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(3052)
(1172) Gianni
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Ti ricordi?
Ti dissi di non
credere a Leonardo
quello svizzero si sta sbagliando
secondo me, si sta sbagliando.
Ma tutti lo credete
preferite la sua versione dei fatti
ed io ora a stento vi credo
a stento credo a Nicole
a stento vivo
vivo con questo tarlo
nel cervello.

(1171) AP
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Eravamo.
Indicativo imperfetto
di prima persona plurale
il cui soggetto è un "noi"
che pure era perfetto
e plurale non lo è più.

(1170) Mare
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I tuoi occhi spogliano le mie fantasie
Una sera, sotto le stelle, vorrei raccontartele:
Tenditi aldilà della terrazza della tua vita
Rischia seguendo il frullare di una farfalla
C'è un mare dietro quei monti
Che io ho sognato di attraversare insieme a te
Le vele saranno il nostro amore
Il timone la nostra passione
E l'ancora i nostri sguardi

(1169) Alessio
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Sogni frugali
Sogni infranti
Sogni repressi
Sogni lontani
Sogni irreali
Di quando la realtà è nella testa degli altri
Di quanto c'è di vero nel tuo mondo sommerso
Di quando la tua è solo paranoia
Di quanto c'è di vero che gli altri non vedono
Perso tra i binari della stazione di Bologna
Esempi di vite ai margini che vanno lontane
In direzioni sconosciute e opposte
Di come bastasse un cenno per capire ogni cosa
Di quanto restavo al centro senza vedere ogni posa
Completamente perso nei bicchieri vuoti
Concretamente assente tra le file al bar
Immaginando quei calici tra le sue labbra rosee
E poi...Forse è solo immaginazione
Forse neanche desiderio
Forse quello che cercavo
Forse una frustata d'emozione
Illusione
Come due tratti su un quadro di Picasso
Messi li per caso senza il loro permesso
Costretti a viver la stessa tela
Due realtà lontane
Lei che brucia come cera
Io che mi sgretolò come gesso.

(1168) Ludovica
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Perdersi
Negli occhi dell'altro
Ballare e
Sparire
In un abbraccio
Morire
Nella profondità di un bacio

(1167) Alessio
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Ho perso il controllo della vita
Un anno fa che mi sono chiuso in me stesso
Un mese fa che ho smesso di parlare
Ieri che ho lasciato andare la giornata
Oggi che ho scoperto la realtà.

(1166) Carolella
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A volte penso,
Vago,
Mi sbilancio,
Pensando che un qualcosa arriverà.
Ma quel qualcosa eri tu,
Sei già passato,
E non passerai più.
(E piango).

(1165) Giova
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Sono io.
Sono sempre io,
lì dietro quel falso specchio
dove tu guardi il tuo riflesso.
Peccato! Non riesci a vederci attraverso
altrimenti mi avresti notato.
Lì, ad aspettare veder un'altro tuo sguardo.
Uno sguardo mancato,
che non ho sopportato
così mi son avvicinato
così vicino che potevo toccarti, se solo avessi potuto, se solo il cuore più forte avesse abbaiato.
Mentre lì, di fronte, c'era lui che con disprezzo mi osservava
stava per ottenere una conferma di una cosa pensata.
A quel punto, ho preferito cambiar strada
e lui pranzar con te perché la colazione non è bastata.

(1164) AP
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E chissà perché
scrivo ancora poesie
a te
che non amo più.

(1163) AP
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Ricordi quando andammo in vacanza
e abitavamo in una casa
rosa
con le persiane verdi
a qualche decina di passi dal mare
da quel mare che mai vedemmo
perché abitavamo in una casa
rosa
con le persiane verdi
baciata da un sole
che mai ci scottó
perché abitavamo in una casa
rosa
con le persiane verdi
e un giardino che profumava di arance
che mai cogliemmo
perché abitavamo in una casa
rosa
con le persiane verdi
circondata da vie strette
in cui mai camminammo
mano nella mano
perché abitavamo in una casa
rosa
con le persiane verdi
e un letto grande
con le lenzuola profumate di fresco
sempre stropicciate
e i cuscini sparsi sul pavimento
e accanto ai cuscini i vestiti
che mai tenemmo addosso
perché in quella casa
rosa
con le persiane verdi
facemmo sempre l'amore
e al mare non ci andammo mai
persi com'eravamo
nell'altra marea dei nostri sguardi
e il sole non lo prendemmo mai
divorati com'eravamo
dal fuoco della passione
e neanche le arance assaggiammo
occupati com'eravamo
a nutrirci di noi
affamati com'eravamo
di amore
di vita
di gioventù
e quelle strade tanto strette
quelle vie così graziose
mai ci videro passeggiare
mano nella mano
gelosi com'eravamo
del nostro amore
che tenevano chiuso a chiave
tra le quattro mura di quella casa
rosa
con le persiane verdi.
Ricorsi quando andammo in vacanza,
ricorsi quando
un'estate fa
ci amavamo?

