Di che processi parlate?
Dei nostri?
Delle domande insistenti
per raggiungere la piega dolente
Voi lo dite
chi siamo
Noi non parliamo e ci schiaffeggiate

Di che calvari parlate?
Dei nostri?
A camminare la sera
con pezzi di legno spinoso
verso la vetta di un monte

Di che crocifissi parlate?
Di noi?
Ancorati a croci di sofferenza
con chiodi di mancata accettazione
e poi impauriti a morire
col fiele sulle labbra
e di colpo
il capo chinato a spirare

Di quale compassione parlate?
Di quella per noi?
Delle nostre Marie sotto le croci
a pregare
a piangere
dei Giuseppe d’Arimatea
che le raccolgono
delle tre donne
a pulire i nostri corpi di sangue

Di che speranza parlate?
Ve ne riempite le labbra
e non la bocca
che non emette suono
se non di sentenza

Tre giorni passeranno
e le pietre dei sepolcri si sposteranno
nuove vesti bianche
per noi che non siamo cenere
a voi che c’avevate accerchiato.