risposte che non mi dai.
Evito gli sguardi dei tuoi amici, in cui rivedo le tue risa, non voglio essere io quello debole, non vorrei mai ti dicessero questo di me.
Io continuo a svegliarmi, mangiare, scrivere e fumare, riempio la mia vita oramai vuota da quando non ci sei.
Continuo a cercarti in chi ti assomiglia, ma che per nulla è come te.
Continuo a trovarti, in quel fondo di vetro o in quella lattina di the.
Mi chiederai “perché?” e ti darò ragione.
Mi chiederai “perché essere così stupido?” e ti dirò “perché sei qui dentro tanto quanto non ci sei più lì fuori”.
Parlo di te a chi oramai non mi sopporta più, di cosa fai e quanto stronza sei anche se non lo so, perché non ti vedo da un po’.
Parlo di te a chi addirittura non c'è perché la mia pace l'hai portata via con te.
Parlo di te a me stesso, perché il tuo ricordo non svanisca come tanti altri hanno fatto col tempo.
E non farti tante domande se quando t'incontro sorrido, non preoccuparti, hai ragione, mento.
Non preoccuparti per me, se mi vedi star male, se qualcuno te lo dice o se semplicemente tu lo vuoi credere.
Non preoccuparti per me, perché mi hai reso un sognatore o almeno pazzo come loro.
Non preoccuparti per me, di cosa penserò e di come ti vedrò. Resterai una stella cometa e io, da stolto, t'aspetterò fissando quel cielo.
Non preoccuparti per me, se quando poi passerai mi vedrai correre: sarà solo per inseguirti, sarà solo per essere irradiato, ancora un po’, da te

(2047) Ovunque-Tu-Sarai
0

Innamorati di una persona che ama guardati dormire.
Che ti sussurra parole belle mentre lo fa, come se ti cantasse una nenia lenta e sconosciuta che solo nei tuoi sogni puoi ricordare.
Innamorati di una persona che come primo saluto, al mattino usa un “Come stai?”. Non perché tu stai male, ma perché per lei la cosa più importante e che tu stia bene.
Innamorati di una persona che ti bacia all’improvviso, senza un motivo, per avere ogni volta l’emozione di un amore che sorprende.
Qualcuno che usa gli abbracci invece delle parole quando sei triste, e che, invece dei consigli usa il battito del suo cuore per calmarti.
Innamorati di una persona che ti dedica canzoni tutti i giorni, perché ogni canzone gli ricorda te. Per questo tu sei una fragola, una meravigliosa creatura o una bella stronza tutto nello stressogiorno.
Innamorati di una persona che la pensa in modo totalmente opposto a te, ma che ha sempre voglia di ascoltare la tua opinione. Che passi serate intere a spiegarti il suo punto di vista. Che si incazzi in modo esagerato se tu non sei d’accordo, e che vuole fare pace facendo l’amore.
Innamorati una persona che ti prende in giro, una persona che ama ridere più che sorridere.
Innamorati di una persona curiosa e che ama viaggiare, ti porterà a fare snorkeling con le megattere, alpinismo sull’Everest, bungee jumping sulla Macau Tower, surf in Australia. Poi ti leggerà un Orgoglio e pregiudizio sotto un’immensa quercia in Inghilterra, e tu ovviamente piangerai per Darcy e odierai Elizabeth, ma solo all’inizio. Cavalcherete in Andalusia, e ti canterà una serenata in un castello Irlandese dopo un’ubriacatura di Guinness. Ma ti ricorderà sempre che casa sua sarà solo dove sono poggiati i tuoi occhi e i tuoi piedi, tutto il resto del mondo fa volume.
Innamorati di una persona che sa isolarsi nella malinconia dei suoi silenzi, che capisce l’importanza di un pianto liberatorio.
Innamorati di una persona che ami la tua libertà, la tua indipendenza e che rispetti le tue scelte. Ma che ogni tanto ti faccia una sfuriata di gelosia, perché in fondo tu sei il suo mondo.
Innamorati di una persona che abbia il miglior odore dell’universo, quello che riconosceresti ovunque, quellounico che solo tu puoi apprezzare. Quell’odore tanto simile alle tue emozioni.
E, alla fine, innamorati di quell’unica anima che potrai mai amare con tutto te stesso. Non accontentarti di un amore mediocre, di un amore che non è amore. Innamorati perché non ne puoi fare a meno, non perché non vuoi stare solo

