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(3052)
(1872) G
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Vorrei far entrare
il mio cuore nel tuo petto

(1871) Lucia
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Donare per perdersi
E poi ritrovarsi
In altri sguardi.

(1870) Fabio
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Il roseo labbro di languide viole ormai fiorito


Qualcosa cerco,
ciò che forse non occorre.
Sembrano passeggiate i ricordi,
tra boschi e Volte colmi di suoni e di schiarite.
La pioggia, che mai scende, schiaffeggia le vecchie cicatrici
che il vento spalanca senza mai un'esitazione.
E già ritorno, come un masso da levigare in risalita.
Quanta futilità l’arso petto mi astringe
quando il mio pensiero avverte di pensare.
È per questo che ti amo, credo.
Poiché non pensi più...
Niente sussiste in te, dunque,
se non un'orbita pallida
nella quale mi specchio con lucida costanza,
giacché la vanità mi aggrada come il nulla,
quest'eterea morte sovrana che ovunque mi consola,
sghembo sorriso che tardi a screpolare il roseo labbro
di languide viole ormai fiorito.


(1869) Michele
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Il gioco della vita


In attesa della fine della vita
ci guardiamo indietro
vedendo il futuro

(1868) Sottosuolo
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Gocce eccheggianti


Su una pietra, sto seduto,
attento a non farmi notare dal fiume
che indisturbato scorre sul suo letto,
ignorando l’attrito del mondo.
Dai rami cadono le gocce,
superstiti dell’ultima pioggia
che le ha fatte tornare qui,
in forma più pura.
Esse incontrando l’acqua
dettano all’assoluto
quel candido riverbero,
espandendosi in cerchi
che, rincorrendosi all’infinito,
risuoneranno per sempre.


(1867) Rossella
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Com'è dolce vivere
Respirare a pieni polmoni
Godersi ogni respiro.
Come dev'essere dolce morire
Giungere a conclusioni
Godersi il cielo color zaffiro.

(1866) La rivoluzione della primavera
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Bello, dannatamente bello
Effondeva poesia
Dalle sue labbra carnose

Bello, dannatamente bello
Era piacevole osservarlo
Risvegliava il mio spirito
E il fuoco dormiente in me

Ma di che parlo?

Era bello, maledettamente bello
Ad ogni sguardo
Venivo meno
ad ogni movimento
Incauta palpitavo

Bello, maledettamente bello
Era già mio,
Ma lui non lo sapeva

I miei pensieri lo possedevano
I miei sguardi lo accarezzavano
La mia anima lo desiderava

Era bello, come l'arte
Dannatamente bello
Come la poesia
Indimenticabile
come una dolce sinfonia

(1865) O
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Seguo questa melodia di versi
che riecheggia nei miei spazi
Siamo cosí diversi, distanti...
e per troppa paura
sembra quasi solo un'avventura.

(1864) M
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Strano come mi sentivo diversa
e ora persa.
Strano com´ero felice con te a fianco
e ora mi domando se anche´io ti manco.
Non è cosí strano come ci siamo persi?
Ed io sto qui a scriverti versi.
Non posso parlarti per paura
e mi rendo conto di quanto sia dura
far finta che non m´interessi poi così tanto
e di questo per certo non me ne vanto.
Vorrei perdermi negli stessi occhi
in cui mi sono ritrovata;
questi pensieri non li tocchi,
non cambieranno nella giornata,
continuo a perdermi anche con le indicazioni
nella musica,poesie,diramazioni
fammi trovare
fatti trovare,raggiungimi presto
che io sto qui a cantare.

(1863) G
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La testa vuota,
eppure la tua risata riecheggia qui dentro.
Gli occhi spenti,
fissi su qualcosa che prende le tue sembianze in meno di un minuto.
La bocca zitta,
chiude dentro poemi a te indirizzati,
e le dita sempre in movimento sulla tastiera per far si che non si perdano dentro di me.

(1862) yram
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Penetrami.
Penetrami del tuo dolore, così che si tanga col mio,
fino all'infinita linea dell'amore

(1861) aryed
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Questa vile dolcezza che ti sgorga dagli occhi
Una stupida brezza che nel mare ti scorta
Passa il tempo in una miriade di schiocchi
Mi sento un isola deserta in una natura morta
Esprimo un desiderio attraverso la nebbia
cadente,pallida,soffice e tenebrosa
Come il vento che accarezza una rosa
Ed io aspetto libero in questa gabbia
La chiave per sfuggire dall'estinzione
In un grido di emancipazione.

(1860) Ettore
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Come il cielo e la terra
un tutt'uno indivisibile
io e te tra le stelle
due anime che ne formano
una irraggiungibile.

(1859) Lorenzo Balotti
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Desidero silenzio nel mondo
Così da dare spazio ai pensieri
Tutto muta e tutto è muto
Come i ricordi di ieri
E quelli costruiti oggi
Spreco tempo dietro a me stesso
Cerco di guardare la città
Chiudere i battenti
Come un edicolante nel 2017
Ma resiste
Nessuno sparisce
Giace, sopisce
Sperando domani
L'amara rivincita
Che non arriva
Come quel boomerang
Che nella siepe
S'immergeva
E mai trovava la via
Potessi barattare
I miei anni per del suono muto
Lo farei e t'immergerei
Dentro
Sottovuoto in eterno
Niente di speciale
Niente entità planetarie
Accompagnatrici
Da donarti
Ma per quanto ti senti
Per quanto mi sento
Possiamo essere
Complementari
180 gradi
Per formare un orizzonte
Coperto a metà da fronde
E un fiume
Che nonostante l'irrisorio perimetro
Sulle sponde accoglie
Pescatori di persone sole
Da mettere in un secchio
Per risolvere
Come un esercizio
Il loro problema
Per non farti pesare
Il sentirti inadeguata
Un quadro pastricciato
Da un cieco
Che la bellezza non la vede
Ma può toccarla
Come farei io con te.

(1858) Michele
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à la derive


Batto forte il martello sul mio corpo
mentre il mio computer manda incessantemente dei rumori
forse dovrei ascoltarli?
e capisco che la mia anima sta andando via
à la derive,
come un ruscello pieno d'acqua
come in Andrej Rublëv.

L'attimo prima del colpo
io muoio,
in balia delle immagini in movimento.


(1857) SC
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Forse dovremmo scappare
giusto per vedere
giusto per ritornare.

(1856) SC
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Una me che non sono io
mi blocchi
solo frasi stupide dalla mia bocca
Mi fai dimenticare
di essere razionale.

(1855) O
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Sei la mia bussola

(1854) J
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Navigo tra i miei pensieri come un marinaio senza carte
E incontro creature che non sono in grado di pescare
Ogni volta che si avvicinano la mia barca quasi affonda

In pochi viaggiano senza andare da nessuna parte
Ma io sono rimasto solo perso in questo mare
Mando segnali d’aiuto sperando qualcuno risponda...

Silenzio è l’unico suono che mi vien rivolto


Ormai sono anni che non attracco a un porto.

(1853) mp
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Rubo poesie
per donarle ai miei pensieri
ma esse assumono
sempre
la forma del tuo volto.