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(3052)
(772) Vittorio Refosco
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"Mi trovo nuovamente
Ancorato
A questo temibile gorgo
Che è l'amore,
Noncurante del mio
Passato dolore,
Alla malinconia insorgo,
Agognando il periodo
In cui fui amato.
Sento'l rifiorir
Delle tenere emozioni
Che colorivan
Quei giorni
Passioni, follie,tentazioni,
Fulgide come
Di vestiti adorni.
Ahimè, cos'è questa melodia?
Che ricordi mi porti, o musa mia?
Tenere carezze,
Balli sotto il crosciar della pioggia,
Serate di gala
Vestiti d'ogni foggia…
Mi par d'impazzir,
Ohimè,
Ma se'l cupido non tornasse,
Col tuo tepor in core,
Posso dir
Che m'è dolce
Questo lento morir."

(771) Carmen
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Caro marchese,
vorrei odiarti
vorrei odiarti
vorrei odiar...
Ti vorrei.

(770) Elena
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Senza margine di cuore

(769) W
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RICORDI

Come un macigno
si schianta il peso
del ricordo.

Leggeri gli anni trascolorano,
dettagli immoti
galleggiano
sulla superficie dell'acqua.

Come tornare indietro a quegli anni?

Anche questo sarà un ricordo.
Cerco di coglierne l'Essenza.


(768) Giorgia
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Ancora mi chiedo se le cose brutte che ci accadono preannunciano cose belle
o semplicemente le meritiamo.
Io non voglio più essere là persona che ero prima.
Anche volendo non potrei.
Allo stesso tempo mi sento in ostaggio dentro il corpo di una persona
che non conosco, che non sono io.
Io non so più tante cose su cosa succede intorno a me.
Ci sono momenti in cui mi manca tutto.
Non so dove aggrapparmi.
Che cosa sto facendo?
Mi sento persa a gravitare in questo buco di mondo fingendo che sia il mio spazio.
E vedo le persone lontane da me che sono felici senza di me
che non sembrano nemmeno essersi accorti della mia assenza
mentre io sono tutt'altro che felice.
E mi sento come risucchiare dalle sabbie mobili.
Io non ho paura.
Io sono arrabbiata, tanto tanto arrabbiata.
Sono infuriata e sono tanto tanto triste.
Non perché mi sento sola
ma perché temo che mi sentirò così per sempre.

(767) arcogante
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ho vomitato

appigli

e creature

che cercavano d'amarmi



ho vomitato radici

e corpi che volevano

tenermi

abbracciato



ho vomitato

sangue

tutto quello

sparso dal mondo

dagli uomini

dalla vita



ho vomitato

me

tentando

di salvarmi

dai miei rifiuti

tentando

di stringere

un brandello

di carne

che fosse

rinascita



ho vomitato

sperma

sprecando spaccature

d'altri corpi

che m'avrebbero

salvato



ho vomitato

dio

chiedendogli perdono

per me

per l'uomo

per noi

che amiamo una vita

che é un dolore

per ogni volta

che proviamo

ad esistere



(766) K.13
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Davanti una tastiera
Siamo chiusi'n un canale.
Ritmi ridotti ad hashtag e tag,
che delusione, è profonda verità.
Che la verità sia cruda, si dice
Che la verità sia cruda, lo sanno pochi,
lo capiscono ancora meno: è un peccato.
Nel frattempo, nella mia mente sono altrove:
Ehi, Realtà attorno? Dove sei? Pare che sei frequentata...
Absurdism, it's a pity it's my reality.

(765) A.M
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Ogni anno aspetto che i fiori di ciliegio sboccino ma nella mancanza delle mezze stagioni mi accontento dei tuoi capelli color pesca
Accontentarsi è un modo di dire

Non sentirò più nessuna mancanza essendo il vuoto la mia unica presenza
Nonostante tutto Gervaso continua a dondolarsi sul lampadario

Mi dispiace ma non voglio più giocare a piscialetto con te, l asso di bastoni è segnato

Elvira è l'unica per mi risponde quando chiedo se qualcuno mi passa l'appiccio
Ho trovato una tua bic nel mio astuccio
L'inchiostro si è seccato
Grazie per il pensiero comunque

Ti chiamerò per sempre in un modo diverso
dare i nomi e morire
Qualcuno ha detto che nella vita non si fa nient' altro di sincero


(764) Elena
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8 ORE NON UNA NOTTE
206 ossa e 68 articolazioni pronte per lui.
Come quando stai al freddo per ore e rientri in un posto caldo senti la pelle rinascere.
17 muscoli del viso pronti a sorridergli.
Come quando il mare incontra uno scoglio ed è pronto a schiumare.
Cento mila miliardi di cellule in movimento per lui.
Come gli occhi che sanno vedere sette milioni di colori.
267 tendini che sopportano tonnellate di peso.
Come duemila ottocento ricettori di piacere pronti a sentirlo.
8 ore non una notte. Come trecento g di cuore che incendia per lui.

