Il francese dal sorriso meraviglioso

Ero al mare che facevo la doccia

quando vidi il francese dal sorriso meraviglioso.

Lui mi chiese se l’acqua scorresse anche nelle ore notturne.

“Son un vagabònd” disse.

Poi scambiammo qualche parola

e disse che erano quattro anni che girava per l’Europa da solo

con bicicletta e zaino.

“Ci vuole un po’ di semplicità a volte, no?” disse sorridendo.

Gli offrimmo una birra.

Lui credeva molto in Dio:

secondo lui, Dio

l’aveva salvato

quando a Napoli volevano picchiarlo.

Disse che Dio aveva messo una mano

fra la sua schiena e i pugni di quei ragazzi.

Il sole tramontava

in quel momento

e ho sentito un amico piangere, in quel momento.

Bevve la birra e parlò con noi

e anche noi facemmo altrettanto

prima di tornare alle nostre vite imbevute di voglie inespresse

e di talenti mai carpiti.

Tornammo alle nostre vite mentre lui mise l’asciugamano nello zaino.

Tornammo a camminare lungo le nostre strade quando il sole era già tramontato

e non si vedeva nient’altro

in quel luogo

se non il sorriso splendente e sincero

di un francese in viaggio verso la purezza.

Tornammo a casa mentre lui continuò a pedalare

correndo verso lidi sconosciuti

e sognando una vita felice

come facevano tutti quanti.