Il glicine giallo delle tue gambe

viluppo morbido di pelle grigia,

sulla tua fronte chino lo sguardo,

dita lucenti prendimi l’anima.

 

Soffia parole di neve che brucia

bianche tue labbra ho visto dischiuse

muovi i capelli mossa da un dio

tremano i piedi, appresti l’uscita.

 

Resto nel tuo odore;

spero ancora la luce

che domani riporti.

 

Nel puntare di un piede

trovo il peso del vino

che bevvi in tua memoria.