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(3052)
(392) valentina m
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Cuori di plastica
perle ai porci
memorie mai scolpite
fumi reali su paesaggi immaginati

ma chi é cosciente
non é perduto
é nulla ha mai realmente perso.

(391) Riccardo
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Seduta sul grigio ciglio della strada,ad aspettare altre mani,altre voci,altri demoni
Travestiti da distinti signori,mascherati dai macchinoni dai vetri oscurati
Lasciati avvicinare,creatura,non voglio il tuo mercanteggiato amore
Voglio guardare nei tuoi giovani occhi
Ancora puri,non ancora corrotti
Dal nostro male,da gente perbene,candida fuori,tetra dentro
Voglio sperare
Che il tuo cuore sia anora puro
Ancora chiuso
Dalla miseria che l ha investito
Voglio sperare Che esista qualcuno e qualcosa,piu forte di noi,che ti sostenga,nella tua vita reietta,che non ti lasci sola
Vorrei vederla nei tuoi occhi quell' innocenza da me perduta E se non la vedrò
Non più vivere vorrò

(390) F.01
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Rispondiamo poco ma leggiamo molto.
Grazie a tutti quelli che ci lasciano poesie, riflessioni, critiche, insulti.

(389) Erica T
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Confondo spesso, forse troppo, il sentimento d'amore umano con quello d'affetto.

(388) RdC
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Veleno
Angelo della morte che mi desti l'autentico bacio di Giuda sporgendoti da un treno all'alba dell'ultimo giorno!
Sapendo che poi sarei morta..
Ed io sono morta..maledicendo il giorno in cui ti ho incontrato, il 4 novembre e tutti i giorni che si sono susseguiti tutti, tutti pura menzogna illusione e amarezza!
Tu che vaghi per il mondo femminile e menti, umili, calpesti, offendi e ferisci il cuore delle donne!
Sono morta col cuore stritolato dalla tua ferocia!
Lupo travestito da agnello.
Angelo della morte sono stata una delle tante..
L'ho sempre saputo!
Ora sono morta non puoi più farmi del male!
Angelo della morte torna da dove sei venuto!
L'inferno.
RdC


(387) Alice
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E stanotte mi addormento
con il cuore gelato
di chi spera anche solo per un momento
di essere amato

(386) Dinvisibili
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Raccoglimi nelle tue braccia
Soccorrimi dalle pagine dell’album che ho dimenticato
Come un dissidente
E getta il dado babilonese volteggiando
Sul limite dei tuoi cornicioni di vetro blu.
Forse non colgo più le corrispondenze naturali
Che ci tenevano uniti una volta,
Ma davvero quello che ci rende indinvisibili
Ancora rimane tra di noi.
Non avrò la scioltezza del mio specchio,
Ma non mi sono ancora stufato
Di cercare di assomigliargli
E a te, Nausicaa, in dono piume d’albatro del sud

(385) Ocram
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TERRORE:
È la tua mano sinistra
Che arde di freddo
Poiché già vuota

(384) Riccardo
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I salmoni risalgono la corrente
Li attendono pericoli e fatiche
Ma loro risalgono senza tregua
Invecchieranno repentinamente tra un orso e una cascata
Risalgono nel fiume che gli diede vita
Per darne di nuova
E poi morire
Similmente gli uomini
Eterni Icaro che con ali di cera
Cercano di volare verso un sole dal quale sono fuggiti
Da una grazia che hanno corrotto,
E volano sempre piu su
Sempre piu su
Ma le ali non resisteranno
Troppa luce acceca gli animali notturni.
E il salto che li farà morire
Non darà vita
Ma sconsolazione
Poiché non sono riusciti ad accontentarsi
Dei raggi che il sole manda sulla terra
Del suo calore,del suo amore
Ma hanno cercato di possedere cio che con la forza non si potrà mai avere
Senza dolore non si puo ottenere.
La felicità




(383) G.A.
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La ragione prese il pensiero, lo spezzò e mormorò:
cerca una solitudine uguale alla tua,
Un'anima affetta dallo stesso tormento poiché la solitudine é riflessione,
non privarti di essa...
prese il calice stracolmo di sentimento e aggiunse:
bevetelo insieme,
Attingete dallo stesso bicchiere,
Non labbra sopra labbra,
Ne per unirvi e né per dissetarvi
Non siate assetati e ne affamati,
Comprendete ma non giustificate,
Condividete ma non plasmate..