(1162) La Fra
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Nella gabbia del tempo

Mi ha intrappolato
non posso fermarlo
scorre lento
inesorabile
senza sosta.
E a me
non rimane che
scorrere con esso.

(1161) Joe
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Se potessi
ti darei le mie orecchie
per sentire quello che dici,
ti darei i miei occhi
per vedere quello che fai,
ti darei il mio naso
per odorare quello che emani,
ma tu dammi le tue parole,
per descriverti,
ché io le mie
le ho finite.

(1160) Rdf
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E di nuovi i tuoi occhi
tornano a farmi paura
e le onde
del tuo viso
s'infrangono, violente,
contro la mia schiena;
e i tuoi temporali
m'inseguono
senza sosta.
Soffiami altri attimi
di poesia
sulla pelle nuda
Graffiami di rabbia
con l'anima arresa
e io m'incastrero'
ancora
tra le tue vertebre
senza fiato
e senza paura.
Urlami chi sei
con tutta la tua voce
e abbandonati ancora una volta
in quel posto' solo tuo
che e' la curva
tra il mio collo
e i tuoi respiri.

(1159) Q
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Ti ho visto
Sì, ti ho visto l'altro giorno con quella camicetta bianca
Ti ho visto
Ti ho visto oggi con quella maglietta blu
Ti ho visto
Ti ho visto domani nei miei respiri che non ci sono più.

(1158) -T.
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Il pensiero mi è nemico, da giorni, mesi oramai, è la danza così intensa della pioggia che con passione distrugge i campi e gli ortaggi, è la mano che con grazia comanda un'orchestra di diavoli scordati.
Il pensiero mi è nemico, mi ha pregiudicato, mi ha rinchiuso con l'approvazione di tutti in un carcere isolato, solo dal mondo, dal sole e da ogni stella esistente.
Il pensiero mi è l'unico vicino, mi ha relegato eppure è ancora così convinto di avermi salvato.
È così presente, sempre squillante, sempre vivo che mi chiama, e mi inonda di giudizio e così mi comanda:
È il mio pensiero che son io, ma io non sono in realtà il mio pensiero; vorrei fuggir da quest'isola, da questa gabbia e da questa trappola ma ho il terrore sia tutto in realtà una finta illusione.
Il mio pensier ha il potere ed è impossibile scappare, ma il mio pensiero mi ha reso, ingenuo, evidente un modo fermo per giurar fine a tutta questa finzione.
Ora il mio pensiero è fermo, è bloccato ed ora posso dire di esser io il mio pensiero, perché qui disteso con quasi la lama alla gola mi ha giurato, parola sua, che se aziono la leva mi avrà in qualche secondo abbandonato.
Io credo al mio pensiero.
Ma finalmente agirò un po' io, pondererò io le mie azioni, uscirò da questa trappola che mi deprime sempre più.
Addio pensiero, a mai più!

(1157) GM
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E tu, avresti fatto
Ciò che ho appena fatto io
Qui a S.M.N.?

(1156) RC
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I bicchieri si spaccavano

Le urla si infrangevano 
tra le mura casalinghe 

Le botte diventano lividi 

Il dolore inebriava la nostra vita

Il ricordo di mia madre

Picchiata 

Umiliata 

Malmenata

È impresso in me 

E ovunque mi accompagna

Il tempo ha coperto i nostri lividi

Ha asciugato le nostre lacrime 

Trascinandoci

Come fiori nel vento

(1155) Alice
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Seppur desiderosi
di desiderare,
soffermiamoci
con occhi fanciulli
ad osservare,
non con superficialità
ma con leggerezza.

(1154) Ludo
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Ma com'è possibile
Restare indifferenti
Davanti a tali sensazioni
Emozioni
Che ti percuotono l'anima
Che ti trapassano il cuore,
La mente
Com'è possibile
Che tutto questo
Non raggiunga il cuore
E che esso resti impassibile
Immobile
Un albero senza vita
Un corpo senza anima
Una mente senza ragione
Un cuore senza sentimenti
Asciutto
Impenetrabile e
Gelido


(1153) Elena
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IN ANTICHITÀ DIRAMI

Il cielo plumbeo impigliato

ad antichi rami,

le strade lucide non passa nessuno.

Piange il salice nella chiarita,

pioggia di inchiostro ridisegna il mondo

blu cobalto e scrivo inutili poesie.

Per fermare il consumare senza fine del

tempo e  tu in antichità dirami

come un mandorlo in fiore.