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(3052)
(1272) Leo P
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Anna è come quella luce
di quanto si apre le finestre
quando il nero ricambia in verde
e nessuna cosa appare triste
Anna è come
il mare quando scoppia il sole
come un campo di pensieri nuovi
che piano piano cambiano in parole
Anna è tutti i colori
che si possono solo pensare
Un sogno pieno di persone vere
che si mettono a ballare
perché Anna sta dietro al cuore
in una lacrima ci può nuotare
perché Anna porta fortuna
porta dentro chi saremo ancora
si fa grande come un tiro in aria
Anna è tutte le domande
che ci restano da fare
È il presente che c'incoraggia
a prendere fiato e scappare
Anna...
e le tue stelle di cartone
Anna...
senza avere torto né ragione
Anna io l'ho incontrata
ed è stato come a primavera
come un cine che toglie il soffitto
come i bambini quando viene sera
una vita insieme a sentire
che quando il sole ritocca la terra
È il punto esatto per ricominciare
Perché Anna è senza tempo
e ha sempre voglia di cambiare
un fiume in piena che trascina
Al punto di non far morire mai

(1271) Valentina
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Ti prego di lasciarmi andare alla deriva,
Da sola per la mia rotta

Non voglio la tua ancora a fermarmi
Non voglio restare nello stesso noioso porto

Lasciami, anche nella corrente più impetuosa
Senza remi e senza vele

La colpa è mia, che voglio navigare senza bussola
Lontano dal masso che porto sul cuore

(1270) A2R
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Suona una sveglia.
Sono le 5:35, non è la mia
[volete spegnerla per cortesia?]
Mi giro dall'altro lato, abbracciato sempre al cuscino, mi riaddormento.
Sono le 7:00, un'altra sveglia: i lavoratori del cantiere sotto la finestra, [no! non mi siete mancati].
Mi riaddormento, suona la mia sveglia, non la sento [forse ero un ghiro in una vita precedente]. Mi sveglia lui chiamandomi, mi avvisa che è in ritardo, dovevamo pranzare insieme. Mi richiama. E' arrivato. Lo raggiungo. " è da un sacco che non ci vediamo!" si scusa per le promesse non mantenute, gli son appena iniziate le ferie, mi racconta i suoi alti e bassi, "me lo fai un sorriso?, Come fai ad essere già così malinconico?, ieri quando ci siamo sentiti non ti aspettavo già qui!" Cade accidentalmente l'acqua, il cameriere per scusarsi ne porta dell'altra. Il pranzo finisce. io ancora sento l'assordante imbarazzo creato dal silenzio mentre lui pagava i conti. Lo riaccompagno alla macchina. Mi abbraccia. Se ne va promettendomi di rivederci. Sentendomi troppo in colpa per la mattinata persa, decido d'andare a leggere nel parco [quando l'ho lasciato c'era il circo oggi invece nemmeno un cane per farmi compagnia]. Giro e rigiro intorno quell'albero di fico. Trovo finalmente il posto che mi piace, apro il mio libricino da quattro soldi, grigio (no, forse è un lilla) capitolo V.2.5 pagina 156 [strano non mi ha avvisato se è arrivato] guardo il cellulare scarico [ma perché c'erano dubbi?] inizio a rileggere la stessa pagina. Vedo il tramonto rosso [bello! se solo non fosse creato da tutto questo smog che mi eclissa anche la stella polare]. Torno nel mio mondo. Metto a caricare il cellulare 22:32 3 nuovi messaggio due sono i suoi è arrivato con tanto di foto e un'altro c'è scritto "dove sei" [ no, è ancora lui che faccio? sono giorni che lo ignoro... lo rispondo?]
Nel frattempo, ancora per pochi giorni, rimango qui nel nostro spazio: la città.

(1269) arcogante
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email

coi telecomandi
lanciati sul divano
e un paio d'occhiali
a contrastare l'aria deformata
d'uno specchio

seduto
abbandonato dentro
una foresta
un appartamento
coi muri sudici
pitturati di bianco
sbilenco

sollevo la testa

da una luce elettrica
quei riflessi su vetri
apocalittici

scelgo un fiume
che non ho mai visto
un cavo d'antenna frantumato
per sfiorarti
mentre dipingo
d'assurdo
di te
il profilo d'un termosifone
che mi osserva
triste


(1268) venticinque
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Occhio di cane

Hai vinto ed esulti,
Tu che fosti il boia della mia serenità.
Adesso che i sensi sono quieti
Nei corpi degli altri
I miei non possono che annichilire
Dopo tanto isterismo,
Frustrati.
Il tuo abbandono li ha resi pazzi
Ma non hai avuto quel che meritavi
Il mio stesso funereo assillo la mattina
La danza macabra che mi tormenta al pomeriggio
Muove quel sasso nero
Che s'è posato sul cuore
Ed è infetto e cocente
Come l'ultimo sole
Del luogo che ho lasciato.

