Il se…
E’ lui che mi attanaglia
Che mi stritola e percuote
Inaridito dal rimorso
E convulso ed arso è il mio verso!
Invano vorrei muovere i miei alfieri
Zelanti protettori di pensieri
Ma ormai non c’è scampo:
Lo scacco è matto!
Musa ignava e silenziosa:
Potevamo forse noi elevarci verso l’eremo di Bacco!
A godere con saggezza della brezza e Dionisiaca ebbrezza
O sul monte Parnassiano
O spingerci oltre!
E librarsi leggeri verso l’Iperuranio
Potevamo forse noi raggiungere l’Empireo
A rimirare la quint’essenza!
Io te, l’Etere
In un’eterna eterea danza
E lasciare ad appassire con noncuranza
Le speranza vane
E le vogliuzze quotidiane
Musa ignava e silenziosa
Potevamo forse noi elevarci verso ogni ameno posto
Ma chi ha fretta non apprezza!
E rifiuta un buon vino
Per un qualsiasi mesto mosto…
Il silenzio…
E’ forse questa la nostra sorte?
Rimugino in disparte mentre bevo la mia porter
E’ amara come i se
E le occasioni non colte
E’ quindi falso?
E il silenzio vince di mille secoli l’armonia?
Oggi Simone facciamo rumore
Moriremo nel tonfo dei se e dei rimpianti
Ma vivremo nell’eco della nostra poesia!