Libro degli ospiti


 Nome *
 Indirizzo Email
 Sito Web
 Testo *
* Obbligatorio

Misura Antispam
Per inserire un nuovo messaggio è indispensabile trascrivere il codice di sicurezza, rispettando la combinazione (lettere e numeri).
3 + 7=

(3052)
(1792) A
0

Chi sei Venic?
ho bisogno di darti un volto

(1791) Ale
0
email

Ho una lama chiodata piantata in gola
da dove le mie parole ne escono soffocate
spezzate da pause ansimanti.
Ho le mandibole serrate e doloranti
per non lasciar trapelare niente
della mia scura insicurezza
Ho parole che tagliano le vene con l'eco
cariche di rancore e rabbia
non cerco vendetta ma solo piacere
Voglio bucare quella bolla che mi circonda
non è sapone, è catrame ardente
e lasciare sfogare ogni risentimento
Voglio fuggire da questa reclusione
che mi limita nei momenti
dove conta far qualcosa
Voglio stare tranquillo
e viaggiare libera-mente
senza la fitta dello sguardo
Devo calmarmi e cercare pace
non voglio più rischiare l'isolamento
stando fermo ed incline all'annichilimento
So di non sbagliare ogni volta
perche penso oltre l'istante
e vedo gia la fine del movimento
Riflessivo è troppo ma non siamo lontani
dal carattere dominante in me, dubitante
e silenzioso per superare l'avversità
Rischio fin troppo per sta storia
che ha gia scordato il lieto fine
e mi sbraito e sgancio colpi ad ogni avversario
Sento il frastuono della pioggia
colpisce veloce sporca in testa
ricordandomi ogni attimo trascorso
A mani conserte giungo alla piazza
una jungla piena di animali affamati
in corsa per l'utima carcassa
Non trovo soluzione efficace
per scordare momenti vissuti dimenticati
tra le paure e i giorni di fattanza
Vedo troppa gente intorno a me
con la batteria forata rilasciare acido nella strada
tra i sorrisi strascicati della scia
con la vena disidratata
Non voglio concludere con sta storia
che mi da la percezione di evasione
per tornare alla distrazione dell'alienazione.
Momenti di stallo frenetici
come metastasi all'ultimo stadio
si ripetono incontrollatamente ogni volta
quando è il momento di sfondare la parete
dei tessuti scarni doloranti
Provo a spiegarmi meglio per destarvi più attenzione
senza tralasciare la mia missione poetica
di non farvi comprendere fino a fondo
quello che mi scorre nelle vene
non è sangue ma liquido nero
nicotina mista ad ammonio
che scorre ostruendo i capillari.
Ancora non stai capendo
perchè son rigido nelle mie convinzioni
un uomo non può far vedere
quello che porta dietro
nei recessi dell'inconscio
Non voglio cadere vittima dell'istinto
non posso sprofondare tra le macerie
di qualcosa che non è stato neanche abbozzato
Provo a parlare ma non c'e la faccio
la lingua bloccata da un ectoplasma
che mi toglie anche il brivido di provarci
non lasciandomi neanche il rimpianto
Capisco che te lettore non puoi capire
cosa voglia dire esser il
valore errante dell'equazione
fidati è una merda!
Vorrei che non fosse successo
di esser abbattuto dal quel battitto d'ali
posso dirti solo che l' amo
quella donna questa lotta
essere un uomo finito
finito
come il mito di zeus
come l'età dei giochi
come il tempo a disposizione
ho creato vuoto intorno a me
un alone scuro impenetrabile
perso in un baratro senza risalita
vivo la giornata come un batterio
incoscente e trasportato dal caso
allontanato e deriso
vittima di dileggio
puntato da fari continui
desolazione è ciò che pensa la gente
gurdando
la mia ombra dietro ai mie passi
pupille dilattate dilaniate dal male
peggior che rattrista l'esistenza
l'esser privo di vita
l'esser sommerso tra acque salate
sono un treno deragliato
lasciato senza manutenzione
nell'ultimo binario morto
non trovo parole
non le conoscosco
ho vortici emozionali
che non riesco a descrivere
perforata è la mia mente
incessantemente colpita
da schizzi di follia
sono un mostro
informe
dall'odore consumato
chinato sull'asfalto
calpestato dal peso
del rimorso e dei ricordi
distruggere è quello che so fare
è solo quello che posso fare

(1790) A&A
0

La felicità è come costruire un castello sull'acqua,
tutti dicono che crollerà,
ma noi sappiamo che è lì,
sull'acqua.

(1789) A
0

Felicità,
tutto quello che fai mi rende felice,
ma non fai niente.

Distruzione,
cryptonite,
mi distruggi,
non fai niente,
distruggi.

Ma distruggimi di più,
ma fallo insieme a me,
non mi consideri,
distruggi.

(1788) Greg
0

Solo lui sapeva farla sorridere,
solo con lui era sempre felice, gioiosa, raggiante, spruzzava felicità da tutti i pori,
sembrava che vivessero in un sogno paradisiaco
dal quale nessuno vorrebbe svegliarsi.

(1787) Andrea
0

Io ti desidero come la neve a Natale

(1786) giulia
0

questa vita sembra perder il senso:
mi sveglio la mattina, penso,
faccio colazione, mi sento già persa,
pranzo, non parlo più,
ceno, sono morta dentro.
come sempre
vivo nella condizione peggiore:
l'indifferenza.


(1785) Carmela
0

Affogo nel mare nei tuoi occhi

(1784) Silvia
0

Gioco a nascondino col tuo sguardo
Inseguo parole mai dette
Che in fondo cosa vuoi che sia
Questo eterno dondolarsi nel vuoto
Senza mai avere il coraggio di buttarcisi




(1783) Camilla
0
email

ballerò su di te nelle notti insonni
per poi dormire fino a tardi
e rimandare a domani gli impegni
i "dovremmo parlare" e le paure
le scacciamo da giorni
mordendoci al buio
col telefono spento in un angolo
e parole sussurate all'orecchio
resta qui oggi
che domani è vicino

(1782) Kevin
0

Io non ti voglio...
ti esigo,
ti pretendo.

(1781) Aurora
0

Come le onde
Del mare
Mi travolgono i baci
Tuoi

(1780) Alfred
0

Aveva gli occhi di pece,
una scintilla li faceva divampare
e io bruciavo perdendomi in essi.


(1779) GM
0

VENTO

Sei come un urlo silenzioso

(1778) M.G.
0

Tra te e me
Un gioco di sguardi

(1777) Luca
0

" NOTTE "

Sei bella come il rumore del silenzio

(1776) Luca
0

"L' ATTESA" (o "VALENCIA")

Non ha più nemmeno un grano di sabbia per me
Questa spiaggia, nascosta o solo dimenticata
E quelle navi tanto pesanti da sembrare immobili
Hanno invece solcato l'intero orizzonte

E mentre l'ombra di questo muro cadente
Si sdraia svogliata sul litorale
Con la pazienza dei folli io attendo
Che il vento mi porti le tue risposte.

(1775) Elena
0

I regali da scartare
i pranzi coi parenti
le luci
l'albero
il presepe
il maglione con le renne
il fuoco nel camino
i tuoi abbracci
Natale

(1774) Eva
0

Ti ho abbracciato
Mi hai sorriso
Poi sono scesa dal letto
e ho infilato le pantofole.

(1773) Teseo
0

Tutte queste lucine intermittenti
non riusciranno mai a illuminarmi
il cammino come fai te