Certe volte non capisco…
E mi viene a trovare il fraintendimento
Amico cinico che mi rammenta il rischio

E con un fischio assordante
Che si annida tra le mie tempie
Mi dissuade e mi ripete
Che è folle errare con la mente

E mi redarguisce caustico
Mentre entusiastico mastico ed assaporo il niente
Che seppur condito con varie e vane spezie
Ha un sapore vago ed evanescente…

Ma forse mente?
E’ forse altrove la vita e ciò ch’é importante?
Perché leggera aleggi e riecheggi nella mia mente
Mentre seduta leggi Kundera m’istighi poesia latente

O il parlare di musica
Ricercando ciò che vale
E il tuo liquidare frettoloso cantautori dallo stile dozzinale
Questo è più rilevante ?

E’ quindi legittimo o incosciente
Fantasticare sui tuoi occhi dal color verde inebriante?

Vorrei essere sobrio
Ma oggi Bacco è il mio mecenate!
E mi foraggia e mi sostiene
Nelle risate e nelle pene
Ma mi foraggia in modo onesto Sotto forma di estro!
Sotto forma di testo!

E le parole mi imprime
E imprime in me le rime
Il tuo parlar persiano mi ammalia m’anche perplime!

Quindi…
Concreta e nebulosa
Affabile indecifrabile Musa
Oggi ti dico:
Semmai mi venisse ancora a trovare il fraintendimento
Oltre allo sgomento
concedimi il conforto
Anche solo di schiudere le labbra
per dirmi, senza troppi sofismi,
Che ho torto!