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(3052)
(112) C.02
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"Preludio ad un'alba che stenta a giungere,
dove buio e silenzio avvolgono per sempre
un'anima che non riesce a scorgere più alcuna calma".

mi è piaciuta molto, l'avrei potuta scrivere io così.








(111) Dalila
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Preludio ad un alba che stenta a giungere,
dove buio e silenzio avvolgono per sempre i sensi immergendosi in un corpo oramai vuoto e divenendo compagni di un anima divelta,
che sola e persa
non riesce più a scorgere alcuna vetta.

(110) Dalila
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Stesa a fissare un cielo che non esiste,
persa in un buio che persiste e resiste,
forte insiste un’anima
che non conosce altro che risse
e sola nel suo buio ancora non capisce.

(109) Niccolò
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Svelto il passo, felino lo stile, veloce la camminata
vedo una ragazza: candido il volto, la sua pelle dalla malinconia leopardata.
Mi sfugge tra le frasche dell'essere e i cunicoli di una metropoli incolore,
cerco disperatamente, rantolo fiutando il suo odore.
E’ una caccia feroce, la sua essenza mi è calamita
tra i filari di un campo arato cerco disperatamente la vita.
Cambia scena: nel mare si perde color cobalto,
un pesce che dal fondo schizza con gran salto
si aggira nei meandri delle mie arterie,
non è mai stanco, non va mai in ferie.
e poi ancora in una giungla di emozioni fra alberi color felicità,
il mio cuor si abbandona stanco, a pezzi, a metà
e poi di nuovo nella volta celeste
io il sole, lei la luna, dipinta con la chiara sua veste
danza armoniosa in orbite che ricalcano la sagoma della bellezza,
o satellite bianco vieni a me nella tua pienezza,
non lasciarti sfuggire, lo so, sei ferita,
costruiremo il nostro universo col matrimonio delle nostre dita.


(108) Roaz
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RUDRA

Lambito dalla volta, rudere
antico, berciava lingue e baleni.
Il murale, rameggiato composito
cede respinto
nel silenzio che lo ingegnò.

Padule risanato.

Impeto di fronde osteggia il deva,
diserbo elaborato.

(107) Armando
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M'ammanto nel nudo della mia ingenuità
e spero che tu capisca,
senza sguardi,
senza parole,
che anch'io fragile non sono.


(106) clover
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Interruzione
dell'essere.

(105) M.01
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Sperando che possa essere questa l'ultima volta, chiariamo ancora:

Il Movimento per l'Emancipazione della Poesia non è mai la prima causa di deturpamento di un muro. Attacchiamo le nostre poesie esclusivamente su pareti che sono già state intaccate da altri - con manifesti, tag, ecc.
Ciò che dico si può facilmente constatare dalle foto della Galleria, o da una semplice passeggiata nelle città in cui il MEP è attivo. Ciò che dico non si può confutare.

Aggiungo: quand'anche così non fosse (ma così è.) non ci troveremmo lo stesso nella posizione di doverci giustificare. Abbiamo piena consapevolezza di ciò che facciamo, e sapremmo motivare questo e ben altro.
Ma qua si tratta solo di accuse tendenziose, e così neanche scrollo le spalle, e passo oltre.


( ... Azzelio, ci puoi scommettere! ;) )

(104) Antonella
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Continuate ad impreziosire i nostri muri? Ti piacerebbe ti appiccicassero 20 fogli A4 sul muro di casa tua?

(103) azzelio
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Continuate, vi prego, ad impreziosire i nostri muri.

(102) Stop all'IMBRATTAMENTO selvaggio dei muri
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Poesia non e' in contrapposizione a Civilita'. Ed imbrattare i muri delle citta' e' solo ed esclusivamente INCIVILTA'.

(101) CLOVER
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Se cadi
Ti rialzi
ma ci sono ancora pezzi rotti dimenticati.

(100) 13
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Inrisolto.
Crollo privo di vita
le lacrime cadono
ne sento il singolo colore
distinto nel buio silente.
credevo nel mio mondo,
lo accetto con dolore.


(99) gianlo
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Ansia
Grigio dolore dentro me
Ardente ombra: distruggi
Ogni attimo ti teme.
Tu, silenzio, perche' ruggi?

