L’inquieto pianista

Dalla pioggia trova riparo
sotto un ombrello fatto di note
l’inquieto pianista.
Un debole tepore
generato dall’arpeggiar perpetuo di mano sua esperta
s’accinge a curare ogni ferita rimasta aperta
fino all’ultima nota,
finché d’un pentagramma
non rimane che il ricordo.
E s’alza in piedi a contemplar gli applausi
e a sopportar la pioggia che risparmiarlo non osa.
Il tepore cessa
ed egli più non distingue
dal diluvio, le lacrime amare
e i ricordi d’un amore venuto a mancare.
Giunge allora il tempo di ricongiungersi all’amata
dal ciglio del dirupo,
e l’inquieto pianista
osservatosi le dita, salutata la sua musica
fa il segno della croce
e salta giù
togliendosi la vita.