Sbiadisco…
Disconosco me stesso tra la complicità dei colori
Sbadiglio…
In questo groviglio di voci, luci e suoni
La festa è perfetta e anche i suoi attori
Ma la testa s’infesta di pensieri avvoltoi
E il dissuader mi è aspro
Reiterato ripugnante pasto…
Quindi esco fuori dentro me stesso
In cerca di sensi dentro densi silenzi
Scrivo chino sul mio taccuino sotto l’arco di San Pierino
Ma risposte non trovo e procrastino aut-aut
Quindi atrofizzo i miei dubbi degustando una stout…
Cara mia amica, stasera Firenze è questa
E bella impossibile impassibile resta
Affascinante ma indifferente
Del vagabondar della nostra mente…
Cara mia amica, stasera firenze è un pò peso!
Ma d’improvviso, l’orecchio è teso a suono sospeso dal ricordo sotteso
Mousikè! Epoché!
In lontananza, il suono istanza è rimembranza!
L’autore è francese, qualche attimo e carpì
E si rinnova la gioia ricordandoti suonar Debussy
Si rinnova la gioia e si spegne il vittimista
A quando, il prossimo film neorealista?
Deciso super il Miso di Riso e verso il Duomo mi dirigo
Ma non più condisco con soia dal retrogusto di noia
Staserà condisco con gioia e memoria vivida!
E il ricordo del tuo sorriso dà sapore in questa giornata insipida!