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(3052)
(2412) Ale
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Ogni
volta che...

(2411) Jacopo
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Il tuo sguardo
Un terremoto
Che riduce
in minuscoli frammenti
L’immensità
del mio intimo spazio

(2410) Jacopo
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Il tuo sguardo
Un terremoto
Che riduce
in minuscolo frammenti
L’immensità
del mio intimo spazio

(2409) Fer
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Mi piacerebbe leggerti,
poche righe su un foglio nero,
qui.

(2408) Nico
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Ci incontreremo all'alba di un gelido giorno invernale,
le strade ghiacciate mi ostacoleranno ma non mi impediranno di vederti;
al nostro punto di incontro arriverò prima io e
ti aspetterò con ansia,
come si aspetta un sogno che sembra si stia avverando.
Mi farai domande a cui io saprò rispondere a stento o vedrò solo quei casi eccezionali per te scontati o addirittura errati.
Ci incontreremo all'alba di un gelido giorno invernale, la nebbia della città non mi farà vedere cosa ci sia oltre un chilometro ma lo posso immaginare,
quella tua amica mi tartasserà di domande ed io, ad ognuna di esse, risponderò: "dipende..." oppure semplicemente "no", non ci saranno risposte affermative, alla fine mi dirà, di nuovo,: "ops! Le ho abbassato l'autostima"
ma perché quando l'ha vista alta?
Ormai ci ho fatto l'abitudine, l'ha già fatto tre volte, l'ultima volta pensavo davvero di non incontrarla e invece appena la vidi mi crollò il mondo addosso.
Ci incontreremo all'alba di un gelido giorno invernale, la neve si appoggerà delicatamente su ogni punto della città ricoprendolo col suo bianco candore, io terrò sempre lo sguardo abbassato evitando il tuo, in lontananza un tipo farà il mio nome, peccato non è la tua voce, tu lo conosci io non molto, mi urlerà contro, mi aiuterà ma io nel panico non me ne accorgerò, alla fine tu mi allungherai la mano per stringermela... io no, perché volevo un tuo abbraccio.
Ci incontreremo all'alba di un gelido giorno invernale...
ah no! Non ci incontreremo perché forse tu sei solo un frutto della mia immaginazione ma sembri così ver come posso sapere se sei reale o solo un'allucinazione?
Chiedo a qualcuno se vede il mio stesso numero di persone?
No, mi limiterò a sognare che tu esista davvero.

(2407) Chiara
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Sulla risaia desolata
pulsava un ricordo.
Tu Ballavi sola,
persa nei baratri del tempo,
Tra il tutto e il niente
nel tremore monotono
un amore di gemiti rubati.


(2406) Tregi
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AUTORITRATTO ONESTO

Spumeggiante e spensierato,
sereno e solare,
schietto e su di giri,
scusa
devi aver sbagliato persona

(2405) El25
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Chi sono?
Sono lacrima che riga il viso, sono volto contratto dal dolore, sono lunghi e pesanti respiri di stanchezza, sono singhiozzi: incontrollabili, forti, tremolanti. Sono urla, sono incomprensibili momenti di pazzia. Sono secondo, attimo: indefinito. Sono materia, sono mutamenti: impercettibili, invisibili. Paura. Occhi che tremano. Pensieri che crescono.
Sono anche grandi sorrisi, sobbalzi di cuore, contrazioni di sangue, amore, sudore, nausea; risate: risate spensierate, soffocate, non notate. Sono acqua, limpida, sporca; sono foglia, in autunno appassita, morta, viva; albero. Sono movimento e staticità, dolore ed allegria, debolezza e forza.
Io sono.

(2404) Iole
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Sull'orlo dell'Empire,
il perpetuo e inconsueto battito
dell'organ colpevole;
il dolce canto di usignoli
ma profondamente corvi neri.
Sull'orlo dell'Empire,
brezza leggera mi spoglia
delle foglie secche ormai remote,
come d'autunno un arbusto,
ripone fermezza nelle sole radici.
A quattrocentoquarantatre metri dal triste reale
dall'Empire cado,
dell'Empire volo
..nel vuoto che ho dentro





(2403) Fabio
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Anatomia d’una sinapsi

Tu che m’hai rubato al cuore il morso dell’anima. Tu.
Detestati, detestati. E non accludere,
in vane geometrie mnemoniche,
la succube speranza di chi vivi sentimenti,
per ciò che un tempo fosti, nutre ancora.
S’intimorisce, forse, l’intelletto,
dinanzi al banchetto delle piacevoli ammirazioni?
E se anche così fosse, ammonisciti. Sarò sempre io,
occhio che adesso si fa lanterna senza olio,
come la vergine smemorata,
a ritrarmi nello sdoppiato paroliere
per depauperarti dai tuoi simili e dissimili,
pensiero contro latrato, astro del tuo disastro innato,
forsennato, seduto nella bocca che morde ancora,
quell’animo spregiudicato, estremo commensale
sul petto indottrinato dall’eccipiente diluente
nel grand’angolo dell’atavico e dell’estatico.
E bagna questa lacrima di volto in volto
sicché arda, lungimirante, nei verdetti della
gabbia ormai zuppa di mercurio che insabbia,
anatomia d’una sinapsi che tesse la meraviglia
dell’ormai dimenticata sorte, angoscia, nella
notte più evaporata del giusto e del torto.
Oh! Che la matematica dell’alba l’errore aberri
e chi fu in io, l’io di chi fui, germinando, plachi
la potenza generante male e bene, bene e male,
sino alla stirpe logica che asciugherà le grandi piaghe.

