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(1832) Rumens
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I sogni sono un po’ come le onde,
è bello continuare a guardarli
anche mentre si
infrangono.

(1831) fm
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Ascoltando la radio
su di una frequenza casuale
ad ogni canzone
Penso a te

(1830) rbm
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bellissima appare
nelle sue letture
aurora in una valle silente
il volto incline
le labbra ferme
angelo del silenzio



(1829) Sofia Dolfi
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Verità
Verità che é sulla bocca di tutti
Verità che sputi o che ingoi
Verità che é bianca o che é nera
Verità che mai sta nel mezzo, nel posto
più sbagliato
Perché nel
Mezzo
Ti ci strozzi.

(1828) Barbara Borsini
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Respira piano
Vivila tutta questa vita
Che sei tu
La protagonista

Non lasciarti portar via
Senti il vento
E stai ferma
Lasciati portare
Dove vuoi
Ma poi apri gli occhi
E scorda i sogni

La realtà è ora
E sarà sempre ora
A guardarti da dietro
O davanti ad uno specchio

Brucia questi muri
Fuggi, se vuoi
Ma resta ferma
Non lasciarti portare via

Respira piano
Prendi tutto
Quel che ti dá
Che tanto non torna niente
E se torna è uno scherzo

(1827) meth
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i milioni di astri accesi
scorrono nel'l immensità,
danzano con le loro leggi,
versano raggi vivificanti.
Massi di cristallo rossegianti
code di aurea ribollente
piangono sulla nostra terra
la loro caduta
esprima i più sinceri desideri.
L' arpa sonora del cosmo vibra
dell' anima l'altra l'accompagna
sono un tutt'uno in armonia
rigettando il caso,
vetrate dorate nel cuore
raccontano come nuvole azzurre ,dagli orli d' oro
che ci sia un Creatore

(1826) Annplague
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Danzano i tuoi occhi nei miei
Alla ricerca di uno spiraglio, un barlume
Si spengono i tuoi occhi sui miei
Accecati dal frastuono dei miei silenzi.

- Dimmi, a cosa pensi
Sussurra il tuo sguardo nel mio
Lo sguardo infine mi tradisce:
- Addio.

(1825) nikel
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non aver tema le mie stole d' oro
lo sfavillio delle mie luci
dacchè son solo paravento del mio amore
sol mani riguardose al mistero
cresciuta sono presso l' albero della vergogna
del forte vino e delle amare lacrime
io sono la vita della sofferenza,dalla sofferenza forza e gloria
vieni a me e saprai che ate sarai tornato

(1824) F
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Quando ti vedo
Son talmente felice
Che piango dalla felicità

(1823) Ade
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Con te non chiudo gli occhi
perché la realtà è più bella dei sogni

(1822) g
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ho paura
di perdere tutto
ma se ho gia perso te
e continuo a perderti
di cosa ho paura
se non ho altro che me?

(1821) G
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i tuoi occhi che cercano nei miei
e i miei nei tuoi
me li ricordo come fosse ieri
eppure sono passati mesi
e neanche ci parliamo più adesso
se non di nascosto
e a te neanche piace
e io invece?
io me lo faccio andar bene
se questo è l´unico modo di averti
e tutti i modi di non averti

(1820) Nm
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Perchè mi parli d'amore
Se d'amarmi non sei capace
Parlami piuttosto di noia
Io ti parlerò dei miei silenzi
Dell'amarezza e della frustrazione
Non ho bisogno del tuo amore
Non ho bisogno della tua noia

(1819) E
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E nessun altro saprà
quel che è successo
quel giorno.
E io non saprò quelle parole
che ti sei trattenuto dal dirmi.
Forse però
se sapessi cos’è
l’amore, tornerei indietro
senza aspettarmi che resti
per farti sapere
che quelle montagne le amo
anche io
ma che ancora di più
io forse
amo te

(1818) Federica
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E dopo una disperata ricerca
arrivi tu.
Mi sollevi da terra, corpo e cuore
in una danza aerea eterna.

(1817) K
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Penso costantemente a te
Tremando quando ti vedo
Volendo l'impossibile
Prendendo l'irrangiungibile
Senza accontentarsi di sguardi simili

(1816) Lucia
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A cosa pensi ragazzo
quando passandomi accanto
mi guardi negli occhi
senza dir una parola?

A cosa pensi ragazzo
quando cerco i tuoi occhi
così cari e belli
in ogni dove e in ogni quando?

Dimmi ragazzo,
quando i nostri sguardi si incontrano,
provi forse quello che provo io?
Ti manca il respiro e il tempo si ferma?
Accelera il battito cardiaco e le mani tremano?

Non sai tu, ragazzo misterioso,
che i nostri sguardi
donano speranza all'Amore?



(1815) E.
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l'errore
la paura dopo l'atto
la frustrazione , i ripensamenti , i pentimenti
l'unica salvezza è il tuo perdono.

(1814) Fabrizio
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Come nelle favole la morale:
la mia vita, come un pendolo di Schopenhauer,
oscilla tra la paura di non ritrovarti
e la paura di ritrovarti,
nei momenti intermedi v'è la felicità.

(1813) giovanni pascoli
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La Tessitrice

Mi son seduto su la panchetta
come una volta... quanti anni fa?
Ella, come una volta, s'è stretta
su la panchetta.
E non il suono d'una parola;
solo un sorriso tutto pietà.
La bianca mano lascia la spola.

Piango, e le dico: Come ho potuto,
dolce mio bene, partir da te?
Piange, e mi dice d'un cenno muto:
Come hai potuto?

Con un sospiro quindi la cassa
tira del muto pettine a sé.
Muta la spola passa e ripassa.

Piango, e le chiedo: Perché non suona
dunque l'arguto pettine più?
Ella mi fissa timida e buona:
Perché non suona?

E piange, e piange - Mio dolce amore,
non t'hanno detto? non lo sai tu?
Io non son viva che nel tuo cuore.

Morta! Si, morta! Se tesso, tesso
per te soltanto; come, non so;
in questa tela, sotto il cipresso,
accanto alfine ti dormirò.