Io preferisco la morte.

 

Volevo capire

cosa vi fa godere,

che verità

vi posso vendere,

com’è contaminato il vostro desiderio.

 

Volevo

che mi dicessi

l’oscenità del tuo tacere,

come nascondi la menzogna.

 

Io preferisco la morte.

 

Non ci è dato di ricevere senza prostituirsi

(fresche fanciulle e loschi camerieri)

nessuno è fresco né losco

sfondo allo stesso stessino di turisti inebetiti di caldo,

sindrome di Stendhal senza polase,

auto-tossicodipendenza da oblivio.

 

Io preferisco la morte.

 

C’è mai stato qualcuno che avesse solo paura

che solo volesse uccidere, senza piangere,

senz’aspettarsi di essere guardato.

 

Io preferisco la morte

a quel velato sorriso del tuo silenzio,

preferisco morire da solo

godere finalmente la paura del vuoto

non avere più nostalgia del caldo del mio stupro,

mai ci fu.