Abbi cura
di coprir le esili spalle
se oltre la dimora
ad attenderti v’è il freddo
che dolcemente mitigavo.
Abbi cura
di non lasciar marcire
isolate
le parole di conforto
che con tenerezza ti donavo.
Abbi cura
che mai, chi non t’ama
possa calpestare
quanto di bello
ho seminato
nell’ora verde e rigoglioso
giardino del tuo cuore.
Abbi cura, e fanne supplica
che ti sovvenga ogni mio gesto
i pugni duri
la voce grossa
gli occhi pieni,
e abbi cura
di non pensarmi a lungo
ché se nella mente tua
il mio sorriso prendesse vita
sarebbe, sai, sigillo di te
viva e presente
e malgrado le ingenti piogge
e le infinite tempeste
avrò da ringraziarti
perché gli arcobaleni
i più belli
potrò sempre vantare
di averli ammirati
insieme a te.