Libro degli ospiti


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(3052)
(1812) enrico8viani
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la mia vita è sempre stata una linea retta
ma da quando ci sei tu vado sempre di fretta
per poter mangiare più di una fetta
che tra le tue gambe tieni stretta.
bagnato, caldo e affaticato
ma un laghetto nuovo si è creato
e un uomo orgoglioso son diventato


(1811) Scemé
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Lo dicono gli altri
lo dici anche tu
però sei ultimo
chiudi la fila
verrai toccato per prima
dalle fiamme,
abitudini, discorsi
Brucia
stare utlimi
non riesci a vedere i primi
sono morti
quella fila porta alla stessa fine.
Essere chiamati
essere toccati dal fuoco
spegnersi,
Sarai un ricordo tra quelle acque


(1810) Scemé
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La non esistenza è un'esistenza a sé captata da chi di visioni ha visto poco, da chi di suoni ha udito poco, da chi di vite ha vissuto poco.
Il sapere, corsa dei nostri desideri, è una corsa, si muovono velocemente, le pupille, ma chi di un breve cortometraggio apprende troppo?
Il sapere è non cosa, assimilata da noi, corpo, materia, reazione all'esistenza.
Il sapere è da curiosi, che di maledizione ne conoscono l'inno, e che di false speranze ne conoscono l'odore.
Il sapere è.
Esiste
Seguendo quel famoso principio qualcosa deve termantre subito.
L'esercizio del sapere.
Un essere.
L'uomo.
Lui sa, esiste, vede ragione, e lo perseguiterà il buio, la cecità, l'inesistenza, l'ignoranza.
L'inesistenza è anch'essa una forma di esistenza, presente ma nulla.


(1809) Scemé
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Non si può cambiare ciò che è stato scritto perché il passato è il titolo stesso della morte.
Arte infatti è espressione priva di vita che vediamo al 99% da vecchi schermi.

(1808) Reb
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al buio non resta
che il ricordo
di come tutto
con la luce
sembrasse diverso

(1807) GM
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Vorrei guardare
il cielo stellato
con te
e restare fermi
sempre là

(1806) Gici
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Che è lecito perdersi un po’ a guardare il cielo terso o una tazza fumante quando piove

(1805) MN
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Visibilmente scossa, al tuo sguardo.

Lasciati amare

(1804) Phantom
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FORSE.
Ogni tanto
Mi torni in mente
O forse ogni poco
E non mi torni proprio in mente
Ma un po' più in basso
Forse nel cuore
Che poi se mi torni nel cuore
Non c'è più posto per il resto
Di quello che ho pagato
Per aver scelto te.

(1803) af
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Muovevo il pensiero tra vibrazioni circolari
Dei riverberi amplificati della festa.
Sommergendo la realtà dietro impulsi binari
Dove l'Es epuratosi da sovrastrutture auto imposte
Cedeva ad un edonismo privo di contenuti
Dove l'Ego liberatosi dalle nevrosi notturne
Si riappropriava della sublimazione.

Dove il sole invernale incendiatosi dietro ai riverberi
Nascondeva le sue labbra dissetare altri esuli.

(1802) Greg
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Il mio sguardo ha sempre cercato il suo
ma per troppa paura di non trovarlo ha guardato sempre gli altri

(1801) Visions Chronicles
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/introspezione/

è quell'istante in cui do voce ai miei demoni interiori.

Quel bottone mancante sulla giacca che mi ricorda da dove vengo,
che mi ricorda chi sono.

è quell'eterno "sentirsi incompleti" che tortura le pause della mia vita;
lo stupore del mio sguardo rivolto al cielo,
intriso di colori che non pensavo potessero esistere...
là, finisco ad imitarne le sfumature.

è il pensarsi vulnerabili per la prima volta,
spogli di quelle paure e di tutte quelle costruzioni superficiali;
realizzare di appartenere fisicamente a labbra che trasportano con sé più ricordi che sapori.

