NON E’ LA FINE

Una parola scivolata

dalle labbra

a frantumare qualcosa

di fragile.

Una macchina guasta.

La rabbia, bruciata,

dentro un giorno

troppo triste.

Il rumore di una perdita

che non vuole

scomparire nella sera.

Quando ti fermi, l’angoscia

bianca su mani

e gli anni su inchiostro & cellulosa

e non riesci a trovare

un ordine felice alle cose.

Allora: respira.

Lasciati trascorre nel chiasso

di fondo

del tuo sotto-mondo.

 

Quando senti

di aver perso

un amico sincero.

Quando ti stanca il mattino

appena svegliato,

che a raggiungere

il tramonto

non vuoi neppure pensare.

Allora: rallenta.

Nella sfumatura attorno,

nel particolare, troverai

la forza di galleggiare.

 

Tu lasciati solo

un minuto di buono

silenzio.

E sentirai davvero

(sottopelle)

la spinta del sangue

e la voglia di ricominciare.

In qualche modo, avrai un altro giorno di sole.