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(452) Corrado Camponeschi
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Lacrime fredde,

sul volto in fiamme

corrono,

a rinfrescar la faccia

ormai segnata.

Guance aride,

occhi in tempesta.

In questo male interminabile,

la follia è regina.

(451) Corrado Camponeschi
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Abdichi dal ruolo tuo,
Dirotti le tue mansioni,
Abbandoni la prole,
Contrasti un ciclo inevitabile.
Soccomberai a terra
E annientata sarai.
Crollerà l’ apparente sicurezza.
Odierai te,
E l’egoismo che ti ha guidato.

(450) Corrado Camponeschi
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Palcoscenico di vita,

Entusiasmo e spensieratezza,

Per il cuore nuovo,

Indomito.

Il copione è mio,

L’esistenza mi appartiene.

(449) Corrado Camponeschi
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Respiro la tua aria,

Tocco la tua carne e prego.

Prego che i tuoi occhi

Non smettano mai

Di vegliare su di me.

(448) Elisa Lunardon
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Sempre qui, un giorno qualunque

Camminavo scivolando incerta,
su un mare di parole
che forse stanno qui
semplicemente a riempire
tutto il nulla che abbiamo intorno.

(447) Federica Solla
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Randagi

Siamo randagi io e te...
La luce del giorno ci mette le catene, ci va' tutto un po' più stretto, preferiamo la notte... Quando i vicoli bolognesi si svuotano e la pioggia rimane sospesa tra la luce dei lampioni e le nostre labbra.
È lì che iniziamo noi,
sul ciglio di un marciapiede, tra i vetri rotti del nostro passato.
Iniziamo tra i passi sbrigativi delle persone, che non si accorgono dei nostri battiti, nascosti, sfuggenti.
Sotto un verde semaforico iniziano i nostri sospiri, al buio di un portone si incontrano le nostre mani e sull'asfalto, in disparte, rimangono le nostre vite.
Il nostro amore è randagio, nessuno lo sogna, nessuno ne vorrebbe uno.

Ma a quelli come noi non li ferma nessuno, ci provano a legarli, ma prima o poi, si sa', scappano.
Non esistono regole che li tengano, ne corde strette ai polsi, le spezzano, si liberano, infrangono, distruggono... E scappano... Prima o poi!
E tra randagi non servono troppi discorsi convenzionali o presentazioni banali, preferiscono l'assordante silenzio del loro cuore.
Loro si riconoscono dall'odore, si cercano con la pelle... E anche se lontani... Sanno dove trovarsi!



Federica Solla

(446) Ocram
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Odio gi ossimori
Sono merda dorata

(445) Martina Minguzzi
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Nebbia

Ti aggiri come un fantasma
in cerca della dimora perduta,
in bilico tra vuoto e materia
ti innalzi possente
e cadi appesantita dal tempo
ricoprendo tutto d'infinito.

Il mio pensiero vaga
avvolto dal tuo velo,
come un sospiro nel vento,
e il sole si nasconde timido,
svelando appena la tua vista;
Sulla schiena porgi monete d'oro
che al cieco di mente vengon tolte;
il silenzio regna sovrano.

(444) Meth
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Cos'é questo muro invisibile
Tra me e il mondo
Fatto di cose non cose
Sento vengono da fuori
Oggi non mangi?li vuoi i pomodori?
Come va?
Tutto bene?
Suoni insignificanti
Guarda dovresti..
Perché non fai...
Da domani..
Consigli futili,privazioni non sentite
Questo muro troppo alto è
Per lasciar passare distrazioni
Dall enorme dolore
Per aver ucciso l amore
Son gia morto,ridere sarebbe farmi un torto.

(443) Simona
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Sono sempre in bilico sul filo delle relazioni umane
Se cado so che non mi rialzerò
Striscerò verso un'altra vertigine
Più debole di prima
E continuerò
Fino a non avere più paura

(442) Ruben
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Mentre tu,
disteso nel tuo letto,
la mia anima in frammenti:
spaccature enormi
dove stride un vento gelido,
insofferente;
una pallida luna ricopre,
con la sua luce di latte,
ammassati rifiuti, spazzatura accumulata.


