Mondo

Mondo nei denti grandi e distanziati di una bambina.

Mondo nella cicatrice di quel burbero ristoratore.

Mondo dentro al suo bagno e mondo dentro al coltello a serramanico che si porta dietro.

Mondo nelle pozzanghere fredde.

Mondo nelle urla di ragazza mediterranea

tra vicoli bui e sudore freddo.

Mondo dentro alle scarpe di quel barbone là.

Mondo dentro ai suoi denti

e alle sue mani.

Mondo dentro quella carezza di sconosciuta.

Mondo dentro quel bacio di innamorata sconosciuta.

Mondo dentro la primavera.

Mondo dentro l’autunno

e mondo dentro al sudore di una puttana.

Mondo dentro a un pezzo di giornale importante per qualcuno,

mondo sopra allo scaffale dei ricordi di qualcun altro.

Mondo qui, mondo lì.

Mondo ovunque.

 

Mondo incastrato tra i nostri ricordi

e tra le nostre anime secche e senza via di fuga.

Mondo dentro al pianto di una nonna sola.

Mondo attraverso le ossa fragili di un nonno deluso.

Mondo che si scaglia sulla spazzatura al mattino

per poi insinuarsi sulla pelle pulita e profumata di un neonato.

Vita e sogni e realtà e sorrisi e pianti,

mentre il mondo fa girare tutto questo con assoluto silenzio.

Senza che noi ci accorgiamo di nulla.

Senza far pesare a nessuno l’immenso sforzo che sta facendo.

Senza aver nulla da rimproverare a se stesso.

Mondo cattivo, mondo bello.

Mondo colorato, mondo fangoso.

Mondo negli occhi, mondo nelle vene, mondo per strada.

Mondo nei tombini, mondo nei prati, mondo dentro alle case,

mondo dentro alle chiese, mondo dentro agli ospedali.

Mondo dentro ai reparti di oncologia e mondo dentro ai bordelli.

 

Mondo cane e iena che sbrana

e sbrana

e sgretola ogni rimanenza delle nostre orme sulla sabbia

mentre la bava alla bocca continua a colare durante il cammino

e i latrati si sentono da chilometri e chilometri di distanza.