La Tempesta

I rami dei pioppi, gli intrepidi pini
Flettono ma non piegano al volere del vento
E la nube che insiste sugli abbaini
Tramuta ‘sì l’aria in scroscio violento.
L’acqua s’addensa in fitto velare
Stridono i merli nell’adacquare
Sembra che caschi giù il firmamento
Che la terra s’anneghi in un solo momento.
Ma in fondo si vede già un abbagliare
E la quiete ritorna sul profilo del mare
Quando Zefiro riposa e il Sole si desta
Riconcilia il mio cuor come in tempo di festa.