Era

Un’immensa perdita di tempo,

di speranze,

di anima,

di vita.

Lei era tutto questo.

Era il nodo scorsoio nella mia testa.

Era il mio primo psicofarmaco,

il mio primo schiaffo

e il mio primo pugno.

 

Adesso

continua a essere

la mattonella del tetto del palazzo dove abito,

la parte di cuore più dura,

la nebbia cupa rimasta sullo stomaco.

 

Primavere morte.

Formiche impazzite.

Momenti brutti

e belli

e forse

qualche risveglio la mattina

prima di mettermi le scarpe

mentre mi guardo allo specchio.

 

Forse…