Libro degli ospiti


 Nome *
 Indirizzo Email
 Sito Web
 Testo *
* Obbligatorio

Misura Antispam
Per inserire un nuovo messaggio è indispensabile trascrivere il codice di sicurezza, rispettando la combinazione (lettere e numeri).
4 + 1=

(3052)
(752) pensierosíe
0

Sei come Casa

Sei come casa per me,
m'affaccio alla finestra dei tuoi occhi e ammiro un mare di pensieri
sei come casa per me,
sei caffè alla mattina,
sei luce che schiva le tende e
mi illumina il viso.
sei carezza al risveglio;
sei come casa per me;
del tuo cuore, solo io possiedo la chiave.

(751) Francesco Aveta
0
email

Donna Alegre

Stava lì, sul ciglio, ella.
Donna improvvisata, forestiera sventurata.
Non amata, mai viziata ma cotanto desiderata.
Bianca in viso, ora mi simula un riso.
La noto, accosto, celo il solito rimorso.
Apro la portiera, lei mi aggrada fredda come una galera.
Non evade una parola mentre è qui ora che lavora.
Breve ma intenso, e le lascio il suo compenso.
"Arriverci Donna Alegre" saluta la mia anima greve.

(750) DaviL95
0

Angoscia.
Mi sento una mano,
Virile e prepotente,
Opprimermi il petto,
Spingere ogni giorno di più,
Con la convinzione di riuscire
Ad abbattermi e a schiacciarmi.
Mi sento circondato
Da una nebbia fitta,
Pericolosa e assassina,
In cui si nascondono alla mia vista,
Oscure presenze
Pronte ad assaltarmi
Quando meno me lo aspetto,
Nel momento in cui,
Scioccamente,
Abbasserò la guardia
E le lascerò entrare nel mio castello
Difeso strenuamente e sempre più
Debolmente.

Ultimo baluardo sei tu,
Piccola, esile e debole,
Senza corazza e senza armi
Ma spinta dall'amore,
Forza schiacciante ed invincibile.
In te ripongo le mie
Ultime speranze di salvezza.

(749) Zeno C.
0
email

Corriamo
Inseguiti dai nostri pensieri
Smarriti
Dispersi
Su ignoti sentieri

Andiamo
Annientati da ombre
Ossessioni
Rimorsi che neri
Attanagliano il cuore

Giungiamo
Sfiniti
Non molto lontano
Caduti
Assaliti da un banale uragano

Crolliamo
Sviliti
Sotto selve fronzute
Le nostre parole
Ormai
Son ceneri mute

(748) Chiara E.R.?
0

Dove abiti?
Dove abito?
Ultimo ponte, ultima strada.

(747) Hwww
0

How? Where? When? Why?

(746) Hershel
0

A LAYTON
Ti va di vederci un'ultima volta?
scegli tu il posto e l'ora
perché non mi rispondi?
non è colpa mia è ché
non mi sono spiegato
ti avevo avvisato
hai voluto strafare
non è colpa tua
volevi solo capire ("che cavolo fa?")
ma l'unica cosa che doveva rimanere confusa
è stata capita
molto egregiamente
dal gruppo di brava
ciò che ha fugato ogni dubbio
è
stata quella tua macchia di gesso
proprio dove io conservo ancora
il dolore atroce del tuo ricordo
ci provo ad affogare tutto nel fumo ma
non so fumare... mi insegni?
ho sempre detto di saperlo fare
solo per nascondere le mie pupille dilatate dall'amore
ma tu mi fissavi e non potevo nasconderle nemmeno dietro l'Indifferenza
ho provato Ad ignorarti
non ci riesco
ti volti
tutti scrivono
ti guardo
ti volti
tutti ti vedono
io scrivo
Mi fissi
ti ignoro
mi fissi
ti evito
lei (alla mia sinistra)
ti nota
mi fissa
ti fissa
mi fissa
un solo gemito
ha capito
tempo scaduto!
Ha capito tutto e io non ho capito niente mi metto le cuffie eclissandomi (all'improvviso (bella canzone (bel videO))).

(745) claudia
0

Urliamo
Disperati
Ad un domani che non ci
Ascolta

(744) Elena
0
url  email

E NON C'È NIENTE DA CAMBIARE

Guardarti è come guardare un tramonto

perfetto in ogni sfumatura di colore.

Guardarti è come fissare un orologio

fermo nell’attimo perfetto

dell’ora migliore.

(743) Jlenia
0
email

Ciao, è possibile entrare a far parte del movimento?

(742) Paolo Ugo Vinçoff
0
email

IL GRANDE INTORTATORE

Eccolo che arriva,
il Grande Intortatore!
Porta, come sempre,
profluvio di parole,
astute simmetrie.
I suoi malèfici risvolti
s'impossessano di me.
Brucio. Scarto. Languo.
Monto di vedetta:
devo stare in guardia.

Ma m'inginocchio,
e prego
dio in cui non credo.


(741) Giulia
0

Come vento tra i capelli
il tuo sorriso

(740) Layton
0

Nascosti,
dietro le fredde e buie maschere dei nostri ruoli,
(soprav)viviamo.

(739) Veronica
0

Cenere di sigaretta
sul lenzuolo sfatto,
mentre il silenzio della stanza
vibra delle promosse infrante di una gioventù bruciata.

