I piedi nudi
sanguinando
avanzano sul selciato del terrore.
Occhi spenti
e non capaci d’osservar l’arcata finale
riemergono, senza vita
dal tetro fondale.
Membra stanche
non reggono il masso severo
ed è acidulo il sapore
che alla bocca rimane
per aver invocato il perpetuo silenzio.
Quel corpo fu visto danzare
nel volo d’un passero appena nato
che contro volontà dovette afferrare
la mano protesa del portator di luce
sprofondando nell’ade
senza sfiorare il sudicio suolo.