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(3052)
(2472) Jo
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La collissione dei pensieri fa vibrare le mie membra
I pori si dilatano
Le estremità delle dita si elettrificano
Le pupille aperte annebbiano il contorno di ogni esistere
L'abbozzo di un timido saluto estrae dal covo la lingua e la parola
Un momento mi libera dallo sforzo nell'essere percepita
Istante fulmineo prima che il buio torni a contaminare ogni cosa
Preludio a vivere o a morire?

(2471) Anon
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La poesia é emozione
Poetare richiede emozione

Emozione piú poetica non trovo
Se non quella che spinge l'uomo
A trovare conforto nel nero
Sul bianco di un foglio

Lascia testimonianza
Di quel sentimento intenso
Che fragile soffoca
Di quel fuoco che tutto brucia
Ma che presto muore

Un fiore nella notte del deserto
A cui stelle morte fanno compagnia
Con la eco della propria esistenza.

#anon

(2470) Phil
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Tra il dire e il fare
sei tu
l'ago della bilancia.

(2469) Cucciolotta
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Ballo sul filo del rasoio
Che l’amore è una danza infuriata
Balla con me stasera
Come se non c’è ne fossero più
di notti piovose così
Balla con me sul filo
Che il brivido ci percuoterà in eterno

(2468) arcogante
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estinguersi

soprattutto questo
soprattutto ora

ora che ti sei bruciata incontrandomi

eppure

eppure
c'era un equilibrio triste fra noi

eppure
c'eri
c'eravamo
ricordavamo

apparivamo

fantasmi di noi
che si baciano

accecandosi
dovunque
di lontananze
mai disinfettate



(2467) E
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Ho lanciato la tristezza nel fiume
Sono fradicio delle mie parole
Ho freddo ma sono contento
Ora respiro
Non ci si nasconde dal vento

(2466) Ax
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Vorrei sapere tutto di te: come passi i tuoi fine settimana? Vai a trovare la tua famiglia? Torni al tuo paese? Dove pranzi di solito?...
ma non ho il coraggio di chiedertelo e il poco che so di te me lo faccio bastare, anche perché mi è sembrato di capire che non vuoi; ricordo ancora quando dissi ad Andrea chissà perché lui è qui e lei è altrove e tu:" SHHH!" e hai ragione non sono affari nostri. Intanto c'è lui (un amico), a casa, che mi abbraccia anche di fronte al fidanzato.

(2465) E
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il nostro Amore
si è perso per strada
non ha fatto il biglietto
sono stati ancora quegli stronzi di Trenitalia
a farlo scendere a Reggio.

(2464) Giovanni
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Può la poesia portare miglioramenti nella vita quotidiana, soprattutto in città? Quante persone si soffermeranno soltanto a leggere o rifletteranno veramente sul senso reale e concreto di quelle parole? Ognuno di noi, se vuole, ha dei versi dentro di sè. Credo che più che le rime la gente cerchi parole che risveglino le coscienze assopite. La quotidianità ci schiaccia e stiamo perdendo di vista il nostro lato umano. Le difficoltà di ogni giorno e le nostre piccole mancanze ci fanno ripiegare su noi stessi. Il dialogo può scaturire anche da una semplice "provocazione verbale"

(2463) Elyson
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Mi hai trovata
sotto cumuli di tristezza e rancore
E sei rimasta

(2462) Veronica
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Sono stesa nel letto
E sto ascoltando xxxtentacion
Scrivendoti dei versi
Che ho immaginato far danzare sul margine di quell’orizzonte infuocato
Al tramonto
Qualche ora fa
E chiedendoti un bacio
Sul pendio ricurvo delle tue labbra
Che non sono mai state
Veramente mie

(2461) Giorgia
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Blu.

A volte
penso che tu sia blu
un blu intenso, che si espande e che straborda
dai confini in cui è costretto.

