Vorrei avere quell’incoscienza dei porci

e rotolarmi tra le canzoni e il fango, senza sosta senza arresto senza fame

Vorrei sottoscrivere l’indomabile sicurezza del benessere,

continuare a sporcare le mani di colori e profumi, come una star della televisione

anni 50.

Vorrei truccare le labbra e le unghie senza colpa,

uscire di notte e catturare il pescatore sordo, credente.

Vorrei credere che questo cancro enorme è un’infermità momentanea,

ma non posso più!

i muri sono caduti

i prosciutti appesi, crudi e salati, sono stati fatti esplodere

e su quest’isola resta solo del

petrolio per due tre nomi.

 

Tra questi: ne’ il mio ne’ il tuo.

 

Vorrei poter cantare quel LP, come ci credevi tu

ma nemmeno te hanno ascoltato, santissimo poeta.

 

Siamo in pericolo, tutti auto pesci cane, appoggiati a delle porte senza più maniglia