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(3052)
(2392) Paul
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Ho messo gli occhiali da sole
per guardarti andar via di nascosto
e nascondere gli occhi lucidi
mentre di notte ancora ti sogno,
solo lì posso raggiungerti,
nella realtà,invece, ogni qual volta cerco di avvicinarmi, ad ogni mio passo tu ne fai due nella mia stessa direzione, nel mio stesso verso.

(2391) S.
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Mi sento incompleta. Pensavo di avere tutto, invece mi scopro priva di ogni cosa.
Il tuo affetto e le tue attenzioni mi scaldavano, ti sei infiltrata dentro di me,
tra le mie debolezze.
Ma mi hai tradito, mi hai masticato per poi
sputarmi via quando non avevo più sapore.
Mi pento solo di non aver aperto prima gli occhi, ma per una cosa ti ringrazio. Mi hai fatto chi
non vorrei mai essere. Te.

(2390) Leo
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Nell'incertezza tra il falso ed il vero
dovrei approfondire quello che non so

(2389) Fabio
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Cielo contro,
orge di luci e aria,
ombre...

Le mura di Roma.

Non le dilava
la cupidigia della pioggia,
né i fremiti della sorte.

Per noi s’avviva
in mista essenza
un orizzonte rinverdito
dalla presaga presenza.

Un giorno capirò
l’arte in arte alla natura
e turberò il mio vanto
dal guardare ancora l’oltre.

S’impettisce di presente l’ora,
la più bruna,
mentre settembre la disfiora,
l’ammalia e d’un tratto tutto brucia,
l’improvvida saetta si consuma.

Non cercarmi dentro,
in petto al sole l’ombra si sfama
d’aria e luce,
in quest’orgia ottenebrata
dove posa lo stanco seno la bella Roma.

Cielo contro.

Non cercarmi fuori,
il volo ancora mi è pesante
in tale azzurrità,
imbucate a strapiombo
pongono l’essere alla risalita.

Una pace traccia, della carne,
la sua polverizzante vita,
quand’ormai s’invaghisce l’attimo
e tutto ridiventa piatto,
con la fine della sera tonda.

Un gregge di catastrofi
pascola sopra le proprie macerie,
transumanza del mese che si colma
in un viaggio che prevede un’unica morte
di là del mare verde, ove sempre soli si sosta.

~

(2388) retermist
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A Rupi Kaur


Tengo in disprezzo la tua parola
Fatta di mille fogli accartocciati,
D'ossa incollate fra di loro a forza,
Pensieri obbligati, di atteggiamento:
Sei sorda alla sabbia roca? Sorda
Al violento sole e ai suoi raggi a migliaia
Che ogni istante senza poesia ci parla?
Parlami piuttosto, voglio sentire
Delle pareti ripide dell'uomo
Che decide con mano veloce,
Del cristallo di spettro negli occhi
Del fuggitivo, la notte: e la città
Gli sta di fianco, zitta, e teme. E cosa poi
Di onde lontane su Saturno,
Del labbro ghiacciato su comete profonde, dimmi
Dello spazio che separa gli umani
E di cosa sta vicino al tuo cuore.
È folle, il mondo varicolore
Vasto mondo questo nostro da esplorare,
Intero e tu che, ferma qui, non dici nulla.


(2387) retermist
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Cosa capite, se vi è sembrato
Di vedere in questo inchiostro un egoista
Uno scemo borioso montato, che si crede
Che dice a tutti gli altri come fare.
Il vero è che non ho mai pensato
Scrivendo di vantarmi, ma a dire il vero;
Non ho mai pensato di me stesso solo
Ma di tutti: e se vi parlo
Con parole forti, penso alla forza
Di ognuno, e se di noia o di dolore
O dei miei amori, penso a quelli vostri
E certo al mio: che è come quelli vostri.

(2386) retermist
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Che cos'era ieri e cos'è domani?
Sta la morte di fianco alla vita!
Le cose che pensi soltanto,
Le cose che penso, dove stanno?