Voglio dolore sulle mie labbra
Voglio dolore sulle mie labbra

Occhi stanchi
corrono su fogli immacolati
dove l'inchiostro prende vita in preghiere inascoltate,
in gridi di rabbia persi nel vento.

Voglio fuoco nella mia gola
Voglio fuoco nella mia gola

Ogni luce che ho intravisto nel mio cammino
é svanita senza il tempo di un addio,
ogni felicità che ho conosciuto
è crollata come la cenere fumante sul lenzuolo
e ora, su questo letto freddo,
non rimane che l'amaro sapore di una solitudine non voluta.

Voglio oblio nel mio cuore
Voglio oblio nel mio cuore.







(738) Elena
0

PUNTO E VIRGOLA
Come un apostrofo tra due parole, l’attesa paziente tra un battito e l’altro che controlla la mente.
Nella parentesi del cuore, un punto di ritrovo il mio dove.
Tra le virgolette nel tratto di unione spogliarsi l’anima in spazi di vuoto o infinito spessore. Punti di sospensione ed esclamazione. Cercarsi con gli occhi e le mani, desiderarsi; salutarsi dentro e poi sognarsi. Un punto e una virgola, né la fine, né la continuazione. Un’intermediazione lontanamente insieme.
Due punti attenti ai passi falsi e alla paura di innamorarsi.
Il tutto e il niente punto interrogativo contro ogni logica come un’eterna questione di punteggiatura irrisolta.

(737) Elena
0

PANE BAGNATO CON LO ZUCCHERO

Io non lo so dove vanno a finire le anime, forse nel pane bagnato con lo zucchero.

Io non lo so dove vanno le anime,
potrebbe essere là dove finisce il cielo.

Davvero non lo so dove vanno a finire le anime, magari in un fiore che sboccia in primavera.

Io non lo so dove vanno a finire le anime, forse là, dove nasce e muore il sole.


(736) Vittorio Refosco
0
email

"E quando sarò spinto ad affogare
Nella nera melma dei ricordi,
Tra mefitici liquami
di tossico dolore,
Mi ricorderò di te,
del tuo viso,
del tuo sorriso.
E allora,
con le ultime forze di un corpo martoriato dalla sofferenza,
Mi annegherò da solo,
Per finire in un estremo atto di masochistico piacere,
Ciò che altro non è stata che un' esistenza di dolore,
superficialità,
sadismo
e false compassioni."

(735) Cristina De Fino
0
email

In mezzo al silenzio
nel mio piccolo orecchio
ho trovato la tua voce.
Ho vagato in punta di piedi
tra le aguzze passioni
le speranze infrante
i cocci d'amore
e ti ho visto lì
che danzavi
in un mare giallo
con il cuore acceso.
Dove vai M.?
tra quali suoni,
tra quali volti?
Corri, salta
ti inseguo
i miei occhi ti afferrano
le mie parole, calde
sussurrano tra i tuoi capelli,
il sangue d'oro
del sentire
appeso alle tue mani.
Chi sei M.?
Da dove vieni?
Da quale solenne radice,
quale rossa terra?
Quale l'origine
di quello sguardo
di curiosità, nobile
di sacra adorazione
di orgoglio, pirata
padrone d'emozioni.
Intrepidante
l'occhio dell'anima
vaga tra le solenni
e barocche visioni,
la pelle si graffia
tra le spoglie macerie
delle limitazioni
cercando il momento esatto
al nascere del Tuo giorno,
di un canto d'usignolo
che non ha chiesto,
ma preteso,
di volare.


(734) Cristina De Fino
0
email

Buonanotte a Te
che ti sei raccontato,
in principio parlando
agli occhi
grandi
che ti cercavano.
Alla fine
disegnando nel vuoto
i tuoi sogni
che riempirono
tutta la stanza
come fragranza,
che giunse a me
che non c'ero.
E le mie illusioni svanirono
uccise dal concreto
linea retta,
freddo cemento
duro, nero pavimento
sui cui riposare le
membra stanche
di tanto sognare.
Buonanotte a me,
che nella galleria
di gialle e azzurre impressioni
mi perdo e mi carico,
tesa.
Stanotte, elastico rotto,
rosso al polso,
chiudo gli occhi,
non dormo.
Nel buio le mani sul volto,
e il ricordo veste di odori
le onde d'oro.
Verrà L'oblio
a spegnere i colori
dolorosi,
donerà tonalità pastello
alla mia sciocca,
malvestita
speranza disattesa.
Verrà il tempo.
Questo
il ritmo lento,
la danza inutile
di gratitudine
di un mucchietto d'ossa
spento.

(733) Samuel Beata
0
email

Cos’ho,
domandano.
Falliscono
di lieve voragine.
Cosa non ho.

E ricordo in flusso.
Così ammiro
l’interminabile volta
che tutto soverchia
crivellata,
come la mente
corre, scorre, fugge,
schianta
e ancóra tormenta
la mefitica
frenesia.
Fumo confuso
in me
sopra di me
copre
e vela
e obnubila
funerei
oblî d’incubo.
Anche s’effonde
il gusto ruvido,
l’illusa
speranza
d’una resurrezione,
che mai fu.

Silenzioso
vesto
gl’urli neri
di vuoto
straziante:
m’attanaglia
e grida
che tutti amano,
che tutti sono amati;
non io,
non me.

Dalle mie ceneri
contemplo
vecchie memorie
risorgere,
schiantarsi
contro altre pelli.

Dalle mie galere
racconto
l’amore
che mai conobbi.