I – Unico Atto – I

I

- Nella memoria galleggiano grandi banchi di ricordi
ogni frammento é un isola
intorno, il mare del nostro passato,
quello che abbiamo pensato -

Le mie acque però sono a colori
e parlano e disegnano di forme che dovresti vederle
che sembra tu le abbia già viste,
disegni animati che bloccano le mie dinamiche della memoria
che sembra tu le abbia intraviste
ma le hai perse.

“Forse tardi poi ritorneranno” é la
giusta soluzione al vuoto fatto
di lettere scritte. In un anno..
Milioni chissà”

La storia rimanda ad altro.
La mia storia rimanda un’occhiata
a chi come me ne ha intravisto il continuo
dall’alto.

“saltella di sangue
e strapazzati in mano la carne
che salta chi langue sta fermo chi esulta!”

Riesco a vedervi attraverso
soltanto scrivendo,
lo riconosco.

II

Adesso però sento come di essere fluido in un fluido
Di non poter proprio cadere
se anche saltassi su un filo.

Più avanti mi ingelosisco
di quello che spero mi accada
ogni giorno.

Inizio a difenderlo oggi e già lo ferisco per sbaglio
(Lo faccio da sempre del resto
oggi di nuovo, di meno però).

Il risveglio della primavera qui é il campo che cresce da mietere
“Come aprire la porta e andare a lavorare”
Una liberazione che ne garantisce la prossima

“Siamo sarcastici”
É vero.

“Un gobbo al portone di un cinema
strappa i biglietti e richiama i clienti.
La senti, la senti? La gloria?”

Io sento la storia.