(2046) persa nei tuoi sorrisi
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Ho ripensato a tutte le volte che avrei dovuto agire e invece non l'ho fatto, a quante volte per paura non ho mosso il culo e mi sono rifugiata dietro alle parole. Parole parole, parole buttate al vento che piano piano ci hanno fatto diventare ciò che siamo adesso. Tutto quello che è successo mi ha fatta cambiare così tanto che adesso, se ci fosse un pulsante che riportasse indietro nel tempo farei tutto differente perché quasi ogni cosa che ho fatto in quei pochi mesi è stata sbagliato. Non si può tornare indietro e quindi non so a che cosa possa servire continuare a usare parole inutile. Ma sai com'è, è l'unica cosa che sono un po’ capace di fare. Probabilmente nel futuro farò tutto in modo differente, ma mai quello che farei se tornassi nel passato. Quanti gesti non fatti e quanti pochi momenti passati insieme. Siamo entrambi nel torto, abbiamo fatto così tanti sbagli e poche cose giuste. Forse era amore, molto probabilmente, oppure qualcos'altro, ma so che un grazie te lo meriti. Grazie per ciò che mi hai fatto passare e anche per tutte le lacrime che mi hai fatto versare, grazie per ogni bacio, abbraccio, sguardo, sorriso, messaggio e aiutato che mi hai dato. Un grazie va anche alle lettere che ho scritto, sia quelle poche che ti ho dato, sia tutte le altre, grazie per i regali che non ti ho dato e che sono in una scatola a prendere la muffa, grazie per l'amore che mi hai fatto conoscere, per tutte quelle sensazioni meravigliose, per ogni sussurro, respiro, per ogni notte che ho passato in bianco pensandoti e ripensando al passato o maledicendomi per averti dato tutta me stessa, ma anche per non aver fatto abbastanza. Grazie per tutti i singhiozzi soffocati dal cuscino nelle notti tempestose, grazie per le sigarette che riempiono i polmoni, per ogni film che abbiamo guardato, per il cibo non mangiato, per i ricordi che mi riempiono la mente e per poter dire “sono stata felice e so cosa si prova a amare e essere amati

(2045) SalvamiDaMeStessa
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Ho cancellato le tue foto, tranne una che ridi e guardi il cielo




Perché voglio ricordarti senza veleno




La finestra in cui fumavi




Come ti toglievi i pantaloni..




Nessuno ci avrebbe scommesso




Infatti poi hanno vinto loro




Oppure alla fine ci siamo arresi noi

(2044) pioggia-di-parole
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Erano le sei di mattina,
lo scorso inverno,
nelle cuffie i Coldplay
che suonano Yellow,
noi fuori col plaid
a scaldarci dal freddo,
le guance rosse,
il panorama stupendo.
La neve sembrava
gelare il tempo
era cosi bello
stare li fermo
solo noi due
stretti nel vento,
stavamo insieme
stavamo bene
e bastava questo
un bacio e poi un bacio
senza averlo mai chiesto,
mi stringevi la mano
e tenevo in mano l'universo

(2043) lavocedeipensieri92
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Tra di noi è così,
ci perdiamo e ci ritroviamo.
Capiamo noi stessi negli occhi dell’altro
e non finiamo mai di stupirci.
I pensieri in perfetta sincronia
le menti accordate
e i sentimenti in armonia.
Fragili, sì.
Ma forti nelle nostre scelte.
Avremmo la capacità di annientarci
ma siamo l’uno appoggiato all’altro
e se uno cade
anche l’altro cade.
Se starai male
soffrirò come un fiore calpestato,
se starò male io
sarai come un lampione che non vuole accendersi
e mi cercherai nel buio.
Così diversi
come l’afa e il gelo
così simili
come i granelli di sabbia.
E ti verrò a cercare
ogni volta che ti perderai
e non troverai più la strada.
Io sarò quella luce
che ti guiderà a casa
e sentirai la mia voce
che chiama il tuo nome
e non ti girerai,
ma saprai che sono dietro di te.
Tienimi stretta
tienimi forte
perché la sera è difficile restare da soli
perché senza te
il mondo è un po’ meno colorato.
E basterà vederci per capire,
nessuna parola
quelle sono inutili.
Ma ogni parola ci aprirà di più il cuore
lo fanno esplodere
lo fanno sentire vivo
che lo fanno battere
forte
fortissimo
finché non ci chiude lo stomaco
finché non ci tremano le gambe.
Tutto è così chiaro.
Sguardi che riassumono pagine
abbracci che racchiudono lacrime
sorrisi che traspirano grazie.
Solo i nostri limiti ci contengono e ci danno il ritmo.
Come un battito del cuore,
come una sinfonia

(2042) resta
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REPOST:
Io lo so che non è facile
che vorresti avere la certezza
ogni mattina
di avermi per te solamente,
che vorresti baciarmi
di fronte a tutti quando ti pare
e non di nascosto
e solo perché "è capitato",
che vorresti camminare per strada
stringendomi la mano
e facendo capire agli altri
che sono tua e tua soltanto,
che vorresti presentarmi
ai tuoi amici come la tua ragazza
e non come un'amica,
che vorresti avermi la domenica
a mangiare a casa tua.
Io lo so che non è facile
amare una persona
e fare finta che non sia così
di fronte a persone che
non sanno di noi,
che non è facile
desiderare con ogni fibra
del proprio essere
di stare con una persona
ma non poterci stare.
Io lo so che non è facile
e che a volte perdi le speranze
e non credi che possa esserci
un futuro per noi,
ma non lo fare.
Non perdere mai le speranze,
non smettere di credere
in questo amore così grande.
Non smettere mai
di immaginare il futuro
e vedermi presente anche lì,
non smettere di lottare per noi.
Resta al mio fianco,
combattiamo insieme
tutto quel che c'è da combattere
e vinciamolo.
Perché io lo so
e tu lo sai
che un amore così
non può far altro che
esistere.

