Qualcosa di strano

Deserti di lune coperte di sabbia

mentre il sole continua il suo stillicidio di anime

nonostante

tutta la violenza gratuita di cui siamo ricoperti anche oggi.

E i cavalieri senza testa continueranno a cercare le loro dame senza cuore

mentre cavalli senza coda li scorteranno fino a paesi senza una storia.

Io affogo in tutto ciò che non sento.

Io m’incendio in ogni virgola che non capisco.

Io elettrizzo il mio cuore sotto i piedi della fortuna

ogni volta che tu apri bocca

davanti ai miei occhi stanchi.

E intanto Venere in persona

sta carezzandomi la testa

mentre i sogni rimangono ben saldi al mio destino.

Forse sono quelle carezze a far sì che almeno una Domenica all’anno

un sorriso

mi ripercuota il volto rendendolo quasi gradevole.

Ed è uno strazio quando accade,

perché ripenso sempre a come ho fatto a diventare in quel modo.

Che percorso ho fatto

e soprattutto

mi chiedo se ho bruciato qualche tappa importante della tua vita.

Mentre le domande

si accumulano come corpi

dentro alla gabbia del mio cranio,

continuo a boccheggiare davanti alle mani lisce e calde di Venere

che mi regala sorrisi come fossero caramelle.