Le mie dita di colore bianco

toccano la tua rabbia;

ma abbiamo perso le parole

per raccontarci la tua rabbia;

solo sangue muto ora

esce da ferite dei tuoi occhi.

 

Da molto tempo non vuoi

le mie labbra. Da solo

uccidi in strada, teneramente;

come un coltello bagnato

adoperi il tuo cazzo di bambino;

come se il tempo fosse infinito.

 

Fu invano ascoltare il caldo del tuo corpo

nell’ora dei racconti;

non tocchi la mia stoffa sottile,

e non consenti che sia.

La mia schiena brucia, muovendo

lo spazio della definitiva distanza;

ma gela, lo spazio.

Tornare non serve.