Giacciono
accatastati in garage
solitari frammenti
di vita
ormai senza padrone.
La casa
ora smantellata,
sussurra antiche storie
di figli
figli di figli
nonni
nipoti
regali sotto l’albero
e ginocchia sbucciate.
Tacciono gli armadi
custodi di segreti
e odori
che non sono più.
Solo il giardino
continua a germogliare,
invano infatti
la rigogliosa salvia
attende paziente
il suo custode.
Cade a terra
il secco melograno
piange
consapevole di
quant’è crudele
e inevitabile
il non essere.