il lago di m.

fammi posto in quel sacco a pelo
supero di poco il metro e mezzo
peso meno di cinquanta chili
la tua età ingombrante non mi lascia spazio
la tua età che è anche la mia del resto
le rughe del tuo cuore mi soffocano
coi loro silenzi assordanti
hai tagli infetti che curi da solo
spogliando con parole di miele donne già nude
senza vello e senza pudore senza tenerezza
carpendone gli attimi senza colpo ferire
e senza nulla rischiare o investire
torna qui sotto con me ancora una volta
se siamo più sconosciuti adesso
di quando non c’eravamo mai parlati
ti prego rientra in me coi tuoi pensieri
abbandonati e ascolta i miei colori veri
fammi accarezzare i tuoi abissi
come la tua barba grigia
e nuotare negli occhi di ghiaccio
che mi sciolgono il ventre
mi rannicchio nel tuo giaciglio vuoto
volevo solo un po’ di spazio in fondo
tu raccogli macigni sul fondo del lago
come castagne e frutti di bosco
ne hai così tanti e le stelle indifferenti
sono troppo lontane
come noi due.