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(1892) Sara
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A volte
Vorrei solo sdraiarmi sotto a un albero,
Guardare la luce che filtra tra i rami,
Con lo sfondo azzurro del cielo

A volte
Vorrei chiudere gli occhi
E sentire solo il vento tra i capelli

A volte
Vorrei non essere qui,
Vorrei trovarmi in una scogliera,
O in un bosco,
O in un prato,
In un posto dove non è visibilie o percettibile l'impronta dell' uomo,
In un posto dove sono solo io, accompagnata dai suoni soavi della natura.

(1891) Lucio
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Nel mio silezio
anche un sorriso
può far rumore

(1890) Milena
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Nei miei sogni siamo ancora insieme
stretti in un abbraccio
che mi scongela il cuore
dando un ritmo a questo battito aritmico

(1889) Glacia
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Nella notte, un freddo brivido.
Proprio da questo glaciale istante
si anima un incendio che divampa in me,
sino a consumarmi completamente.
O vento del maestrale,
tu che sconvolgi le mie emozioni
carezzandomi il viso,
sfiorandomi le membra e l'animo,
ti prego: non andartene,
resta ad animare questa mia timida fiamma
godi dell'effimerità sfuggevole che le è propria, della sua fievole luce,
e resta a guardarla, cullandola con la tua più dolce brezza;

ma a breve
nell'aria non resterà
che nero fumo.

(1888) giulia
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con te la vita
ha un bel sapore

(1887) af
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Costringo la mia mente a risalire la corrente dei ricordi
Cercando il punto di rottura
Nel momento in cui
Le nostre corde vitali
Venute in contatto
E poi separatesi
Lasciavano sola
la follia mia,
Tra deliri
E astratte sfocate
Del tuo polpaccio roseo
Carnoso
Che volevo mordere
E immagini chiare
Del lembo tra i seni
Arrossato
Che volevo assaporare.

(1886) Antonio
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Cercando l'uscita di questo labirinto autocostruito
per non farmi trovare
vacillo in un equilibrio instabile
sperando che venga a liberarmi

(1885) Nina
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E così parti,
non potrò più cullarmi della tua presenza,
come un gioco che ripeto compiaciuta
ancora e ancora.
Ti ho accolto tra parole nuove e bambine,
ti ho fatto spazio tra le mie inquietudini,
mi hai scansato dalle mancanze carnali
mi hai scrutata dove non c'erano sguardi.
Poi.
Ti ho allontanato impaurita dalla vertigine,
Ti ho salutato vedendo dinanzi a me lo scorrere dei giorni
e la voragine da cui tornare,
mi hai trattenuta guardandomi e spiandomi,
mi hai sentita quando vacillavo tra fili tesi.
Ora.
non è più tempo di andirivieni,
non è più corretto pensare che tu mi aspetti,
che queste parole siano sigilli del cuore
e tende della mente.

(1884) La rivoluzione della primavera
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Maledetta solitudine
Anneghi le mie speranze
in un mare di inquietudine

Maledetta solitudine
Tratti con la morte
Baciandola e venerandola
Pugnalando la sorte

Bambina irrequieta
Giochi con le corde
Di codesto silenzio assordante

Bambina irrequieta,
Tu danzi
In un'armonia caotica
Calzando la melodia dell'agonia.

Maledetta bambina,
Siamo così giovini e così soli.


(1883) ti.strupro.la.coscienza
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non c’è vita,
durante la morte
ma c’è morte
durante la vita.
non esiste morte del corpo
ma vita dopo la vita,
del anima vinta.

(1882) Antonio
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Se chiudo gli occhi sento la sua mano che mi sfiora

(1881) Michi
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Ho imparato ad amarti in silenzio.
Come fosse un segreto.
Come fosse un reato.
E così ti ho amato:
di nascosto
di soppiatto
con la coda dell'occhio
con la punta delle dita
con l'amaro in bocca.


(1880) La rivoluzione della primavera
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Rêve parisien

Sospiri fiammeggianti
Inalavan dalle carnose labbra rossastre...
mentre il profumo di rose fluiva sinuosamente nell'aria,
tra gli albicocchi e fiori maturi violacei

Aneliti soporiferi si scagliavano ritmicamente nell'aria cerulea,
come lo svampo di una sigaretta consumata e da tanto desiderata..
Sguardi fulminei e febbrili si scontravano tra il tintinnio dei calici.

La passione incalzava le note dei baci desiderati..
I piccoli fiori carnosi viaggiavano tra i pensieri più vividi
Mentre immaginavano piaceri idilliaci.

Lo spirito ardeva,
scalciava ed incalzava le note dell'amore desiderato

L'anima ansimava
Vagava
L'anima assetata
rinasceva

E poi al culmine moriva.


(1879) Emiliano
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In queste albe che trafiggono l'orizzonte
Cerco pezzi di te ovunque

(1878) Carla C.
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Troppa acqua
Sotto il ponte.
Troppo fuoco
Dentro al bosco.
Troppa malinconia
In un abbraccio.
Troppi sorrisi
In un addio.

Troppo tutto.
Troppo te.
Troppo troppo.


(1877) Michele
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Siamo migranti
viaggiatori
in cerca di nuovi tramonti

(1876) La rivoluzione della primavera
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Non ho alcun padre
se non il mare
Non ho alcun amore
da poter amare

Non ho profumi in cui potermi ammaliare
Ho solo vizi con cui potermi calmare

Emozioni da domare
Sospiri da annegare

Sorsi e svampi da gustare
Tra pensieri e discorsi da scacciare

Mentre vacillo oltremare
Lasciandomi ingannare
Da fantasie da colmare


(1875) Eathan
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Il cielo si fa scuro, un'altra sera
Da solo, dispera
Il sonno é tormento e chimera.

Lontani, ma ti sento sempre
Qui vicino a me
Sento il tuo per sempre
Il tuo cuore battere.

Sogno il futuro da tempo
Intento a prenderlo, mento
Se ti dico che arriverá presto.
Per chi sta come me,
Resisti, finché resisto.

Nulla é per sempre
Finché nulla è perso.

(1874) Riccardo
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Perché basta la tua presenza,
Perché basta la tua risata in lontananza,
Perché non mi serve altro,
Perché mi basti tu.

(1873) Giorgia
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Lieve
è il rumore
delle lacrime
che rigano
il viso di chi
soffre
in silenzio.