Marrakech 26.02.17

Mi sveglio con la gola riarsa, gli occhi secchi e mi accorgo di avere due afte in bocca.
Teresa mi abbraccia sentendo che mi sono svegliato, fièvoli iniziano i canti dei muèzzin: devono essere le 5 di mattina. Vado nel salottino della nostra stanza per ascoltarli meglio. La voce più vicina è lenta e penetrante perché profondissima, quelle attorno invece sono più acute e distanti: simili a demoni vanno, in tantissimi crescendo, come il vento che impazzisce tra gli spifferi delle porte.