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(3052)
(1772) Arianna
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Bevevano da calici di onice
la notte umida
Apparecchiavano lentamente i volti
e si saziavano di baci.


(1771) Luca
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L'INCONTRO

Tra le ragazze sedute alla fontana
Una ha capelli del colore del grano
Che raccontano della sua terra
E tra quelle bionde spighe
Io voglio perdermi,
Dissolvermi nell'alchimia del suo sorriso,
Immergermi nei fiumi,
Straripanti di vita,
Che sono quegli occhi.

(1770) mario
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Sei in un pezzo del mio cuore

(1769) Michelle
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Ti accarezzerei gli occhi,
non le palpebre,
inutile scudo al mondo
ma l’iride,
e poi la pupilla,
specchio dell’umana dolorosa sorte.

Ti stringerei le mani,
estremità volubile di noi poveri uomini
e te la porterei al viso
per ricordarti dove risiede il governo
dei muscoli tuoi.

Ma tu
non ci sei
e non so
fare e ricordare le medesime cose a me stessa.

Senza il tuo sguardo vigile
rischio di
perdere
gli occhi
e poi
le mani
e poi
il tuo cuore.

Vinci il mondo che ti é ostile amico
e accogli nel tuo immobil cuore
la mia anima.

Dove sei
Non ti vedo
E non mi vedo più
Dove sono
Via con te
Via con te
Via con te



(1768) nesnaH
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ballava sulle note di quella canzone,
un giovane le si avvicinò di spalle
e la prese per fianchi..
lei subito si scostò
2 passi in avanti verso di me,
si mise al mio fianco e
mi strinse la mano,
il giovane di stucco mi guardò
io girai la testa verso lei con aria stupita:
sorrideva.
i suoi occhi brillavano
come l’acqua
quando riflette i raggi del sole,
la sua mano riscaldava e
trasmetteva un senso di serenità
tutto ciò che era intorno
la musica,
la gente che ballava
e si divertiva,
non importava più.

come un fiume
che aveva smarrito il percorso
mai
fu così bello tornare al mare.

(1767) GM
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Vorrei regalarti
ciò che nei libri hai
sempre sottolineato.

(1766) Giorgia
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Son las nueve de la mañana,
Son campanas que suenan
y luces a través de una persiana:
otro día me despierta,
otro domingo de soledad.

Las diez llegan
con el sonido del café
y los olores de una máquina de palabras;
veo imágenes, un me gusta y dos corazones
pero aquí, cerca de mí,
no veo a nadie.

Me hacen compañía los libros,
unos papeles dispersos por la mesa
y letras que me hablan en otra lengua.
Las burbujas del agua que hierve
marcan el pasar del tiempo
ya son las trece.

La tarde avanza
entre una pared blanca y una pantalla;
hay una película, dos series, algo en la tele,
y no me doy cuenta de que,
negra como un abrigo,
la noche está llegando.

Así es el domingo
en una casa que no es la mía
con la falta del mar y de las olas
porque frente a la inmensidad,
aun en la soledad,
no me siento sola.


(1765) Christian
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Seduto sulla stella polare
che ti guardo.
Manco fossi Musa,
straordinaria creatura.

Sognando una vita nuova,
ch'assomigli al bello.
Ma non ti accorgi,
Don di Natura,
che l'astro degli occhi
ricorda me.

(1764) Azzurra
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Che strani scherzi fa il vento
ci porta via tutte le paure
in un solo momento
Guarda
che strani scherzi fa il vento
ci fa volare leggeri
nel cielo fra le nuvole
Che strani scherzi fa il vento


(1763) laetitvia
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Il giocare schivo

a nasconderci alteri

fra narcisi ora sfioriti

é spasso di ieri.



Non abbiamo più

un contorno d'ombra

in cui rincasare.



Torniamo a giocare

scordando d'esser stati

da tutto e da nulla recisi,

calpestando narcisi.

(1762) Retermist
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Dio è morto e con lui anche tu
Se ti affacci alla vita all'indietro-
Dio è morto perchè ora non temo-
Io non temo la faccia del vuoto
Nè il dolore od il crollo od il nero:
Odi voce di disperazione, perchè
Tale è la vita ed è vero,
Ma lo sguardo che il mondo ci ha volto
Vale lo strappo di uno sciocco velo.

Dio è morto ma noi siamo vivi
Odia pure il destino oggigiorno:
Ma il vento che soffia, la festa di un giorno
Meglio è pure di un sogno in eterno.

(1761) nikel
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dio è morto
ma il dolore dal mondo non si è tolto
rimane la nera nostalgia
di un non so che
un senso di incompiuto
attanaglia i cuori
la morte non da ancora spiegazioni

se Dio è morto
niente può sostituirlo
nessun superuomo è nato
ne lo è diventato
tutti tremano quando capiscono che è l'ora
tutti sperano di non capirlo
nessuna soluzione dalla ragione

la ragione è solo un modo di pensiero
che inventa simboli e si definisce ordinato
ma l'uomo è tutto fuorché in ordine
dio,se anche se non ci fosse,è necessario
come meccanismo di autodifesa
per continuare a vivere speranzosi




(1760) Salvatore Esposito
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ABBANDONO
Un panorama luminoso e il cielo scuro
pochi rumori e le giuste persone
una leggera brezza solletica la cute
e detta il ritmo al verde circostante
il bruciare di una cartina fa' da basso
ed in questa semplicità m'abbandono

(1759) Salvatore Esposito
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DIMENTICARE?
Spesso penso a come si possa dimenticare
non un avvenimento o un promemoria
ma una vera e propria persona reale
che trasmette insieme dolore e gioia.

A volte lo scorrere del tempo aiuta
alchè penso d'aver trovato la cura
ma chiusi gl'occhi la vista si fa scura
ed ogni farneticazione viene chiusa

E qui l'inconscio si manifesta nel sogno
facendo breccia nelle mura del mi orgoglio
ove seduto s'una panchina udisco dei passi
veloci dalla mia parte avvicinarsi.

Le sue braccia stringon forte il mio collo
rapidamente riconosco il suo profumo
forte con scia di dolcezza
unguento da qualsiasi altra schiocchezza

D'un baleno scavalchi e negl'occhi tuoi guardo
il chiaro riflesso di un felice ragazzo
che riesce a dimenticar ogni irrivelanza
al sol sfiorar delle tue labbra

Sicchè l'occhio s'apre e mi sveglio
col sorriso stampato e il core a lacrimare
e allora penso
come si fa a dimenticare ?

(1758) Azzurra
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Sei una bella poesia
da leggere più e più volte,
come in un loop, senza mai uscirne,
fino a rimanere
senza fiato,
senza voce.

(1757) C
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Un giorno arrivasti,
all'improvviso mi cambiasti
il punto di vista: la prospettiva.

(1756) Francesco Pizzol
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Per pura di soffrire eviti di vivere.
Prendi la mia mano e vivi con me,
perché vivo per vederti sorridere.

(1755) Alessio
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Quando il cielo cade, e il pulviscolo e la bruma oscura inghiottiscono la città,non saró qui.
Torneró nel sottosuolo ove le brame e i violenti desideri collidono.
Ivi l’aria è per voi altri veleno, e ció è nescessario.

(1754) ilaria
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Mi chiama,
il mio cuore scappato,
e ha la tua voce.

(1753) ilaria
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Ma oggi
per la prima volta
la tua mano si è posata su di me
timida, delicata
su un angolo di schiena -
mentre mi sorridevi -
su un angolo di anima.

E allora posso dire
che da oggi
la mia schiena
è luogo sacro
per me.