Estranea quel che credevo casa,
estranea quel che credevo famiglia,
estranea quel che credevo patria,
rifiuto me stesso,
le mie origini,
i miei principi,
le passioni,
vedo vuoto, incoscienza
dentro e fuori di me;
e mentre tu,
disteso nel tuo letto,
al buio piango le ultime gocce di sole,
gli ultimi sguardi amorevoli,
gli ultimi “I’ll never be open again”.

(441) Francesca
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"La nebbia testarda
cominciava a cedere
e a ritirarsi
nei piani più alti,
facendoci scorgere
le scalinate
ancora umide,
le statue,invece,
assaporavano
i primi raggi di sole
e si lasciavano
accarezzare
dalla prima lieve luce,
gli alberi sembravano
svegliarsi
e stirare i rami
ancora contorti e rattrappiti,
la città ancora non aveva il coraggio
di far rumore,
sonnecchiante,
con ostinatezza
cercava di riposare
per qualche altro minuto,
una saracinesca
cominciava a sbadigliare,
in lontananza si poteva udire
solo qualche passo che,incerto,
iniziava la giornata.
Io,assopita,
poggiavo la testa sulla tua spalla
che mi accoglieva generosa,
il tuo braccio si intrecciava con il mio
e mi facevo guidare senza indugio
da te,
verso la città che apriva gli occhi."


(440) Dinvisibili
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E ancora -Dio mio-
Ancora siamo vivi
Io e te
E le nostre ombre
Ancora integre
Sul bordo profondo
Delle cose in cielo
E -Dio mio- in terra...
Perché? perché faccio brutti sogni?

(439) Dinvisibili
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E scusami se gioco
Con la vita nelle mani
E il destino sotto i piedi,
Se rubo parole altrui
Come un clown
Che collezioni attimi
E momenti indaffarati
Presi in prestito ai passanti
Che governano la strada
Intrisa di vino
E della mia malinconia
Ma, come tu ben sai,
Chi è fuori di sé
Nulla teme, se non solo
Che gli cada addosso il cielo

(438) riccardo
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della vita siamo marinai
galleggiando su zattere improvvisate
in balia di dei capricciosi
lontani da itaca e lontani dall' oggetto dei desideri
oggi si perde nel domani e il domani è già ieri

(437) Federica
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Solitudini riempite

C'è un posto vuoto alla mia sinistra
un posto rumoroso,
freddo,
ostile,
che ride cattivo
di una risata roca
che graffia,
disegna tanti piccoli tagli sull'anima
che indifesa trema.
Un velo scuro scende sugli occhi.
C'è qualcuno in quel posto:
non è mai lo stesso,
ha mille volti
che conservano tutti
lo stesso sguardo accogliente,
la comprensione in un sorriso accennato,
la pacatezza nel pesare le parole
di chi sa che anche il vento può ferire
e una gentilezza nella voce
che è un impalpabile
calda
carezza interiore.
Tutti questi volti
profumano di libertà
e hanno lo stesso ingannevole sapore della speranza
perché apro gli occhi e
c'è un posto vuoto alla mia sinistra.

(436) Federica
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G&A

Ho incontrato un uomo in riva al mare,
sta seduto sulla sabbia
guarda il suo orologio blu
e aspetta,
ricorda e aspetta,
ogni giorno aspetta,
è stanco
ma l'aspetta ancora.

(435) Federica
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è per il tuo modo di camminare
per quell'incedere lento,
la calma di ogni singolo passo,
per la sicurezza che hai nelle mani,
per il tuo cercarmi con lo sguardo
e nel sapere dove trovarmi,
per i tuoi occhi terribilmente seri
sicuri
mi fanno tremare.

(434) Federica
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Sorprese e certezze

Mi sorprendono ancora
i (tuoi) sorrisi inaspettati
e la mia reazione a quei sorrisi
non mi stupiscono più
gli sguardi feroci degli sconosciuti
e la mia reazione a quegli sguardi.

(433) Chiara
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Attimi eterni
risvegliano assopite emozioni
e tutto è malinconia.