Ululato

Chi nel chiasso si dice solo
non sa cosa vuol dire
morire del rumore di nessuno.
Chi è davvero solo?

Chi coll’urlo
stretto in gola
cerca intorno,
in stanze vuote,
un orecchio
in cui ululare:
“c’è qualcuno?”

Chi sopporta
in muto fremito
che muoia lì l’appello
scalciante nei polmoni
e mai udito
“c’è qualcuno?”

Chi dimentica
che ha un suono la sua voce
anche fuori dal pensiero,
tra le cui mura non fa eco
quel grido prigioniero:
“c’è qualcuno?”

Chi s’abbandona
vigliacco al tempo.
Chi s’arrende
e inghiotte in eterno.
Chi non sa
a chi far sapere
che ormai ha perso la forza
di denunciare,
di gridare:
“sono solo,
c’è qualcuno?”