(2041) stupida ma felice
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Se mai avrò una figlia, spero che cresca stupida. Che sia quel tipo di ragazza che pensa solo ed esclusivamente all'aspetto fisico, che sogna di riempire una scarpiera piuttosto che una libreria, che spenda i suoi soldi in vestiti e trucchi piuttosto che in viaggi e mostre. Che tra mare e montagna scelga la spiaggia perché lì può sfoggiare le sue curve e il suo nuovo costume alla moda. Che il sabato pomeriggio lo passi con le amiche dal parrucchiere e non al parco a disegnare. Che la sera frequenti quei locali sudici strizzandosi il seno in un mini vestito per farle sembrare più grandi, trattenendo il respiro per non far vedere quel filo di pancia che odierà tanto. Vorrei che a scuola ci vada solo perché ci sono un sacco di ragazzi carini che le guardano il sedere mentre sale le scale e perché si sente obbligata, non perché le piace. Vorrei che imparasse solo le basi della matematica e nemmeno troppo dell'italiano, il giusto per farsi capire. Vorrei che crescesse con un ego spropositato, enorme, in modo che nessun commento o occhiataccia possa scalfirla o smuoverla di un passo. Vorrei che sia una di quelle che escono con una decina di ragazzi alla volta e alla fine sceglie quello più alto così può mettersi i tacchi senza superarlo quando vanno a ballare insieme. Vorrei che rimandi un appuntamento perché prima di andare si accorge di avere una pustola sul viso e che pensi che quella le avrebbe sicuramente rovinato la reputazione. Vorrei che si arrabbi con il suo ragazzo e che gli faccia scenate ogni sera perché lui non le risponde entro un minuto ai suoi messaggi e che dopo averlo lasciato il giorno seguente stia già con un altro, magari più alto. Vorrei che dica di essere bisex perché tutte le ragazze della sua scuola lo sono e non perché è davvero innamorata di una ragazza. Vorrei che passi le ore davanti allo specchio ad aggiustarsi i capelli e a truccarsi finché non sembra Barbie Chioma Perfetta, che si metta a piangere perché non ha mai nulla da mettersi nell'armadio e perché la pustola dell'altra sera non è ancora andata via. Vorrei che si facesse tre ore di coda davanti a Victoria’s Secret prima dell'apertura il giorno dei saldi, che su facebook metta nella casella lavoro “modella” e che faccia la ragazza immagine nelle discoteche. Vorrei che sposi un uomo solo perché è ricco e sexy, vorrei che sia una casalinga e che la sua massima aspirazione nella vita sia diventare una segretaria part-time. Vorrei che sia una di quelle donne che è felice con suo marito perché quando lui è al lavoro lei lo tradisce con l'idraulico e che abbia di meraviglioso con lui solo la vita sessuale. Vorrei che il tempo che non passa a casa lo passi dall'estetista o a spendere i soldi sulla carta di credito che il suo uomo ricarica ogni mese con i soldi che lui guadagna con cui lui la mantiene. Vorrei che alle 14.00 di ogni giorni sia a casa per non perdersi la puntata di Uomini e Donne e che sogni di essere la ragazza scelta dal Tronista. Vorrei che si faccia mille foto al giorno e che le posti ovunque, su ogni social e che le mandi a tutti, ma soprattutto che metta se stessa di sfondo sul cellulare talmente si sente piena di se.
Vorrei davvero che cresca stupida, quel tipo di ignoranza che permette davvero di ignorare tutto ciò che la circonda e che invece la fa concentrare solo su se stessa. Che le faccia credere di essere la migliore in ogni campo e che sia dannatamente felice. Felice e contenta come un'oca. Vorrei davvero che crescesse stupida, perché chi ragiona troppo non vive serenamente e mai sarà davvero felice. Vorrei che il suo unico pensiero sia far attenzione alle unghie con lo smalto nuovo e a non centrare i tombini con i tacchi a spillo. Vorrei vedere mia figlia tornare da me piangendo solo perché il top della nuova collezione non c'è della sua taglia. Vorrei che l'unica sua preoccupazione sia scegliere in che posizione dormire per non rovinare la piega ai capelli e nessun'altra. Vorrei che non scoprisse mai che vuol dire sentirsi soli e non essere amati, vorrei che mai e poi mai sentisse la mancanza di qualcuno così tanto da stare male, se non dell'orecchino che ha perso ad una festa.
Vorrei davvero che sia stupida e innocente, in modo che conosca solo la felicità e che mai assapori il gusto della tristezza.

