Di plastica

Capelli lunghi e lucenti

adagiati sulla schiena

come a proteggerti dal mondo esterno.

Pelle d’ebano

che il caldo

illumina di magia.

La televisione continua ad accendersi

e a urlare frasi stupide,

come un bambino

che cerca di richiamare la mia attenzione.

Lo sguardo rimane sopra l’angelo vestito di verità,

sopra la dea serena

planata con fragile posa tra noi mortali

ignara di far captare al mondo

quale sia il colore del cancello del paradiso:

“lassù dove il mare non esiste e gli specchi non riflettono,

gli angeli sono puri come cristalli, amore mio!”

Candida e dolce morte,

quando arriverai

mi troverai caldo e ricco

con il cuore gonfio di emozioni

stampate come tatuaggi freschi

e dolorosi.

 

Forse il titolo di questa vita è davanti a me, nascosto

tra le ali della scintillante cometa al mio fianco.

E io continuo a cercarlo nei posti più impensabili,

mentre la televisione prova

a richiamare la mia attenzione

ancora una volta.