è il suo sguardo, eternamente rivolto verso qualcun'altro e mai verso di me.

perdersi in visioni di momenti che non ho ancora vissuto,
poi la paralisi.

è una scrivania intrisa d'inchiostro, pagine e attese.
le traiettorie di occhi che si scontrano per la prima volta in un luogo indefinito.

è l'espandersi dell'onda d'urto,

poi il contatto,

finché le pupille si dilatano, iniziano a mescolarsi reciprocamente.

Ci si esplora alla continua e incessante ricerca di ferite da poter rimarginare e di cui potersi prender cura.

è la voglia di evadere da ciò che non mi appartiene ergendomi al di sopra di tutto il resto. Poter ascendere in superficie stringendoti per mano.
Le persone ora sono montagne... le montagne ora sono stelle.

I sensi si amplificano.

Riesco ad assaporare il gusto della tua pelle semplicemente sfiorandola con le labbra.

sono vivo.


(1800) g.s.
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Ho bisogno di dare
un valore ai miei pensieri confusi
una faccia alle persone
fiducia agli amici
gli amici veri
Ho bisogno di dare plasticità al mio rigidissimo pensiero
e di non dare versi alla mia vita
Ho bisogno di scrivere le cose
Bianco su bianco







(1799) S.
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Questo è ciò che succede
Quando si mettono le parole
Al bando:
Che esse,
Silenti,
In fondo alla gola
Si lasciano morire.
Rimane una prigione vuota
Con sillabe in decomposizione
Ed un lezzo di putrefazione
Che impuzzolisce
Gli antri della mia anima.
È questo ciò che succede,
Quando si pensa che
È meglio una vita
Senza vocali,
Senza ondate di frasi che inondano l'esistenza
Per evitare maremoto
Incontrollabili.

Mi rimane soltanto un quaderno vuoto
Ed una penna nera Bic
Che ha cessato di scrivere.

(1798) labentiasigna
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Fuori dal tuo tempo sei nebbia in una giornata troppo calda,
quando le emozioni contrastano con forma e colore.
Il rosso delle guance ed il cinereo cielo.
Un'imperturbabile sensazione di stallo.
Nascosto tutto intorno, bruci.

(1797) Matteo Paniconi
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31/12

Ebbra di fumi alcolici,
s'assopisce irrequieta l'anima Mia.
Sfiancata dall'anno canuto,
esule ormai prossimo,
cade in deliquio tra mura silvane:
oblio d'oniriche chimere,
Inferno dei beati.
Or d'mprovviso
la figura Tua
si rivela allo spirito moribondo.
Estemporaneo
cade il silenzio.
Rinsavisco:
Laddove un sole s'alza
a violentare altre notti,
Torno a rimirar le stelle

(1796) Hedi
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Wir wünschen der Familie und dem Team viel Liebe und Erfolg im nächsten Jahr.


(1795) AF
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Capodanno

L'unico
Contatto fisico
È stato con il mio carceriere
Imposto
Quelle mani sporche
Putride
Mani da sbirro
Furono i miei abbracci
La perquisizione
Il mio amplesso.
La rabbia che mi porto dietro
La gioia di quelle due notti al gelo
Un'istantanea del suo sguardo,
Cicatrici generanti
Quell'ingranaggio che distrugge
Idee e persone.



(1794) Frida
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Come se mai
del tutto, potessimo liberarci di noi
Come se mai
Completamente, ci esaurissimo
Come se mai
Insieme, ci perdessimo.
Come se l’ineffabilità della catena
Che ci stringe e ci abbraccia
Non si realizzasse, mai.
Rimanendo, eternamente, potenza.
Nell’infinito purgatorio delle anime
Che si innamorano
Quando il tempo non è dalla loro parte.
Espiamo la colpa di non essere stati
Ciò che avremmo potuto
-dovuto- essere.

(1793) Aleandro
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In bilico tra sognare ed immaginare