Api e aquiloni

incalzano sulle nostre teste

le prime sono meccaniche, i secondi immaginari.

Un pugno di uomini incalza per spingere il progresso oltre la meccanica,

io già tra le mie mani mi perdo, se aggiungessi ancora difficoltà a questa difficoltà

non raggiungerei mai una briciola di sollievo.

Siamo tanto soli

e poveri,

spenti come pini secchi

bruciati dall’acido coprente

Il resto del nostro amore reciproco lo nascondiamo,

fingiamo di odiarci per non ammettere altro,

molto meno grave