Ah! Che misera disdetta
Speranza corre in fretta.

Patetica felicita'.




(98) il perfetto sconosciuto
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DEL CANTO DELLA TERRA



Si dice, giunti alle Colonne d’Ercole, che il mare si perda nel cielo. Si crede a volte che la terra sia un seme immaturo e che noi solamente radici, erbacce e che ne discendiamo e ne occultiamo le più acute voluttà. Che il cervello sia bulbo dal quale si diramano gli arti e che calamite ai piedi ci tengano a terra. Si dice inoltre che gli alberi un tempo erravano lungo le vuote lande desolate fertilizzandole. E che i pesci nascevano dal cielo mentre gli uccelli dalle nude rocce delle montagne. Si pensi ad una vela, un’alta e brillante vela in cielo. Veniva issata al sorgere del giorno e percorrendo l’equatore trainata da enormi bestie alate, spariva all'orizzonte al giunger della sera. Capitava spesso di correre fra i giganti che, nonostante la loro velocità, amavano rompere il silenzio rotolando a valle dalle scarpate! E acqua pura nutriva i dolci fiori. Ogni tanto, qualche farfalla attraversava i prati coloriti, tracciando in volo piccole e deliziose circonferenze. Capitava; certo, molto più frequentemente delle grandi migrazioni: in alcune Ere, enormi mammut si scorgevano a Nord; enormi! Si potevano vedere perfino oltre le più alte vette innevate. E le stelle; così lontane dipingevano la notte rendendola meno tetra e più accogliente. Pensa, che ero unico sulla terra, e mai me ne son pentito: a dire il vero, non sono mai stato meglio! Riuscivo a udire il vento, ad assaporare il profumo del tempo come onde che vanno e vengono: onde che scappano per poi tornare. E non desideravo altro che la solitudine. Si dice, che il mondo non sia fatto per ospitare più di una persona. Ed io questo volevo, pura ed eterna pace congedata al silenzio. Alcuna menzogna, alcun rimorso; l’assenza della morale e un requiem di cori e canti all’unisono: la pace. Ma quest’ultima si è dissolta, uomini; e la mortalità, insorge e irrompe nel caos, infangando così la beatitudine. Perché i vostri destini, si crede, siano già scritti sin dalla nascita del mondo, anzi, sin dalla rinascita! E Adamo, giunge invocando il bel canto con arpe e cetre in dono alla feconda Eva mentre vele spiegate tornano a danzare nuovamente nelle corolle dei cieli. Da secoli or sono, uomini, marciano verso l’ignoto,
Ma verso quale destinazione?



Me ne andrò di luogo in luogo correndo,
E nessuna voce potrà fermare il mio sangue
Non ci saran più strade, bordelli e lamie
A fermare questo incanto e tutto sarà pace.

Al culminar del giorno a rimirar lucciole dorate,
Al giunger del giorno fra gli alberi e le nuvole.
Di città mai più traccia! Si nascondon sotto radici
Per sprofondar nella Terra, lasciando profonde cicatrici!



Non vi era altro desiderio, lo giuro! Fossimo nel Mille, brucerei in mezzo a streghe: che allettante impressione! Non desideravo altro che un nuovo ciclo, lo desidereresti anche tu, solo mi capissi. Solo provassi a capirmi. Arriverà il giorno accompagnato da una nuova Guerra! E’ imminente! Non manca molto ormai: già ne cogliamo i frutti. E altre società nasceranno, certo sicuramente meglio di questa, comprendimi: ne faccio parte anch’io! Ma mai me ne son sentito parte. E’ questo che in me suscita la pace. Decisi di non esser nessuno, e mentre vestivo i panni di uno studente classico contro il regime, mentre dialogavo con loro, non potevo far altro che non capire il loro mancato intelletto. E obbiettavo ogni loro parola. Decisi di uscire con persone diverse: dovevo saggiarne il loro genio e posso affermare che pochi meriterebbero la grazia, giunti dinnanzi alle Porte del Creatore! Tanti sperano nel perdono ammirando e riconoscendosi nei grandi eroi del passato: ma quali eroi? In quali eroi! Quelli buoni o cattivi? No, non vi è distinzione. Ma quali eroi. Non esistono gli eroi. Ovviamente tali, non sono tra i pochi amici che forse potrei meritare, visto il mio amato senso della solitudine. Bada, non è una moda ricorrente: tanti le seguono! E tanti ci perdono una vita. Ma il mio è istinto; vocazione! Forse penserai che la mia sia una malata natura; sarebbe interessante presentarmi come tale alla gente. Magari cercherebbero di capirmi, una volta tanto! Resta il fatto, che pur essendo così severo e oggettivo, serbo una parte del mio cuore per le persone a me più care! E quel che conta, è che alla fine di tutto me ne andrò via di scena con loro quando sarà il momento, per correre tra i giganti e a inseguire le farfalle ai prati.



