De tegumento sui

Come dire nudamente

e allineare pietre senza pelle;

voglio parole chiare,

voglio tocchi perfetti e pagine luminose.

Decido la semplice paura di acqua e di vento,

l’urlo di quel silenzio e l’odio

decido quell’odio

e dovrò pagare quest’arroganza

l’arroganza di dire parole ultime,

più grande delle pietre dei muri di queste città.

E ancora mi porgerò alla tua bocca

al tuo sguardo di scandalo

il tuo sguardo orribile,

pagherò, per l’acqua e il vento.

 

Potremo dimenticare l’immagine?

Damnatio imaginis, falsa espressione, guardiana della città

Tegumentum sui, genitivo soggettivo e oggettivo.

Custodiamo la distanza tra il chiuso e l’aperto dell’immagine.

 

Gioco le mie parole fredde

Come dita di colore bianco

Su un tavolo antiermetico

Che non mette posta sul significante

Et per hoc signum crede al canto del verbo.