Il Viandante

Acqua sul viso,
odore di terra e dolce profumo di pane.
Da qui comincia la strada,
o viandante, per ritornare
alla verità di cui il mondo ha tanto bisogno
al semplice fiume che scorre in un bosco
qui passano lievi le notti d'agosto
la città s'ammanta in un silenzioso mistero
spruzzi di nuvole in torbido cielo,
azzurro, turchese e venato di rosso
all'ora che il sol gli si toglie di dosso
scivolando veloce tra i colli d'Albano
e in tanto si apre la luna pian piano;
io prendo il fiato a quattro mani
cerco me stesso pensando a domani 
spingo via e scaccio i brutti pensieri
di sogni e di luce ne è piena la vita
basta cercare su nuovi sentieri
non serve Virgilio a farci da guida.
La notte poi arriva e mi porta un consiglio
non di Nicea neppure d'Egitto
ci chiama insieme sul nostro giaciglio
ancora mi batto, non sono sconfitto!
ad altri destini noi due siamo nati:
per fare gli amanti tra sospiri di fiati
per goderci d'estate e scaldarci d'inverno
per raccogliere i fiori e i frutti del grembo,
siam fatti per viver nel nobile inferno
di questa terra che in ogni suo lembo 
nasconde invero il significato più denso
di chi la onora trovandone il senso
vedendo ogni cosa nel pieno del segno
rispettando la vita elargendo l'impegno.
e se tanta speranza ogni tanto riemerge
è per uscire fuori dal gregge
e per capire il senso di vita
finché la strada non sia ancora finita.