Entro e ritrovo il tuo corpo cupo

che porti muta e con passi pesanti,

e la noia di sguardi e parole.

 

La mia noia divina

oscilla su abbandono e solitudine,

dove affonda la luce.

 

Vorresti essere altrove; io altrove ci sono:

ogni giorno tocca tessere la tela dei propri luoghi.