Pensieri di una cameriera

E se questi vetri fragili tra le mie mani fossero piccoli corpi da accudire?

E lo scaleo una rampa per toccare la luna? 

E la pellicola sugli avanzi, protettrice delle cose preziose? 

E l’argenteria da lucidare, delicato stupore

E se l’acqua bollente in cui naufragano i bicchieri scrostasse anche il dolore dal mio cuore?

E il mio tempo? Se il mio tempo fosse in fondo alla vaschetta della cera? buco nero su ceramica bianca dove cade la cenere?