I tuoi vent’anni, ragazza,
non hanno niente dei miei –
il che non è male, dopotutto, per te.
Da fumare? Sì, tieni.
Va bene, ti offro un caffè,
e ti ascolto parlare.

E voilà tutti i tuoi cristallini pensieri,
tutto ciò che hai da dire,
frasi fatte, minuzie,
sciocchezzuole da niente,
a me,
che contengo universi.

Non va e lo capisci.
Questo almeno, io penso.
Nervosa ritiri, ti aggiri alle mura,
cerchi un varco che c’è, ma non trovi.

Ora è tardi, hai da fare?
Io nemmeno ma vado.
Il tuo sguardo non curo,
mentre questo ho per te:
un tranquillo rifiuto,
un sorriso posato,
un gesto
di onesto commiato.