Il Valentino

A Torino pensavo

avrei toccato il tuo viso

avrei visto i tuoi passi fermarsi

Euridice, e non più sfuggiresti.

(Avrei avuto un mio posto.)

 

L’ombra perenne del tuo viso

si piega ancora all’umida volta di pietra,

sei spinta via

dalla mia vergogna.

(Attendi i miei occhi.)

 

Una goccia di tempo di Torino,

e dentro è rimasto il tuo viso invisibile;

hai vinto facilmente.

Tornavo piovendo, misuravo le pietre morbide

di lana umida.