(2040) cimitero dei sogni
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Dopo di me non sarà più la stessa cosa, fidati. Non ho nessuna pretesa. Non ho nessuna particolarità. Gli occhi sono marroni, non ho mai la risposta giusta al momento giusto, sono bassa e la mia faccia è troppo tonda. Dopo di me, però, non sarà più la stessa cosa per te. Come faccio ad esserne certa? Ti sei guardato in giro? Di persone che amano come me ce ne sono rimaste poche, e di questo sono sicura. Non mi innamoro allo scoccare di ogni mezzanotte di sabati sera alcolici. Non mi innamoro mai, tranne una volta. Ti parlo, ti parlo tanto. Ti ascolto, ti ascolto tanto. Faccio l’amore piangendo e ridendo insieme. Forte, fortissimo. Bacio le tue dita e arrossisco. Penso a una serata tutta per noi e mi pervade quel senso di felicità che non mi apparteneva da molti anni, da quando ero piccola e mio padre e mia madre si baciavano davanti a me. Mi sforzo di capirti, in qualsiasi situazione. Ti faccio impazzire. Forse non mi ami più di tanto ma io so di averti fatto impazzire. Con tutti i miei capricci, i miei sensi di colpa, le mie voglie, i miei occhi così simili a tanti altri occhi ma così spesso languidi da volerci nuotare dentro. Tu sei pazzo di me. Adesso puoi anche andartene, e lo farai, eccome se lo farai, perché lo so che quelle come me fanno paura, eccome se ne fanno. Vattene, tanto mi sognerai per sempre. Tra vent’anni, una sera, ti ecciterai ancora pensando alla mia schiena nuda. Per te non sarà più la stessa cosa, dopo di me. Magari non mi ami come me, ma questo non vuol dire niente. Trovami una che ti guarda negli occhi come ti ci guardo io. Trovami una che sorride ad ogni tuo singolo gesto come faccio io. Trovane una che ti prende la mano e non te la lascia più. Trovane una che, come me, si alza la mattina con l'unico desiderio di un tuo bacio. Trovane una la cui giornata non ha un senso senza il tuo abbraccio quotidiano, come per me. Trovane una che viaggerebbe per tutto il mondo con te, come farei io. Trovane una che ti ama da impazzire come me, e se penserai di trovarla mandala via, perché non sarò io, e nessuno ti amerà mai come faccio io. Io mi sono innamorata del tuo meglio senza conoscere il peggio, successivamente l'ho conosciuto e ti ho amato ancora di più. Perché si cerca la perfezione ma alla fine ci si innamora sempre dei difetti. Ti ho amato fino a perdere il fiato, e lo farei altre migliaia di volte. Trovane una che pur di vedere un tuo sorriso farebbe qualsiasi cosa. Trovane una il cui più grande desiderio è fare l'amore con te in ogni parte del mondo. È triste da dire, ma una così non la troverai mai. E sai perché? Perché tu non sei quello che le ragazze vorrebbero. Anzi, ti dico di più, sei quello che nessuna vorrebbe. Sei apatico, ti dimentichi tutto, sei egoista e anche un po’ stronzo. Non sei passionale, fai sudare anche un singolo bacio, e una parola dolce da parte tua è più rara di una bestemmia del papa. Pensi sempre di avere ragione anche quando hai torto e ti inventi di tutto pur di dimostrare che l'hai comunque. Sei anaffettivo e staresti anche una settimana senza sentire il bisogno di parlare. Metti i tuoi interessi davanti a tutto. Sei pigro e dormiglione. La notte scalci e ti prendi tutte le coperte. Quando camminiamo insieme te ne vai avanti e ti dimentichi di me che sto dietro, magari con i tacchi e sui sampietrini. Ti ripeto diecimila volte le cose che mi danno fastidio e tu le rifai altre ventimila. Quando siamo lontani non chiami quasi mai, non racconti niente, tieni sempre tutto per te. Non ami fare le foto. Mi dedichi una canzone una volta ogni cento anni. Spreco giornate intere a pensare a regali da farti, lettere da scriverti, libri da regalarti, e tu puntualmente non apprezzi niente, le lettere non le leggi e i libri neanche. Nessuna ti amerebbe così tanto con tutti questi difetti. Nessuna. Tranne me. Io vivo per te, e so che il tuo cuore è avvolto da un involucro di ghiaccio. Il tuo viso è coperto da centomila maschere che non sorridono, che sono serie e sempre impettite. Alcune sono cattive, altre impassibili, e in nessuna c'è un'ombra di dolcezza; o meglio, nessuno sa coglierla. Nessuno, tranne me. Io ho capito che anche il ghiaccio si può sciogliere, e anche centomila maschere si possono togliere, se si ha la voglia di scoprire cosa si trova dietro. Io che comunque non sono perfetta. Sono gelosa, iperprotettiva, ipersensibile, curiosa e ficcanaso, pretendo che mi racconti tutto ciò che fai, che dici e che pensi, e se scopro che non mi hai detto qualcosa è come se mi crollasse il mondo addosso. Pretendo rispetto e odio che mi vengano rivolte brutte parole, ma tu puntualmente lo fai. Quando mi arrabbio sono capace di dirti quanto fai schifo in mille modi diversi senza finire più, ma non so restare arrabbiata con te più di una giornata senza cadere di nuovo tra le tue braccia. Te la do sempre vinta, sempre, anche quando avevo giurato a me stessa di non farlo. A volte mi chiedo se valga la pena davvero di lottare per questa relazione che sembro volere solo io. Quando altre persone durante la nostra storia si sono innamorate di me e sembravano perfette, ed erano tutto quello che tu non eri e che avevo sempre desiderato da te ho seriamente pensato di lasciar perdere e andare da loro che sembravano desiderarmi e amarmi molto di