Per la seconda volta me ne vado
Da quest'isola
A mani vuote
Con l'animo squarciato
E lo sguardo di cane
Fedele-chiamato vile.
Da perdente
Lascio queste sponde su cui arrivai in sogno
E so già che appena potrò
Tornerò qui a farmi del male
Diversamente ugualmente.

(1267) nikel
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confessioni di un bugiardo

ho smesso di credere
alle mie parole
non distinguendole
tra distorte e vere
il pianto è sempre salato
il riso forzato
non sono più capace
di saper essere sincero
nemmeno ora.



(1266) Paolo D.
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email

A Te
Inverno è nel cuore
Se neve cade dall’anima
All’alba della primavera.
Batte sul petto l’aurora
E sfoglia il cielo
Laddove brilla la tua stella.
Là, saprò di ritrovare l’infinito…
Ancora per un battito di vita.
[per capir cosa sei per me…

(1265) Samuele
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Potrei,
ma non voglio
fidarmi di te.
Io non ti conosco
ed in fondo non c'è,
in quello che dici,
qualcosa che pensi.

(1264) G.Altalena
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Ora settembre scende sul porto
Sulla marina malinconica
Col suo vento denso di Sud
E fa dondolare le barche
Nello sciaquio del molo
Rosso del sole che muore.
Quel vento ti parla e nessuno lo sente
Tu solo puoi ascoltare quel che ti sussurra
Lui dice che dal petto ti verrà strappata ogni cosa
Come il pellicano
Come il pellicano
Tu l' avresti strappato per lei
E lei ha da cercare fortuna lontano
Da questo molo
Rosso del sole che muore.
Ora sei più solo di un anno fa
Non c'è che il vuoto del tuo petto
Che lei partendo ha lacerato
Lasciandoti sfinito davanti al mare
A chiedere alle onde
"Entrate"
Pensi che possano riempire
Il taglio infetto del tuo malumore
Ma ecco
Quando sarai nel buio
Con il costato magro contro la ringhiera
Solo allora saprai
Quanto dolore sente il pellicano.

(1263) GM
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Vedremo di nuovo insieme
tutti i colori dell'alba
ed io
nel vederti
sarò
come un cane
che ha appena rivisto
il proprio padrone
che non vedeva da tempo

(1262) Dv
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Il letto è un deserto di seta
non c'è più vino in camera mia
l'ho finito mille volte, amore
che mille volte ti ho persa
tra le luci leggere
tra le foto del mare
tra le corde sfibrate del mio fragile cuore, ti ho persa.

Ma rimane il tuo odore.

(1261) Minicillo
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MILLE GAROFANI STRAPPATI DAI GIARDINI

Venne fatta una promessa
ma a qualcuno non bastava
c'è chi di più voleva,
si chiedeva libertà
ma con quanta ingenuità.

Questa non è nostalgia
e nemmeno utopia
tantomeno una gara
a chi ha più fantasia.
Qui si chiede solamente
di scrivere, di dire,
di aprire ogni mente e
di sensibilizzare.



(1260) Moana
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A COLUI CHE VIVE
Adagiati sull' appena colto prato,
Scivoliamo l'un l'altro avvinghiati
Insieme.
Nel silenzio contempliamo la vita
Incrociando gli sguardi,
Sorridiamo.
Il tutto è un inizio e una fine in sè.

(1259) Pprimo
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Finalmente sta per arrivare
la mia stagione preferita,
in ansia qui
ad aspettarla
in silenzio.
Già immagino tutti quei colori.
Le persone sotto gli acquazzoni,
che scappano
ed io
come una bambina
ad oscillare sotto la pioggia
su di una cesta,
perché ancora non trovo un motivo valido
per proteggermi da essa
non mi ha mai fatto male.
Alcuni amici sono ancora al mare,
altri in città straniere,
mi chiedono di raggiungerli
ma non voglio,non capiscono.
Εppure son stata molto aperta ed esplicita con loro.
I vicini arrivati dalla Germania
son venuti
per godersi le vacanze.
Il paese che, paradossalmente, si svuota.
Mario si è già dimenticato di me
non mi risponde più sono ormai giorni.
Io penso e ripenso ancora all'espressione
di mio padre
quando gli dissi del concorso,
quando gli dissi che avevo superato già la metà dei test,
lui fu contento, sorrise, ma poi
fu solo arrabbiato e rammaricato perché non era
riuscito a fermarmi.
Ora son qui, ad aspettare il risultato
del colloquio con lo psicologo
mio padre mi consigliò di essere normale.
Ma cosa vuol dire?
Non capisco... ha sempre detto che studio stronzate
eppure mica studio matematica?
loro dimostrano che la somma di naturali è un razionale negativo.
loro dimostrano che somme di numeri in alcuni valori divergono e negli stessi hanno zeri.
C'è un errore. È evidente, ma io non ne so nulla, non mi mancano affatto quelle dimostrazioni noiose delle superiori
perfortuna non le studio più quelle materie,
eppure qui all'università mio padre
mi diede persino un ultimatum.
ed ora, vuole che mi prenda quella carta.
Ma che ci faccio?
Ci scrivo su?
Andrà come vuole lui perché
dallo psicologo non facevo altro che pensare a te.
Mi persi nel pensiero già da quando varcai la porta,
mi persi metà della prima domanda,
la ricostruii mentre rispondevo,
iniziai male e la situazione non fece altro che peggiorare.
Più tardi, mi persi due intere domande vidi solo il labiale mentre pensavo a te ed a quello strano modo di lui di sedersi di fronte a me col casco di fianco.
"Ma le sembra quello il modo di sedersi?" Volevo chiedergli ma non ebbi il coraggio nemmeno di fargli ripetere entrambe le domande
mi bastò solo per una col mio: "cosa?"
mi aspettavo una domanda difficile, invece, mi chiese solo se avessi chiuso la porta.
Che domanda strana... cosa sta testando?
Ora sono qui, inerme ed in silenzio, ad aspettare quel risultato.
Sicuramente negativo.
Ed a quel consiglio di mio padre
che poi
cosa significa essere normali?