Se sulla Terra non vi è posto per più di una persona,
Quante vite sognano di salpare oltre i Porti a Ovest?
Facciamoci un po’ stretti, non andate!
C’è una festa sotto la vecchia quercia: vi prego, entrate!




Così nasce una Terra per pochi! Non uno, non molti. Ma l’aria non si fa più soffocante di un tempo! Ella infatti, è ancora libera e incontaminata di menzogne! Devi sapere, che ogni vostra bugia pronunciata, inquina l’aria e uccide un animale o un vegetale; insomma, una qualsiasi specie vivente su questa Terra! Ma la Terra di cui ti parlo io non vive ancora queste faccende mortali! Devi pensare a un gruppo di persone che imparano a vivere con la natura, e che i loro sensi diventano un tutt’uno con essa: dovrebbero esserci scritte queste cose su qualche manuale dimenticato in qualche scaffale di una qualunque biblioteca sepolta sotto il cemento e l’arroganza di questa vostra società! Libri che parlano dell’arte della comunicazione, l’arte dell’espressione, delle emozioni! E dei legami naturali che ci legano alla Terra stessa! Ma forse mi prenderai per matto anche per questo, visto che oggi per comunicare i sentimenti si utilizzano sostanze stupefacenti! E l’amabile vergogna viene superata dall’irrefrenabile senso di ubriachezza: è l’ebbrezza stessa che ci spinge a far ciò che comunemente non faremmo o meglio, faremmo mal volentieri! Comunque, resta il fatto, che la vostra società non mi soddisfa affatto! Dove sono finiti i Re e le Regine, i cortei e i musici che aprivano le danze con flauti e liuti al loro passare? La vostra libertà non concede queste scempiaggini certo, ma com’è che invece si riscontrano quotidianamente tali manifestazioni un po’ più Pop e un po’ meno all’antica? Sono convinto, che la vostra esaltazione alla razionalità sia anzi, è, solo menzogna: sfugge un controllo e un equilibrio sociale che determina tanta diversità nelle persone oggi! Io ne sono esempio lampante! Ma quanti altri matti come me complottano contro questa società? Io credo, che dove c’è la Libertà, quella vostra intendo, quella che porta all’individualismo, non c’è Giustizia, quella vera! E così, dopo che la vita sociale è divenuta il pilastro sul quale si fonda uno Stato oggi, le vostre libertà che malamente vi attribuite vi permettono di partecipare o meno alla vita sociale stessa, contribuendo così alla degenerazione di questa società che è già alquanto subdola e oziosa! Che bel paradosso sociale! Poveri Re, Regine, Cardinali e Imperatori!



Ultimamente accade in molte visioni: vedo un coniglio, un cinghiale
Due lepri; vedo tre, no, quattro caprioli e un grande faggio con grosse Radici.
Sotto di esse troverò riparo, vorrei rimaner un poco soltanto
E addormentarmi sotto il rumore della pioggia, lontano dai vostri Sguardi.

Poi svegliandoti, ti accorgi che forse il mondo sta cambiando; e i fiori Colorano i prati
Nonostante la grandine d’estate.
Non ricordo quando, ma mi venne di restarci qui, in questo caos
Per muovermi veloce e assistere al cambiamento.

Quale compito dunque, abbandonate radici famigliari, attribuirmi?
Potrei fingermi tale uguale agli altri, ma difficilmente compirei la mia Parte.
Forse, potrei scostarmi da tutti, e nel scrivere trovar pace;
E infine andarmene, lontano, dove nessuno possa più sentire la mia Voce.