più, e mi sapevano trattare come io meritavo di essere trattata. Però sai qual è il problema? Che tutte queste persone erano perfette, dolci, rispettose, avrebbero fatto qualsiasi cosa per me, qualsiasi sul serio, ci sarebbero state per me in qualsiasi momento e mi avrebbero fatto sentire come una regina, invece che abbassarmi puntualmente l'autostima vanificando tutti i miei gesti dolci e tutti i miei sforzi per renderti felice come fai tu, ma avevano un singolo, unico difetto. Non erano te. E io ti odio, ti odio talmente tanto perché so che io per te sono il meglio che tu possa mai trovare, ma tu per me non lo sei, e ti odio perché tu lo sai e non ti sforzi neanche di provare ad esserlo, perché tanto sai che io ti amo così tanto che ti accetto anche così. Ti odio perché non mi ascolti mai, e odio ogni tuo singolo difetto che ho elencato, dal primo all'ultimo, e odio anche tutta la miriade di difetti che non ho citato ma ci sono comunque. Ti odio perché non fai nulla per rendermi felice, assolutamente nulla, ma lo fai comunque, e non capisco il perché. Odio tutto questo, a volte odio anche te. Te capisci? Odio noi. Odio il fatto che ho maledettamente bisogno di te, in ogni istante. Odio il fatto che mi manchi anche se ci siamo salutati da un'ora, e odio il fatto che per te non è così. Odio te che non mi dimostri mai che mi ami e nemmeno me lo fai capire. ODIO IL FATTO CHE NON MANTIENI LE PROMESSE. Odio il solo pensiero che a capodanno ti sei ubriacato quando ero venuta a casa tua esclusivamente per passare la notte con te e fare l'amore, e tu te ne sei fottuto e hai preferito ubriacarti con i tuoi amici. E veramente non c'è cosa che più odio di questa. Odio il fatto che ti avrei dovuto lasciare in quel momento, quando ti ho visto. Ti avrei dovuto lasciare nel locale invece di trovare un passaggio anche per te e dopodiché ti avrei dovuto lasciare per sempre. E invece non l'ho fatto. Ti ho fatto credere di avertela perdonata e mi faccio schifo per questo, e mi fai schifo anche tu. Inoltre odio il fatto che ti dedico mille frasi al minuto e tu non me ne leggi neanche una e cambi argomento dicendo cose che non c'entrano niente. E odio il fatto che non dovrei più essere dolce con te, mai più, non dovrei più dedicarti frasi né canzoni, nemmeno scriverti la lettera che invece sto scrivendo in questo momento. Dovrei semplicemente fermarmi e vedere se tu fai qualcosa. Se tu cambi, se ti manca la me di prima e quindi diventi ciò che io ti ho sempre chiesto di diventare in modo da riavermi dolce e innamoratissima come sono sempre stata. E odio me stessa perché mi prometto sempre di fare qualcosa per cambiare le cose e infrango le mie stesse promesse. Mi odio perché mi sono sempre vantata di essere una persona forte ma quando si tratta di te divento così debole, fragile e incapace di agire, paurosa e insicura, divento tutto ciò che odio. Ma la cosa che odio più di tutto è che non ti odio, nemmeno un pochino, nemmeno per niente. Invece ti amo. Ti amo alla follia e non ne capisco neanche il perché, dal momento in cui tu non mi dai alcun motivo per farlo. Ti amo e amo anche tutti i tuoi difetti perché in fondo mi danno una motivazione per continuare a lottare, mi danno un motivo per lamentarmi e criticare, e tu sai quanto amo farlo. Li amo perché ti rendono unico e mi danno la possibilità di chiamarti “il cattivo”, che è diventato il mio intercalare, la mia parola preferita. Ti amo perché non saprei fare altro. Ti amo perché so che sei tu quello giusto, anche se non hai niente di quello che cerco nelle persone. E sai perché lo so? Perché riesci a rendermi felice pur non essendo perfetto, ed è proprio per questo che ti amo alla follia. Anche un tuo singolo sorriso riesce cambiarmi la giornata, e in quel momento dimentico tutto, e non mi servono parole dolci né gesti romantici, non ho bisogno di nient'altro, soltanto di avere la possibilità di bloccare l'attimo in cui sorridi e prolungarlo per tutta la vita. Sì, per tutta la vita. Perché io non riesco a vedere nessun altro al mio fianco se non te. E non credere che non ci abbia mai pensato, che non mi sia mai immaginata con qualcun altro, che in tutti questi anni non mi sia mai chiesta: forse non starei meglio con tizio o caio? ma la risposta è sempre la stessa, unica e sola: no. Un no convinto e categorico, un no di una persona talmente innamorata di tutto ciò che sei, anche dei tuoi difetti che più odio, che continuerebbe ad odiarli amandoti per sempre. Io non ti assicuro che staremo insieme per sempre, ma ti assicuro che per sempre ti amerò, per sempre pensandoti sorriderò e mi scapperà una lacrima, come in questo momento. Per sempre io continuerò a guardare il cellulare aspettando un tuo messaggio, continuerò a conoscere persone cercando il tuo sorriso luminoso, i tuoi occhi neri, meravigliosi e profondi, il tuo profumo, la tua splendida voce e tutte le tue caratteristiche uniche e inimitabili. Per sempre tu sarai la mia persona, mia e soltanto mia. Per sempre sarò la tua nana con le guance paffute che lo diventano ancora di più quando ti sorrido. Per sempre sarò perdutamente e infinitamente innamorata di te. Certe cose si sentono, si sanno, e io so che per sempre e all'infinito continuerò a pensare e ad amare alla follia quel cattivo che ha preso la mia vita e l'ha resa migliore. Il cattivo più bello che ci sia.

