Amici

vi posso dare solo

la mia povera poesia

la finestra delle mie mattine

che ancora non è bastata

a guardare il mondo

a dar forma alle strade;

dolenti mi raggiungono pudiche,

carichi di dolore i vostri pudori,

mute di pena ripetono

che mi mandate con occhi risentiti

protestando lo scuro desiderio

di non ascoltare

il mio ventre aperto.

 

Cari

la luce dell’alba mi porta respiro

si apre anche il mio giorno

pure imperdonabile

asciugo ogni desiderio teatrale

rinuncio fino a contemplare il sorriso leggero

che non mi concede la clemenza di compiacermi.

 

E’ la vostra solitudine cui io do voce

quella cerca vanamente di uccidere

questa voce vostra.