A volte
identifico il blu come
qualcosa dentro di te
estraneo,
a volte tu sei bu
e il blu ha il tuo colore.

Quando sei triste
quando pensi al passato
il tuo blu è il blu delle nuvole,
il blu dell'aria prima del temporale.

E quando sei felice
tu non sei verde
non sei giallo non sei arancione
ma sei azzurro,
come un cielo estivo
senza nuvole.

(2460) Scp
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Mentre sento le tue parole
mi entra il freddo nelle ossa
riusciremo ad innalzarci
da questa comoda banalità?

(2459) Fabio
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Oggi,
tu ed io,
viviamo a noi stessi,
frammento di una società
che ha appreso a vivere semplice,
per dire meglio, facile,
nel gioco forza del tutto e del subito,
coniugando scorie di consumismo
a regole di comunicabilità.
Aderire all’idea in cui abitiamo
non significa nulla, di per sé,
oltre al fatto serioso di
dover sottostare alle leggi che la
stratificano in vari democratizzati domini.
Una schiaccia confini,
un trattore dai comandi mai uguali
ma davvero ben costituiti.
Adesso vieni, però,
estremità della parola che
trabocca nelle labbra di chi non sa parlare.
Ed il tacere si fa luce, la luce si fa corpo,
il corpo diviene gente.
La stessa che mal comprende
in modo in cui stiamo morendo,
con abbondanza e inciviltà.
Medaglia al valore occlusa.
Insomma, o facciamo luce,
o sorridiamo a un altro giorno
d’abbondante stupidità.


(2458) Retermist
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A quell’Alessandro potente
Che solcò le pianure profonde,
Uccisore di amici e nemici;
E che si fermò sopra un fiume lontano
Credendo d’aver vinto il mondo tutto:

Ma tutto era oltre quel fiume.


(2457) Retermist
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C'è al mondo una certa felicità
Noncurante della fine e allucinata;
E stupenda in ciascuna sua parte,
Incanto dolce nato in un mondo di morte.

Poesia dell'occhio varicolore;
Vedi il mondo dietro il nostro mondo,
E se non c'è null'altro vedi il nulla
E le figure cieche che lo popolano.

Infinita è la via da svelare, la terra, tu solo,
Mille bicchieri berremo stasera, e tu
Trova fra morte la vita;
Tu trova fra tutta la morte la vita.


(2456) Retermist
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Sono piccolo e vedo quel che è grande,
Una foglia solamente di sequoia;
Sono un nulla per l'uomo del futuro
Che con le idee ha fatto pieno il mondo.
Ma se penso alle terre sconosciute in Andromeda
Non sono come te ma un larice lontano
Che siede alla fine del mondo coi rami nel cielo,
E attorno al suo tronco si avvolgono
In silenzio mille secoli di stelle.


(2455) Retermist
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Voi non foste mai. Però voi foste,
State per metà nella fuliggine sorda.
Fosti tu il cannone, tu l'arma leggera
Tuoi gli occhi vuoti della maschera:
Rimane nell'elmo ancora un poco
Il tuo pensiero. Vedeste la guerra
E moriste: e qualcuno lo voleva,
Qualcuno vi uccise col fuoco delle bombe.

Questo voi perdeste, io per questo vi prometto:

Noi non vedremo mai la guerra,
Non vogliamo il fuoco delle bombe;
Noi non vedremo la faccia di chi muore,
Non uccideremo mai nessuno.

(2454) Sebastiano Inturri
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E chissà
Se splendi ancora
Come il sorriso del sole

(2453) Lux
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Vivo in un cimitero
e non ne posso uscire.

Quel senso di triste abbandono
che mi avvolge e toglie la vista
e ogni voglia di correre via.

Qua non sto bene, né voglio, né posso,
quindi non perdere tempo cercando
con le tue parole di consolarmi;
mi basta aspettare che riesca
di nuovo a soffocare tutto ciò