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(3052)
(1672) Retermist
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Ti troverò in un sogno. Quanto brilli
La notte, o mia luna d'occidente?
Spande la forma tua la luce come
Fuoco celeste: ora si sveste
Il mio pensiero, la notte è fatta miele.
Sei tu mio sogno o fiele? Spero ancora,
Ti troverò all'altro capo del mio filo:
Che rosso mi arde in gola, come vino
Il fuoco sempre acceso che è il destino.

(1671) Retermist
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Sono così debole. Chi sono?
Si rotola a spirale la mia luna.
Chi ride nella notte così scura
È un folle: allora, riempi di follia
La mano mia, che il pianto mi si plachi
Sulla faccia, come la goccia
Gelida si fredda nella notte.
Sono? Non lo so, ma so che ti amo
Con la forza che dà il tuo silenzio tiepido
Come stanza soffusa in grigio chiaro
Con l'amaro sussurrare dei pensieri.
Sono un infelice. Quindi sono?
Io t'amo, t'amo, t'amo, t'amo, t'amo

(1670) Retermist
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È destino dell'uomo e di me in quanto tale
Stancarsi di ciò che fa un giorno il seguente
E futile credere agire e snervarsi
Per vincere al gioco e non restare in mezzo.

Ogni cosa è sciocca ma non sei fra esse
Tu che sei sopra tutte la più bella
E forse non c'è un gioco se non che tu sei tu
E che io sono quello che te cerca.

(1669) A.S.
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ieri sera c'era il silenzio
eppure alcune luci erano accese
io vorrei sapere
cosa si dice la gente
quando non si sente niente
la gente
la gente
la gente
e io cosa dico quando non si sente niente?

(1668) mar
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sarai solo un ricordo sbiadito dal tempo
un fantasma che nella notte ritornerà.
Il buio farà da sfondo;
tu l’unica luce

(1667) Jess
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Aymonino
A.h!
No.n
Ni.cchiare
Mo.desto

(1666) Meth
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Sei la mia borsa dell'acqua calda
Che riscalda la mia pancia bianca
In queste fredde giornate
Senza te

(1665) meth
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solo
dritto
durante la tempesta
le mani sul timone
Achab di un regno senza balene
alla disperata ricerca dell' assoluto
candela accesa nel buio

(1664) N.P.
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E io ti amo
imensamente
e tu, mia isola
nemmeno te ne accorgi
sei alberi
vento
mare.
Sei immagine d'armonia
eternizzazione del mio amore.


(1663) N.P.
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Specchio:
Sei lì, sul mobile di ferro
mi guardi quando mi lavo
quando mi trucco
quando mi vesto.
I tuoi bulloni sono freddi
freddi come lui.
Quando ti ammiro mi vedo
e non mi piace.
Non mi piace pensare a lui
ma lo faccio;
troppo spesso.
E tu specchio
che ti erigi davanti a me
mi fissi immobile e piangi;
piangi al mio piangere;
piangi vedendomi piangere perché vorresti essere per lui
quello che lui è per te;
e così anch’ io.
Allora mi rivolgo verso la mia camera
mi adagio sul letto
e piango
e mi dispero
e gemo
per tutta la notte;
per tutta la vita.


(1662) RD
0
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E quando sarà finito il trambusto,
ognuno di loro tornerà tranquillo
nella propria casa.
E quando sarà finito il trambusto,
torneremo nelle nostre case,
un po’ più forti ma un po’ più deboli.
E quando sarà finito il trambusto,
in mezzo a tutto questo casino tu,
tu non ci sarai già più.

(1661) Eathan
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Lo senti?
Il silenzio.

La tv é spenta,
Le auto non passano più.
I vicini guardano quel programma
Che tanto detesto.

Lo senti?
Il silenzio.

Con il telefono in mano
Scrivo questo e scrivo a te,
Scrivo il resto dolcemente
Perché dolce é ciò che siamo.

Lo senti?
Il silenzio.

Perché il mondo dorme
Mentre riesco a sentire
Il tuo sorriso così grande.

(1660) Eathan
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Siamo lontani,
Ma tu sei qui.

Dipingo il tuo volto
Sul viso della gente
Che parla, parla sempre
E non dice mai niente.

Ti penso in classe
E mi perdo la lezione,
Dannata immaginazione
Vuole correre da te.

La tua voce echeggia
Nella mia mente vuota,
Che poi non é altro
Che la tua stanza preferita.

Vedo l'alba e attendo
Il tuo buongiorno lento,
Ancora assonnata ti svegli
E l'alba la sento dentro.

Dannata cittá, mi spegne l'animo,
Così vicino a te, così lontano.
Dammi la tua mano e chiedimi se
Domani sarò ancora qui vicino a te.

(1659) Eathan
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Che poi qui ho solo brutti ricordi,
Un caminetto
Con la brace spenta,
Tanti forse,
Forse troppi.
Quindi resto la notte
Sveglio
Con il mento sul cuscino
A fissare te,
Con quelle mani così delicate
Che toccano
La mia anima annebbiata


(1658) B.
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Mi intossico di Abilify

(1657) E.
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Ho un po' di tristezza
addosso,
la lascio qua,
poi ripasso.


(1656) Chiara
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Ho aperto le braccia fingendo di non sapere
che sarebbe stata l’ultima volta,
l’ultimo silenzioso grido della parola insieme.
E adesso che non hai più forma
Continuo a cercarti in una gabbia di odori
che profumano gli angoli della mia memoria
dove scorre lento il fiume di promesse
che non siamo stati capaci di mantenere.
Ho aperto le braccia come d’istinto,
cingendo con mani di velluto il tuo corpo inesistente,
che mi ha portato il sogno,
laddove ora si avverte solo il frastuono di un silenzio primordiale
che racchiude il nostro amore.


(1655) Chiara
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Ti cercherò nelle pallide sere
delle estati del mondo,
negli alberi in fiore e
nel loro ritorno,
nei sorrisi dispersi
di amori in declino,
nei baci rubati
di due amanti al mattino,
nelle verità che non racconterò
perché tu già saprai
che io ti cercherò
cercando di non trovarti mai
per ritrovarti sempre
dove non ti cercavo più.


(1654) agostella
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- Domande -

Non sono una persona che fa molte domande,
perché odio averle fatte.

E poi, non mi fido delle risposte.

(1653) Matteo
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Odiami
Amami
Saremo comunque una cosa sola
Nell'abisso che divide le nostre realtà
Creerò una via per collegarle
La bellezza,
il sentimento,
la scienza,
il divario si assottiglia
il suono,
i baci,
un'eclissi solare
mattone per mattone
il ponte prende forma
quante cose accomunano il nostro essere
più di quelle che lo dividono
in parti
in contrasto
tra loro.
Eravamo,saremo e siamo uno
tutti lo siamo,
a partire da noi
Amami, odiami,
ma guarda
da dove guardo io,
cioè,
nella stessa direzione in cui guardi tu,
da dove guarda anche lui e quell'altro:
una realtà comune,
tante prospettive,
che ne formano una,
la tua,
la mia,
la sua,
la nostra.
Oltre la conoscenza,
oltre l'amore,
oltre i progressi dell'uomo,
siamo uno:
ti tenderò la mano per fartelo scoprire...