(2039) addio ?
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Il tuo amore è per me come la stella della sera e quella dei mattino: tramonta dopo il sole e sorge prima di esso. Come la stella polare che non tramonta mai, e intreccia sopra le nostre teste una corona eternamente viva. Prego gli dèi che mi concedano di non veder mai oscurato il cammino della mia vita. La prima pioggia di primavera sciuperà la nostra passeggiata: ma rinverdirà le piante, e fra poco noi potremo rallegrarci del primo vento. Non abbiamo, finora, mai goduto insieme di una così bella primavera: Dio voglia che essa non si muti in autunno. Addio. Verso mezzogiorno verrò a prendere sue notizie. Addio, cara, buona.

(2038) hypocrite!
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I'm just in love with it and wanted to share it

April is the cruellest month, breeding
Lilacs out of the dead land, mixing
Memory and desire, stirring
Dull roots with spring rain.
Winter kept us warm, covering
Earth in forgetful snow, feeding
A little life with dried tubers.
Summer surprised us, coming over the Starnbergersee
With a shower of rain; we stopped in the colonnade,
And went on in sunlight, into the Hofgarten,
And drank coffee, and talked for an hour.
Bin gar keine Russin, stamm’ aus Litauen, echt deutsch.
And when we were children, staying at the arch-duke’s,
My cousin’s, he took me out on a sled,
And I was frightened. He said, Marie,
Marie, hold on tight. And down we went.
In the mountains, there you feel free.
I read, much of the night, and go south in the winter.

What are the roots that clutch, what branches grow
Out of this stony rubbish? Son of man,
You cannot say, or guess, for you know only
A heap of broken images, where the sun beats,
And the dead tree gives no shelter, the cricket no relief,
And the dry stone no sound of water. Only
There is shadow under this red rock,
(Come in under the shadow of this red rock),
And I will show you something different from either
Your shadow at morning striding behind you
Or your shadow at evening rising to meet you;
I will show you fear in a handful of dust.
Frisch weht der Wind
Der Heimat zu
Mein Irisch Kind,
Wo weilest du?
“You gave me hyacinths first a year ago;
“They called me the hyacinth girl.”
—Yet when we came back, late, from the Hyacinth garden,
Your arms full, and your hair wet, I could not
Speak, and my eyes failed, I was neither
Living nor dead, and I knew nothing,
Looking into the heart of light, the silence.
Oed’ und leer das Meer.

Madame Sosostris, famous clairvoyante,
Had a bad cold, nevertheless
Is known to be the wisest woman in Europe,
With a wicked pack of cards. Here, said she,
Is your card, the drowned Phoenician Sailor,
(Those are pearls that were his eyes. Look!)
Here is Belladonna, the Lady of the Rocks,
The lady of situations.
Here is the man with three staves, and here the Wheel,
And here is the one-eyed merchant, and this card,
Which is blank, is something he carries on his back,
Which I am forbidden to see. I do not find
The Hanged Man. Fear death by water.
I see crowds of people, walking round in a ring.
Thank you. If you see dear Mrs. Equitone,
Tell her I bring the horoscope myself:
One must be so careful these days.

Unreal City,
Under the brown fog of a winter dawn,
A crowd flowed over London Bridge, so many,
I had not thought death had undone so many.
Sighs, short and infrequent, were exhaled,
And each man fixed his eyes before his feet.
Flowed up the hill and down King William Street,
To where Saint Mary Woolnoth kept the hours
With a dead sound on the final stroke of nine.
There I saw one I knew, and stopped him, crying: “Stetson!
“You who were with me in the ships at Mylae!
“That corpse you planted last year in your garden,
“Has it begun to sprout? Will it bloom this year?
“Or has the sudden frost disturbed its bed?
“Oh keep the Dog far hence, that’s friend to men,
“Or with his nails he’ll dig it up again!
“You! hypocrite lecteur!—mon semblable,—mon frère!”


(2037) a very long lost love
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This poem is very long
So long, in fact, that your attention span
May be stretched to its very limits
But that’s okay
It’s what’s so special about poetry
See, poetry takes time
We live in a time
Call it our culture or society
It doesn’t matter to me cause neither one rhymes
A time where most people don’t want to listen
Our throats wait like matchsticks waiting to catch fire
Waiting until we can speak
No patience to listen

But this poem is long
It’s so long, in fact, that during the time of this poem
You could’ve done any number of other wonderful things
You could’ve called your father
Call your father
You could be writing a postcard right now
Write a postcard
When was the last time you wrote a postcard?
You could be outside
You’re probably not too far away from a sunrise or a sunset
Watch the sun rise
Maybe you could’ve written your own poem
A better poem
You could have played a tune or sung a song
You could have met your neighbor
And memorized their name
Memorize the name of your neighbor
You could’ve drawn a picture
(Or, at least, colored one in)
You could’ve started a book
Or finished a prayer
You could’ve talked to God
Pray
When was the last time you prayed?
Really prayed?