(763) Elena
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AVEVI RAGIONE TU
fibre di rame sepolte, lanciamo impulsi elettrici; che paralizzano il cuore in celle di segnale.
Aspettiamo in silenzio il ritorno della voce, che vibra come un ponte sonoro sempre più flebile.
In spazzole di selettori intasati cerchiamo la convergenza di un unico canale.
La lontananza ha aperto abissi di oceano sotto i nostri piedi. Come onde radio in cerca di flusso trasmissivo, ci aspettiamo, ci contrastiamo, ci ascoltiamo. Ci cerchiamo, come uccelli distanti che riecheggiano gorgheggi. Ci chiamiamo, per il solo bisogno di chiamarci.
Avevi ragione tu.

(762) emanuele
0
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Vi contattai tempo fa e vi chiesi come avrei potuto far parte del vostro movimento. Poi per colpa di un contrattempo non ci siamo più organizzati. Oggi, vi rifaccio la stessa domanda.
Grazie, Emanuele di Roma

(761) serylo
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Ancora non so chi sei
Hai voluto un pezzo di me
di un pane che porta già con sé
i segni di un morso avido di fame
Ancora non so dove trovarti
Se ostinarmi a scrutare ogni angolo
o abbandonarmi alla certezza
che ti ho smarrito
distratta da una farfalla
in un vicolo della vita
Ancora non so chi sono
Mi sono lasciata mordere
come una ciliegia matura
finché è rimasto
solo il nudo nocciolo dei miei sentimenti
Ancora non so dove trovarmi
Se è tutto un gioco da bambini
questo nascondermi, attendendo
un tocco lieve sulla spalla
che mi dica 'tana', sei mia


(760) Ivan
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Io non mi aspetto niente. Vivo il tempo che erroneamente si dedica all'attesa, piuttosto.

(759) Clelia
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Vorrei sedermi
nell'angolo più abbandonato
del vento e
come un muratore di parole
pensare a te.
La mia bocca
biascica ancora
carta di giornale.
Tutti i suicidi sono nella mia mano.
Sto come una balla di paglia
abbandonata
che il contadino ignora.
Ma tu occupati di me
col dolce gesto del contadino.
Prenderò quello che gli altri
buttano via.
Il mio dono tutti lo hanno,
tutti lo hanno rigettato.
Ricevi
l'inatteso fiore
nato dal muro di pietre.

Troppi cuori
di balenene
palpitano nella mia mano.

(758) marp
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Giorni pieni
di ore vuote
e persone:
passanti.
Ma tu
tu non mi passi mai.
Posso sognare te
stanotte?

(757) arcogante
0
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e sono qui

a straripare il sangue

sui lavandini

ad ingolfare d'aria

la gola




tragitti

di sguardi alcolici

mentre ti vedo trapassare

la porta

che ingombra il cuore

d'assurde solitudini




mi manca




mi manca

di vederti ballare

sotto un soffitto

che si crepa dovunque


(756) giovannidr
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Il tempo è la dimensione più elegante, veste
Di broccato a pieghe ove avvolge
Il respiro e l’uomo, nudo, lo guarda passare
Sull’orlo di secchi nidi di rondine.
A Chateaubriand non farebbe piacere
Scoprire d’essere servito
Con salsa bernese e patate, ma
Non mi ero accorto
Che là fuori piovesse.
Tendimi una corda, dammela, questa
È l’ora che preferisco.

(755) Nina476
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Ti servono gli occhi
miei
per guardarti
e m'hai fatto cieca.

Ti servono le mani
mie
per toccarti
e m'hai fatto monca.

Ti serve la voce
mia
per cantare poesie che non conosci
e m'hai fatto muta.

Che sono io?
Vecchia storpia, muta, cecata
che ha creduto in una storia sbagliata
ch'aspetta ancora na serenata.

(754) G.26
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Grazie a tutti!! Amanti ed odianti.

(753) Alexander Grothen
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