Capisci ora? Questa società avrà solo e sempre bisogno di riferimenti che vanno a definirsi come miti, eroi. Ripeto, non possono esistere esseri alcuni dotati di tale indole! E’ solo convinzione che deve entrare nelle coscienze e dilagare in questo caos! Potremmo esserlo io e te assieme, potrebbe esserlo chiunque! Ecco perché dunque, questa società non sarà mai libera! Liberarsi da se stessi, dalle proprie convinzioni! Poeta era chi si destava dagli altri per caratteristiche che lo rendevano unico: affinate e perfette doti rese diaboliche grazie al pensiero Vero! Nulla di che! E oggi? Assisto ancora a gente in mezzo a voi che acclama il suo sposalizio con l’arte, abbracciandola, innamorandosene credendosi così artista: niente di più ingenuo e banale! La realtà, perfetto sconosciuto, è che tutti siamo capaci di ascoltare anche il lato più nascosto del nostro Essere; e la nostra forza, sta nell’esternalizzare questo. Ascoltate! Vi è difficile comprendere? Una volta tanto, capite? Se vi riesce, allora, forse un giorno nuove forme di vita potranno nascere, e la Redenzione colmerà riempiendo di purezza le generazioni prossime! L’eredità genetica, quella naturale, non è mai affar buono, per chi si desta da ogni causa e crede, come me, che non si debba nascere condizionati: Eva, Adamo siate maledetti! E io mi dico, che forse, non può esser difficile trovar rimedio.



Date parola al vento, al canto della terra, al sussurrare delle onde.
Date parola ai muti, perché sorde le vostre orecchie.
Dove sono finite le gesta, gli araldi, al passare dei principi dalle Sfarzose vesti.
Tutto è andato perduto.

Le nostre coscienze, dissipate in polvere ora portate a largo dalle Brezze.
Dal vento, si!
Date ora parola al vento, al canto della terra, al sussurrare delle onde.
Ammirate ciò che vedono i ciechi, nulla di più puro e perfetto della Luce.
Date parola ai muti, perché da sempre sorde le vostre orecchie.
Troppo a lungo ci siamo dimenticati della verità, soggiogati Dall'irrefrenabile
desiderio del sapere. Lasciamoci da parte il mito di una società Progressista.
Chi vogliamo ingannare: tutto è andato perduto.

Chiedetelo al vento, date parola al vento! E al canto della terra, al Sussurrare delle onde.



Perché da secoli or sono,
Uomini,
Marciano verso l’ignoto.
Ma verso quale destinazione?


(97) F.01
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Scopri di avere tante visite quando la gente inizia a spammarti sul sito le pubblicità nonostante il captcha.
Grazie a tutti di aver lasciato un messaggio (tranne che agli spammatori professionisti).

(96) lorenza
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(95) Daniel
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Quest'estate, durante un breve soggiorno a Firenze, ho trovato - e fotografato - alcune delle poesie del vostro movimento, appese ai muri. Le ho volute fotografare per poi, una volta a casa, rileggerle con calma. E devo dire che alcune sono molto belle.

Complimenti per quello che fate, ce n'è bisogno.

(94) MEP
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Francesca - In effetti è da tempo che progettiamo di realizzare una piccola antologia del Movimento, ma per varie ragioni abbiamo finora procrastinato. Non è affatto improbabile, però, che ci adopereremo presto, purché si riesca a farlo alle nostre condizioni (su tutto, il fatto che venga distribuita gratuitamente). Ci hai lasciato la tua mail: al momento giusto ti avviseremo senz'altro!

Nunzia - Certamente! Le poesie degli autori del MEP sono depositate sotto Creative Commons, cosicché chiunque è libero di riproporle ovunque senza pagare diritti e senza doverci chiedere il permesso. Tuttavia grazie per averci usato questa attenzione.

Francesca, Litzs, Bet - :)

(93) Nunzia
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Ho trovato 2 poesie di G.04 che mi rispecchiano in pieno e vorrei postarle in FB in stretta attinenza con un evento/argomento. Posso farlo ? Grazie mille.