This is a long poem
So long, in fact, that you’ve already spent a minute with it
When was the last time you hugged a friend for a minute?
Or told them that you love them?
Tell your friends you love them

…no, I mean it, tell them

Say, I love you

Say, you make life worth living
Because that, is what friends do
Of all of the wonderful things that you could’ve done
During this very, very long poem
You could have connected
Maybe you are connecting
Maybe we’re connecting
See, I believe that the only things that really matter
In the grand scheme of life are God and people
And if people are made in the image of God
Then when you spend your time with people
It’s never wasted
And in this very long poem
I’m trying to let a poem do what a poem does:
Make things simpler
We don’t need poems to make things more complicated
We have each other for that
We need poems to remind ourselves of the things that really matter
To take time
A long time
To be alive for the sake of someone else for a single moment
Or for many moments

Cause we need each other

To hold the hands of a broken person
All you have to do is meet a person
Shake their hand
Look in their eyes

They are you

We are all broken together
But these shattered pieces of our existence don’t have to be a mess
We just have to care enough to hold our tongues sometimes
To sit and listen to a very long poem
A story of a life
The joy of a friend and the grief of friend
To hold and be held
And be quiet

So, pray
Write a postcard
Call your parents and forgive them and then thank them
Turn off the TV
Create art as best as you can
Share as much as possible, especially money
Tell someone about a very long poem you once heard
And how afterward it brought you to them

(2036) sonny
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«S'io ti fiammeggio nel caldo d'amore
di là dal modo che 'n terra si vede,
sì che del viso tuo vinco il valore,

non ti maravigliar, ché ciò procede
da perfetto veder, che, come apprende,
così nel bene appreso move il piede.

Io veggio ben sì come già resplende
ne l'intelletto tuo l'etterna luce,
che, vista, sola e sempre amore accende;

e s'altra cosa vostro amor seduce,
non è se non di quella alcun vestigio,
mal conosciuto, che quivi traluce.

Tu vuo' saper se con altro servigio,
per manco voto, si può render tanto
che l'anima sicuri di letigio».

Sì cominciò Beatrice questo canto;
e sì com' uom che suo parlar non spezza,
continüò così 'l processo santo:

«Lo maggior don che Dio per sua larghezza
fesse creando, e a la sua bontate
più conformato, e quel ch'e' più apprezza,

fu de la volontà la libertate;
di che le creature intelligenti,
e tutte e sole, fuoro e son dotate.

Or ti parrà, se tu quinci argomenti,
l'alto valor del voto, s'è sì fatto
che Dio consenta quando tu consenti;

ché, nel fermar tra Dio e l'omo il patto,
vittima fassi di questo tesoro,
tal quale io dico; e fassi col suo atto.

Dunque che render puossi per ristoro?
Se credi bene usar quel c'hai offerto,
di maltolletto vuo' far buon lavoro.

Tu se' omai del maggior punto certo;
ma perché Santa Chiesa in ciò dispensa,
che par contra lo ver ch'i' t'ho scoverto,

convienti ancor sedere un poco a mensa,
però che 'l cibo rigido c'hai preso,
richiede ancora aiuto a tua dispensa.

Apri la mente a quel ch'io ti paleso
e fermalvi entro; ché non fa scïenza,
sanza lo ritenere, avere inteso.

Due cose si convegnono a l'essenza
di questo sacrificio: l'una è quella
di che si fa; l'altr' è la convenenza.

Quest' ultima già mai non si cancella
se non servata; e intorno di lei
sì preciso di sopra si favella:

però necessitato fu a li Ebrei
pur l'offerere, ancor ch'alcuna offerta
sì permutasse, come saver dei.

L'altra, che per materia t'è aperta,
puote ben esser tal, che non si falla
se con altra materia si converta.

Ma non trasmuti carco a la sua spalla
per suo arbitrio alcun, sanza la volta
e de la chiave bianca e de la gialla;

e ogne permutanza credi stolta,
se la cosa dimessa in la sorpresa
come 'l quattro nel sei non è raccolta.

Però qualunque cosa tanto pesa
per suo valor che tragga ogne bilancia,
sodisfar non si può con altra spesa.

Non prendan li mortali il voto a ciancia;
siate fedeli, e a ciò far non bieci,
come Ieptè a la sua prima mancia;

cui più si convenia dicer `Mal feci',
che, servando, far peggio; e così stolto
ritrovar puoi il gran duca de' Greci,

onde pianse Efigènia il suo bel volto,
e fé pianger di sé i folli e i savi
ch'udir parlar di così fatto cólto.

Siate, Cristiani, a muovervi più gravi:
non siate come penna ad ogne vento,
e non crediate ch'ogne acqua vi lavi.

Avete il novo e 'l vecchio Testamento,
e 'l pastor de la Chiesa che vi guida;
questo vi basti a vostro salvamento.

Se mala cupidigia altro vi grida,
uomini siate, e non pecore matte,
sì che 'l Giudeo di voi tra voi non rida!