~

(2402) Masaniello
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Povera Lurida,
zoccola senza ritegno.
Ad averti qui ora non saprei se tirarti uno schiaffo o venirti in faccia, Porca.

(2401) oCc
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Il silenzio
mi diceva
di urlare

(2400) Chris
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A ZAMPA D'ELEFANTE
"Settembre ci porterà via con sé"
Risuona con veemenza quella canzone
nella mia mente,
mentre i ricordi
si impegnano a volar via
con inquietante leggerezza
in una ventosa giornata di metà maggio.
In una presa sempre più stretta alla gola
rivedo:
la camicia a righe color blu notte
appena spuntata
i suoi classici pantaloni a zampa d'elefante
e le scarpe
un paio di converse bianche, credo;
l'ultimo mano nella mano
finché il mare non è ormai vicino.
C'è il sole di magio, però sento
il freddo incostante di marzo
e sembra una frase fatta
non per me,
che ho sempre le mani sudaticce dall'imbarazzo.
Sotto la giacca a vento tremo
e non ripara nemmeno da una singola frase. Nessuna.
Ed ecco che tutto si riaccende
improvvisamente come una miccia,
nella gabbia che mi son costruito,
a dettare incurante
il peso delle parole.
Ricordo totale, ricordo nullo:
si tramuta nello struggimento, la fine,
dissolvendosi in una logorante attesa
di un treno in partenza
che spazza via
l'unica salvezza divina
a cui mi son aggrappato,
in cui ho sperato e creduto per un giorno:
l'amore.


(2399) Chris
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CREPUSCOLO SULL'ADRIATICO
Ci sono giorni così estenuanti
nei quali si palese disarmante
la malinconia del mare d'estate:
tutt'intorno è un film muto
non si percepiscono i ragazzi sorridenti,
intenti a fumarsi la gioventù
né le ragazze dai colori così mediterranei
con i loro bikini tanto attillati
a rimarcare la caducità del tempo;
men che meno si avvistano i gabbiani
padroni dei cieli tersi di fine luglio.
Non si odono i propri amici
che lasciano il destino di un paio di birre
nelle mani di una partita a burraco.
Sul viso, il compagno maestrale
soffia ferocemente,
trasforma in surreale consapevolezza
i pensieri in tempi mai vissuti
idealmente giusti, ma mai realmente esistiti;
son le fattezze di una sensazione che si fa carne e sangue
grida sordamente di non aver amato meglio,
né prima né dopo.
Ci s'immagina un futuro,
quanto mai remoto ormai,
che si inabissa
nella malinconia dell'Adriatico d'estate:
"dove e con chi vorresti,davvero, essere adesso?"
Crepuscolo.

(2398) Chris
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FRAMMENTO
Se solo avesse senso dirselo e
rendendolo pulsante
non perdesse la sua interezza,
allora lo confesserei anche che:
fra tutte le cicatrici più profonde,
i timori repressi e non combattuti
e la costante difficoltà
nel rifugiarmi nella nostalgia,
in un qualsiasi ricordo,
rimani ancora l'unico periodo felice
che ho la perseveranza di affrontare. Ogni volta.
Con tutte le residue forze,
durante la notte
quando tutto t'accarezza e
si rende tollerabile.
In un finale non scritto
che s'infrange frammentario
con il richiamo del mattino.

(2397) Rino
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Perché non creare una sorta di newsletter con una poesia al giorno?

(2396) Febe
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Intanto le parole scorrono da sole
intanto le persone cambiano opinione
intanto fuori piove
intanto io ti vedo,
nella mia versione
ah, ma intanto tu sei altrove, ah
facevo fra me e me una riflessione
intanto
e intanto cambierà la luce nel salone
intanto asciugheranno pure i panni sul balcone
intanto sempre intanto cadremo in tentazione
ah, ma tu la senti o no quest'emozione?
Intanto ho avuto proprio come l'impressione
che sta dentro una canzone

(2395) Maddalena
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Le tue fossette
Prese elettriche del buonumore.

(2394) Margherita
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Toast
Tolgo il contorno bruciacchiato
sperando che si alleggerisca
ma scivola giù
percorre comunque l’esofago
arriva comunque a destinazione
mi chiedo allora che senso abbia
buttare via anche i miei di limiti
come croste di pane
fingendo di ignorarne il peso


(2393) M.
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Avrei preferito me lo dicessi tu
che i tuoi sogni si stanno realizzando,
che sei cresciuto,
che sei lontano,
(e sappiamo entrambi quanto ti manchi Casa)
che ogni giorno è un una sfida con te stesso,
che ora siamo distanti.

Io ti avrei detto solo che sono orgogliosa di te.