(1258) Luca
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email

E penso,
chissà se mi vedi
se ridi di me
se ti faccio sorridere
se sei fiero di me
se vorresti chiedermi qualcosa
se ti faccio incazzare
se vorresti dirmi "Non farlo!",
e se ti ho mai mancato di rispetto
se mi hai mai preso in giro con gli altri
se mi hai mandato a fanculo senza dirmelo
se mi hai preso come esempio
se raccontavi di me
se mi pensavi
come io ti penso.

Per Francesco Casarosa

(1257) Ali
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Vivere nei silenzi
Rotti dall'intreccio dei nostri respiri
Vivere nel buio
Illuminato dal tuo sguardo
Vivere del tuo tocco
Dolcemente ruvido
E essere in perenne astinenza da te

(1256) C.
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ragazzina dagli occhi blu
pensa ai vestiti
pensa al trucco su gli occhi
pensa ad una giornata di sole
pensa a quest'estate che il vento sta portando via
pensa alla primavera
pensa alle margherite
pensa a quando sei felice
pensa a brillare nel buio
pensa ad un bel tramonto
pensa alla risata di un bambino
pensa al suono di un violino
ad una bella voce
a tua madre che sorride
pensa a ballare
a ubriacarti
a urlare a squarciagola per le strade
pensa a te
pensa alla tua povera anima ribelle
a tutti i tuoi bei capelli color oro
pensa a questa poesia
pensa a tutte queste cose
che ad amarti,
o mia bella ragazza dagli occhi cielo,
ad amarti,
ci penso io.


(1255) C.
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so che ti sentì persa
persa nei tuoi sbagli
nei tuoi stupidi vizi
nelle tue belle lacrime
in una canzone triste
so che ti sentì persa ragazza
senza nessuno
che ti capisca
ti abbracci
ti rassicuri
ti faccia sentire amata
so che adesso ti sentì persa
ma fidati
non molto lontano
c'è un ragazzo
anche lui perso
e insieme
vi perderete negli occhi
nei vostri sorrisi
nei vostri baci
nel vostro amore
è sara cosi
sarà proprio così
che perdendovi
finalmente
insieme
vi ritroverete
come non v'eravate
mai
ritrovati.


(1254) C.
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sei

sei sole
sei pioggia
sei nebbia
sei vento
sei sabbia
sei pelle
sei ossa
sei anima
sei un cuore rotto
sei salvezza
sei luce
stelle
nuvole.
oh ragazza
io lo so
cosa hai passato
cosa stai passando
ragazza mia
io lo so.
so della tua anima in fiamme
so della tua pelle fredda
so del tuo cuore a pezzi
oh ragazza
io so che adesso per fidarti ancora
te ce ne vorrà di tempo
ma io sarò pronto ad aspettarti sempre
che siano 1
oppure 2
o addirittura 4 vite.
io ti aspetterò
perché so
ragazza mia so
che per ricucire un cuore
ce ne vuole di tempo
ma io sarò qua
quando ricomincerai a brillare
io sarò qua
quando ricomincerai a sorridere
io sarò qua
servirà tempo
lo so
ma io sarò qua
perché ragazza mia
oh ragazza mia
tu
sei tutto il mio bel tempo migliore.


(1253) Alessandro Mancini
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ANNEGARE NEL GANGE
Passerai a prendermi
e non avrò voglia di uscire,
Ma dovrai insistere, convincermi
Caricarmi in macchina e partire.

Dovrai lasciarmi guidare quando te lo chiederò
Chiedermi di scrivere e farmi parlare del nulla
E forse sarà così che fra le mie, la tua mano prenderò
E su quella panchina sentirò la mia testa che frulla

Sarò un coglione che ride
Oppure uno sfigato che piange
Sarai quella malinconia che mi uccide
Quando solo sul divano mi sentirò annegare nel Gange.