Non fate com' agnel che lascia il latte
de la sua madre, e semplice e lascivo
seco medesmo a suo piacer combatte!».

Così Beatrice a me com' ïo scrivo;
poi si rivolse tutta disïante
a quella parte ove 'l mondo è più vivo.

Lo suo tacere e 'l trasmutar sembiante
puoser silenzio al mio cupido ingegno,
che già nuove questioni avea davante;

e sì come saetta che nel segno
percuote pria che sia la corda queta,
così corremmo nel secondo regno.

Quivi la donna mia vid' io sì lieta,
come nel lume di quel ciel si mise,
che più lucente se ne fé 'l pianeta.

E se la stella si cambiò e rise,
qual mi fec' io che pur da mia natura
trasmutabile son per tutte guise!

Come 'n peschiera ch'è tranquilla e pura
traggonsi i pesci a ciò che vien di fori
per modo che lo stimin lor pastura,

sì vid' io ben più di mille splendori
trarsi ver' noi, e in ciascun s'udia:
«Ecco chi crescerà li nostri amori».

E sì come ciascuno a noi venìa,
vedeasi l'ombra piena di letizia
nel folgór chiaro che di lei uscia.

Pensa, lettor, se quel che qui s'inizia
non procedesse, come tu avresti
di più savere angosciosa carizia;

e per te vederai come da questi
m'era in disio d'udir lor condizioni,
sì come a li occhi mi fur manifesti.

«O bene nato a cui veder li troni
del trïunfo etternal concede grazia
prima che la milizia s'abbandoni,

del lume che per tutto il ciel si spazia
noi semo accesi; e però, se disii
di noi chiarirti, a tuo piacer ti sazia».

Così da un di quelli spirti pii
detto mi fu; e da Beatrice: «Dì, dì
sicuramente, e credi come a dii».

«Io veggio ben sì come tu t'annidi
nel proprio lume, e che de li occhi il traggi,
perch' e' corusca sì come tu ridi;

ma non so chi tu se', né perché aggi,
anima degna, il grado de la spera
che si vela a' mortai con altrui raggi».

Questo diss' io diritto a la lumera
che pria m'avea parlato; ond' ella fessi
lucente più assai di quel ch'ell' era.

Sì come il sol che si cela elli stessi
per troppa luce, come 'l caldo ha róse
le temperanze d'i vapori spessi,

per più letizia sì mi si nascose
dentro al suo raggio la figura santa;
e così chiusa chiusa mi rispuose

nel modo che 'l seguente canto canta.

(2035) otto
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Twice or thrice had I loved thee, Before I knew thy face or name 1;
So in a voice, so in a shapeless flame, Angels affect us oft 2, and worship’d be.
Still3 when, to where thou wert, I came, 5 Some lovely glorious nothing I did see 4;
But since my soul, whose child love is,
Takes limbs of flesh, and else could nothing do 5,
More subtle6 than the parent is, Love must not be, but take a body too;
And therefore what thou wert, and who, I bid Love ask, and now
That it assume thy body, I allow,
And fix itself in thy lip, eye, and brow.
10
Whilst thus to ballast love, I thought, 15 And so more steadily to have gone,
With wares which would sink admiration 7,
I saw, I had love’s pinnace8 overfraught.
Ev’ry thy hair 9 for love to work upon
Is much, too much. Some fitter must be sought,
For nor in nothing, nor in things
Extreme, and scattering bright 10, can love inhere11.
Then as an Angel, face, and wings
Of air, not pure as it, yet pure doth wear 12,
So thy love may be my love’s sphere13; Just such disparity,
As is ’twixt Air and Angels’ purity,
’Twixt women’s love and men’s will ever be 14.

(2034) 3
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Non una novità
ma un parcheggio
di asfalto e lampioni spenti.
Non un interesse
ma cento piccoli lumini
che lampeggiano e il vento li spenge.
Focaccette e paperelle gialle
fluttuano nel nulla più bello
del mare e delle erbe luminose,
aurore noiose.
Nella casa che vede il torrione
brucia una strana idea di superiorità,
perentorio non allinearsi.
Aspetto con i miei flauti,
i miei soliti accordi,
i pensieri che rimbalzano ovunque
come nella fibra ottica
quella con cui i negri
video-chiamano le loro sporche case in Africa
fatte di argilla e merda,
quella con cui le zoccole annoiate
tradiscono i mariti spossati dal marxismo,
quella con cui i giovanotti
si fregiano d’essere il catarro di Dio,
quella con cui i nuovi tiranni
s’inventano cento nuove mille stronzate,
e la verità tornio del vasaio
si prende sprangate sulle tibie fragili,
e se mi dirai che questa non è poesia,
beh, sputerò sulla faccia anche a te
mentre accendo il razzo che ho nel buco del culo
e ti aspetterò, ghignando, sulla stella delle belle storie.

(2033) ji
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I’ll give you a mint from my tin

If you tell me it tastes like your toothpaste again—

The kind that’s striped red, white, and green.

The simmering sounds will coil up from your throat

Over your tongue to tickle your teeth.

Things most erotic are hardly seen.

The soft smokey tone of your voice

As it drifts from your lips in a whisper to me

Is received a paean, though spoken in prose.