(382) Dinvisibili
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A Mary, paesaggi all'italiana

Uno di questi giorni, Mary,
Dal buio del mio silenzio
Sono uscito a piedi scalzi
E mani nude
Ma ricolme di saggi conigli, Mary,
Da distribuire come, Mary, fiori.
All'angolo della via
Nei crocicchi, Mary, quelli più luminosi
Ho scoperto di aver scordato
Altrove i miei occhi, Mary.
Forse erano prestati a una banda di ladri
O in affitto per la passeggiata quotidiana
So solo che vedevo ciò che vedevano loro,
Erano alberi morti
E invisibili bambini
Come delfini sulla spiaggia.
Ma tranquilla, tutto ciò si è già disperso
Nei miei ricordi, Mary, di mero passante

(381) G.26
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Nulla di ciò che è scritto passa inosservato.
Per odiarci e per amarci, grazie.
Per contattarci, invitiamo ad utilizzare le mail che trovate in "contatti".

(380) Diddo
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Rosa azzurro verde colora l'attonito Mare
Rimbombando onde al vento
Divenendo corrente
Resta senza tornare
Orlato è il punto dell'incontro con se
Terra raccoglie Sole squagliato
Tempo che è Amore

CIAO

(379) Riccardo
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La felicità é nel dolore e la vita é nella morte
Come una pianta nasciamo
Nutrendoci di sterco
Per diventare rigidi,sfidare il vento
E essere da lui sferzati,sfiancati, sradicati
La vita non é che un lento irrigidirsi,morire
La morte del corpo non una maledizione,un castigo,ma un dono degli dei
Giusta sentenza,che limiti il nostro male,contenga il rimorso,e ponga fine a quei moti segreti del cuore
Che portano i vivi ad amare la miseria e il dolore






(378) Francé
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A te
che hai nutrito la mia vita di dramma
e che tra un mese sparirai.
Attore nel tuo spettacolo
hai preso parte anche al mio
Una parte di me
per sempre tua.



(377) schoenobates
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Noi che viviamo a passo svelto
Frettolosi di arrivare
Ma timorosi del traguardo
Soli sappiamo declamare il mare
Osservare il cielo d’estate
E la luna d’inverno?
Oppure, meglio, crediamo solo le fate
E mai ci mettiamo all’Inferno?
Noi che siamo, come tutti,
Diversi a pugni dalla massa
Amanti dei rivi asciutti
Schifati dalla gente alla cassa
O dagli arroganti colti
Cantori della povertà, della rara bellezza
Delle lacrime, dei rumori, degli amori, dei volti
Di ciò di cui alla gente non gliene sbatte una mazza
Convinti di fare bene
Di dare un servizio
Di svegliare gli animi
Di allontanare il vizio
Conoscendolo meglio.
Ah, l’uomo che passeggia con un libro in mano
La donna che mostra gli alberi e gli uccelli al figlio
Il vecchio seduto sulla panchina, che guarda lontano.
A tanto è servita la metrica,
qualche rima sparsa,
per perdere l’America
e la foglia riarsa?


(376) A lei
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A mia madre che mi ha insegnato ad amare
Ma non ama piú

(375) Greta
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Rumore.

Parole;
in questa vita
solamente parole
d'illusioni,
d'infranti specchi
e concavi, convessi
spogli
come lo sguardo
tra luci spente, intrecciate
nel ghiaccio e nel dolore,
strette ad una fune
rotta
morta,
ma forse ancora
c'è fragore: è Speranza.
G.B.

(374) Dinvisibili
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E
Io
Che
Sono
Sopra
Questi
Leggeri
Pensieri
Possibili
Congetturo
Scorrendoli
Hegelianismi
Cripticissimi
Ideologizzando
Precedentemente
Cannoneggiamenti
Esistenzialistici
Decontestualizzavo
Illusionisticamente
Quadridimensionalità
Interconfessionaliste

(373) Macbeth
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Le mani si stringevano nervose.
Sorrisi di cortesia e Furia animalesca.
Una tempesta in quella stanza
che di corpi nudi è protettrice.
Venere era presente.
Dove sei nato, c'è una torre.
E torreggiavi sopra di me.
Ti godevi il panorama.
Le tue mani
stringevano
il mio collo.
I miei occhi ti scrutavano ansiosi.
Reclamavano la lussuria ritrovata.
Il peccato originale.

Una singolar esplosione.
Ed ecco il dono.
Vidi il futuro.
Parlai in lingue.
(Se solo avessi creduto)

E sentii l'inverno calare sulle mie membra.
Il cuore novello incoronato da spine e le ossa,
Le mie ossa,
Congelarsi.

Avevi reso di freddo marmo quel ragazzo
benedetto dal sale,
benedetto dalla pietra,
benedetto dall'acciaio.