Mare e metallo, una barca passa
In lontananza, ed è lenta:
Un porto alla destra, ed oltre
Un altro, e poi un altro ancora,
E una spiaggia ancora, ed altra gente:
Un'altra barca passa, un'altra ancora

Che cos'era ieri e cos'è domani?
Sta la morte di fianco alla vita!
Le cose che pensi soltanto,
Le cose che penso, dove stanno?


(2385) retermist
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Ho perso tutte le forze,
Tutti i colori del cielo. Non penso
Più, e quello che mi dici sono io,
Quello che vedo che succede


(2384) retermist
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Sono umani tutti i volti
Aperti chiusi pensanti o rivolti
Al firmamento o alla terra
O al lavoro che ricopre le giornate
Lente, d'estate. E aggiungo
Sono umani i colori tutti ed il linguaggio
Ogni linguaggio, anche quello
Degli animali boschivi nella notte;
Così sono umane le grandi ali
Sopra le nuvole, e le scritte
Su carta ma ugualmente sulla pelle,
Le bandiere rosse e i baci
Del medesimo colore ed il web
E i giochi online e tutte le arti.
Perfino i ladri sono umani,
i poveri, chi attende il tempo nuovo;
Però non sono umani i leghisti, loro
Sono molluschi spiaccicati al caldo
Sopra cui ha cagato un delfino:
Nessuno li vuole.


(2383) retermist
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Noi non vedremo mai la guerra
Non vogliamo il fuoco delle bombe;
Noi non vedremo la faccia di chi muore,
Non uccideremo mai nessuno.

(2382) retermist
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Sulla tua faccia soffia un vento forte:
Che cosa vuole dire se non morte?
Che cosa vuole dire se non occhi spenti
Se non occhi che persero il colore che era loro?

Mille volti respirano il fango
Sulla terra rugata di orme:
Che cosa vuol dire per chi dorme
Ora, se non che ora è giunto il tempo?

(2381) Riccardo
0
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Irraggiamento


Tu sei
il selciato di lastre
di Piazza Maggiore
d'una notte di luglio
dove io mi
abbandono
al clamore di astri
in subbuglio, mentre tu
perseveri a scottare

(2380) Valeria
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Ci serve una poesia
Nel cuore che tace
Ci serve una poesia
Per il dolore
Spenta brace
La poesia che chiama a se
L'ultima nostalgia
Di ciò che muto in noi
Giace

(2379) C19
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Atterrita nel buio
Aspettando il domani
Aspettando la svolta
Aspettando, aspettando.
Lo senti nell'aria quel lieve sospiro?!
Tranquilla
domani è vicino.

(2378) Gaia Ferrara
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il cielo è rosa
il sole scende
noi due sul tetto di questa stramba casa
nessun rumore
a parte qualche canzone nel tuo telefono un po’ rotto
spegni la sigaretta
e con fare bambinesco ti preoccupi che nessuno ti veda lanciarla
l’eco del mare in lontananza


(2377) C19
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Seduta
Sullo scoglio della tua ostinazione,
vedo lontano l'uscita.
Libera dal tuo rosso furore.
Ora.
Ma col gelo nel cuore.

(2376) C19
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La sento
calda
la tua mano sulla gota.
La sento
Avida
di pelle e lacrime.
La sento mentre lascia il rosso solco di un amore che soffrire più non posso.

(2375) Roberto
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La mente é una bestia insaziabile,
mente alla ragione,
mentre si nutre della sua dimensione,
labile é il ricordo di una realtá instabile.

Mi convinco, ci provo,
sfilando come un velluto questa astrusitá,
percepisco il vuoto,
la piú grande illusione del genere ''Homo''

(2374) Roberto
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Come scogli sfiorati dalle onde,
nitido e preciso,
ti accarezzo il viso.

lumeggia la tua chioma infinita,
fiori fra le fronde,
un inno alla vita;
un brindisi alla morte.


(2373) Francesco
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Litigio

Come dopo un temporale
che c'è quello strano momento
in cui tutto è calmo
c'è qualche raggio di sole
e l'odore della pioggia
e l'arcobaleno.
La parte che preferisco è sicuramente questa